Secondi, minuti, ore: Andrea Pirlo, ma anche la prossima stagione

di Riceviamo e Pubblichiamo |

Secondi, minuti, ore. Ogni juventino nel globo ha scandagliato il tempo, alternandolo all’ansia, all’attesa di un match che poteva risollevare una stagione carente di risultati (siamo sinceri, il 9 consecutivo è pura goduria, ma non possiamo ritenerci soddisfatti), al match stesso di UCL, al dopo partita, alla richiesta di teste, fino ad arrivare alla giornata odierna con un colpo di scena degno del miglior Quentin Tarantino: Andrea Pirlo nuovo allenatore della Juventus.

Secondi, minuti, ore, sono stati quelli che ci hanno accompagnato per mano al passaggio di consegne della guida tecnica della Juventus. Da Sarri a Pirlo. Dall’eliminazione in Champions alla frenetica attesa per la stagione che (ri)inizierà a breve.

 Noi juventini siamo fatti così: soffriamo tutto l’anno in attesa di poter enunciare un liberatorio #fiuuuu dopo aver alzato una coppa. Soffriamo forse più di quanto gioiamo, nonostante l’ultima decade sia stata monopolizzata dalla dittatura del bianco e del nero. Due colori che tutte le altre squadre hanno imparato a guardare dal basso verso l’alto, verso una vetta che ci delegittimano ogni anno, ma che vorrebbero a qualunque costo.

I secondi, I minuti e le ore sono state quelle che hanno accompagnato la scelta del cambio della guardia. Un Agnelli silentemente furibondo aveva già lasciato intendere che ci sarebbe stata una rivoluzione in casa Juventus e così è stato.

La scelta di uno juventino “doc” già precedentemente ingaggiato per guidare la Juventus U23 è stato nel giro di una settimana promosso a coach della prima squadra. Un salto in avanti dovuto all’esigenze, ma voluto da chi crede fortemente nell’uomo Andrea Pirlo.

Secondi, minuti, ore sono quelli che ci dividono dall’inizio della nuova stagione. Una stagione inedita, piena di dubbi e di domande, piena di curiosità, con la voglia rinnovata di bianco e nero, ma soprattutto con la voglia di vedere alzare dei nuovi trofei in Italia e, perché no, in Europa. Un sogno che ormai si è trasformato in obiettivo. Un obiettivo che deve diventare realtà. E se in questi anni ci siamo affidati sempre alla testa, quest’anno, per una volta, ci siamo affidati al cuore e a chi quel cuore l’ha dipinto di bianconero: Andrea Pirlo.

“Il Maestro” divenuto “il Mister” non è più una questione di ieri, nè una questione di oggi. Andrea Pirlo è una questione di domani, del nostro domani.