Il secondo e ultimo grande Vialli di Marcello Lippi

di Riceviamo e Pubblichiamo |

Di Christian Pasquero

22 maggio 1996, Ciak/cerchio di centrocampo, Gianluca non guarda, il suo amico Ciro lo sostiene mentre l’ultimo rigorista si incammina verso il dischetto. Gianluca non guarda, aspetta di farsi trascinare dall’umore, dal rumore della curva Sud, assiepata di tifosi bianconeri.  ciak2/Ciro e Gianluca si abbracciano, un abbraccio infinito: la Juve è campione d’Europa, undici anni dopo quella notte di Bruxelles. Gianluca può alzare al cielo di Roma quella coppa che gli è scappata soltanto qualche anno prima, la alza da capitano in una finale in terra italica: la perfetta trama del destino per l’ultimo atto della storia d’amore tra il numero 9 e la Vecchia Signora.

Chissà chi di voi si ricorda dove si trovava, chissà chi di voi si ricorda che gli passava per la mente in quegli attimi di attesa esasperante, quell’ultimo penalty, quei secondi che sembrano anni prima dell’esplosione di gioia. Una gioia, che è anche tante altre cose per Gianluca Vialli. Per lui quella finale è tante altre cose: il ricordo della beffa di Wembley in maglia blucerchiata è ancora vivo, così come è viva la consapevolezza che quella sfida è il passo d’addio alla maglia bianconera, e forse alla possibilità di far sua la Coppa dalle Grandi Orecchie. Gianluca quella sera il rigore non lo tirerà, “Marcello, se trovi cinque pazzi che vogliono andare sul dischetto, li guardo volentieri da fuori. Altrimenti, sono a disposizione“. Gianluca non guarderà il rigore decisivo, Gianluca sarà l’ultimo capitano bianconero, finora, ad alzarla.

Estate 1995, 10 mesi prima, circa. Roberto Baggio viene ceduto al Milan, la Juve punta sul giovane, ma già affermato Alex Del Piero, Gianluca eredita ufficialmente i gradi di capitano, dopo esserlo stato in pectore per diverso tempo. Il popolo bianconero, dopo l’esaltante cavalcata in campionato, un pensierino folle lo fa, si ritorna a giocare la Coppa più prestigiosa 9 anni dopo il Real, ed i nostri errori dal dischetto. In campionato la squadra parte bene, ma presto, a partire dalla sconfitta nello scontro diretto, sembra non riuscire a mantenere il passo del Milan. Gianluca apre il campionato con una doppietta alla seconda a Piacenza, segna al Napoli e firma una tripletta nel derby in un sempre piacevole 5 a 0 finale. Il 17 gennaio con un tap in facile facile regala il primo trofeo stagionale, la supercoppa Italiana, ai danni del solito Parma. Nel ritorno decide ancora il derby, il 12 maggio 1996 regala l’ultima prodezza alla Vecchia Signora: al San Nicola missile sotto l’incrocio a sfruttare l’assist di testa di Michele Padovano.

In coppa, intanto, il gol non arriva per Gianluca, ma la squadra sulle ali dei gol alla Del Piero raggiunge la semifinale, eliminando ai quarti il Real. In semifinale ci tocca il Nantes, che forse fa meno paura di altri. Ed è ora, ad un passo da Roma, che Vialli sale in cattedra. Minuto 39 al Delle Alpi: corner da destra, testa di Ferrara e Gianluca sotto misura la sblocca. Minuto 17 Stade de la Beaujoire: i protagonisti del nostro racconto sono, guarda caso, ancora loro; cross dalla trequarti, Ciro prova l’acrobazia, Gianluca irrompe, anticipando la difesa francese, e di esterno batte Casagrande. La Juve soffrirà ancora, ma alla fine “Gianluca, si va a Roma”. Il resto è storia, Gianluca e la Juve sul tetto d’Europa.


JUVENTIBUS LIVE