La seconda vita bianconera del “9” Alvaro Morata

di Mauro Bortone |

“Certi amori non finiscono, fanno dei giri immensi e poi ritornano”: non esiste colonna sonora forse più adatta per raccontare la seconda vita bianconera di Alvaro Morata. L’attaccante, a lungo ritenuto nel mercato estivo (reso complesso dall’emergenza Covid) la terza o addirittura la quarta scelta per rinforzare il reparto, si sta prendendo la scena, diventando la nota più positiva e l’assoluto protagonista nello stentato avvio di stagione della Juventus targata Pirlo.

Tre i gol nelle cinque gare finora disputate, che sarebbero potuti essere persino di più, se solo la sfortuna non si fosse abbattuta sullo spagnolo, cancellandogli col Var per questione di millimetri cinque gol in tre partite per fuorigioco (millimetrico): ma quello che colpisce delle prestazioni di Morata è lo spirito messo in campo, la voglia di lottare sui palloni e mettersi a servizio di una squadra, ancora orfano di una struttura chiara.

L’attaccante ha mostrato tutte le doti di un vero centravanti, capace di aiutare i compagni, di proporsi, di fare a sportellate e di gestire il pallone con qualità, oltre ovviamente a fare il suo mestiere principale: il gol. Era proprio su questo punto, forse che c’era la maggior perplessità di qualche detrattore, visto che si conoscevano l’amore per la maglia di Morata e le sue abilità, ma non convincevano le sue statistiche realizzative degli ultimi anni.

L’atteggiamento con cui si è ripresentato a Torino, dopo aver a lungo sperato ed inseguito il sogno del ritorno, ha sorpreso tutti e ha riconsegnato alla Juventus il centravanti di cui aveva assolutamente bisogno. Tanto che già si parla di idee per esercitare un riscatto e trasformare il prestito oneroso in acquisto a condizioni più vantaggiose.

Intanto, in attesa del rientro di Ronaldo, Morata si è preso sulle spalle l’attacco bianconero ed è diventata una certezza da cui ripartire per ricostruire il futuro e riaccendere il presente.