Se penso al Barcellona penso a un anno fa.

di Juventibus |

L’ho trovata una delle pagine più ingiuste della storia del calcio italiano per quello che aveva fatto la Juve per sessanta minuti. Credo sia stata una delle migliori prestazioni di ogni epoca, perché giocata contro una grandissima squadra. Solo applausi, un grandissimo peccato.

Questo diceva la bandiera del Milan, Billy Costacurta, negli studi Sky, la notte dell’eliminazione della Juventus dagli ottavi di finale della Uefa Champions League dello scorso anno, ad opera della squadra tedesca del Bayern Monaco. Una grande delusione, più grande forse della finale persa contro il Barcellona l’anno precedente, vista l’intensità del gioco mostrata dai bianconeri quella sera.

A me è capitato spesso in queste settimane di pensare alla partita di stasera allo Stadium. E la mente non andava alla finale persa col Barcellona di due anni fa, ma mi portava all’Allianz Arena, l’anno scorso, e alla delusione provata quel giorno. Sconforto provocato dalla speranza che tutti i tifosi Juventini avevano riposto in quella partita, dopo aver visto il carattere e lo spettacolo che i giocatori bianconeri erano riusciti a portare in campo, nella partita di andata contro i tedeschi. Delusione non paragonabile invece, almeno per me, alla finale del 2015, conclusasi con un esito molto più prevedibile.

Contro il Bayern, la Juventus ha dimostrato di essere cresciuta rispetto al passato: maturità a livello europeo, nonostante tutti gli sfavori del pronostico.

Dopo quella notte la Juve ha vinto uno scudetto, il quinto di fila; ha vinto una coppa Italia, contro il Milan; ha perso Morata, Pogba, ma trovato Gonzalo Higuain; e ha cambiato forma, col il nuovo modulo. E’ arrivata prima nel girone di Champions, passato un ottavo di finale, e raggiunto la finale di Coppa Italia mantenendo il primato in campionato. Ed eccoci qui, stasera. Juventus – Barcellona, quarti di finale.

La Juve da quella notte ha fatto tanto, ma è come se non avesse aspettato altro, essere di nuovo qui, oggi, a giocare partite come questa. E a vendicare quell’uscita prematura, subita all’ Allianz Arena.

Sono stata al Camp Nou quest’anno, e in qualunque sala del museo entrassi vedevo immagini proprio di quell’ultima Champions vinta dal Barcellona. Vittoria quella, arricchita dal triplete per la squadra Blaugrana. Il museo risuonava con la musica della Champions League, e stracolmo di video di Rakitìc, Suarez, e Neymar che segna il gol definitivo, era una vera e propria coltellata per me. Ma quella Juve era troppo diversa. Dentro, e anche fuori.

Se penso ad oggi, e alla partita contro il Barcellona, non riesco a pensare alla finale persa di due anni fa, nonostante gli avversari siano gli stessi; non riesco a pensare al gol di Morata o al gol del 2 – 1 di Suarez, arrivato proprio nel momento migliore della Juventus. Non riesco perché quella Juve, se pur forte, era un’altra squadra.

Se penso alla partita contro il Barcellona, penso piuttosto a quella col Bayern Monaco. E’ da lì che la Juventus dovrà ripartire. Da dove siamo rimasti, poco più di un anno fa.

 

di Ombretta Ferrara