Se Paratici comincia anche a comunicare

di Andrea Mangia |

Non è un mistero: il repentino allontanamento di Giuseppe Marotta ha gettato rapidamente sotto la luce dei riflettori, soprattutto a livello mediatico, il nostro direttore Fabio Paratici, fino a quel momento ben più avvezzo a questioni più strettamente di campo e di scouting.

Durante i suoi primi mesi nella nuova veste, interviste e conferenze stampa non sono sembrate esattamente il terreno a lui più congeniale (semplicemente perché non era mai stato quello il suo ruolo). D’altronde, prima di allora, non ce n’è stato poi nemmeno così bisogno, visto che avevamo in casa uno che parlava un politichese quasi madrelingua. Ma il nostro Direttore pare aver imparato in fretta. Rilassato e disinvolto ai microfoni di Gianluca Di Marzio, ha rilasciato una lunga intervista piena di spunti interessantissimi ed originali che hanno ben impressionato.

Di sicuro impatto la metafora “se non puoi permetterti di acquistare una casa, vai in affitto” ovverosia, prepariamoci a dei “long term loans” o prestiti pluriennali a condizioni vantaggiose. Perentoria ma assolutamente opportuna la scelta di parole su Gonzalo Higuainsta facendo una stagione straordinaria” (leggasi “non deprezziamolo”) e “speriamo che continui con noi per l’anno che resta di contratto” (leggasi “qui di rinnovi non ne vedrai, vedi tu cosa vuoi fare”).

Ma il colpo di genio è stato il commento su Pogba (“Grande giocatore ma pochi se lo potranno permettere”). Diversi giornali inglesi (tra cui Daily Express e Daily Star) hanno subito cavalcato la notizia con tanto di titoloni (“You’ll have to stay Pog”). Certo il Polpo potrà pure rimanere, ma la scadenza del suo contratto dice 2021. Una mossa veramente astuta, che mette lo United con le spalle al muro e che spariglia le carte in tavola. Poche e semplici paroline, che hanno generato una semplice conseguenza: oggi tutti si sono resi conto che Pogba vale un po’ meno di ieri, dato che allo United lui non vuole stare, e che lo United non può permettersi di perderlo a zero.

È stato come puntare un grosso riflettore sull’Old Trafford, come a dire a Paul ed alla dirigenza dei Red Devils “beh, che volete fare? Qui c’è da abbassare un po’ le pretese…”.

Progressi enormi, dal punto di vista comunicativo, sia che la Juve debba davvero fare un mercato di scambi, sia che con questa mossa possa meglio suddividere le risorse esistenti sui vari obiettivi che ha.

Di questo passo, non stupiamoci se già quest’estate l’Inter si fiondasse su uno pseudo-talento del calcio francese stile novello Domoraud, o se durante l’ultimo giorno di mercato andasse in scena lo scambio Skriniar-Pinsoglio.

Per ora Direttore (terzino sinistro a parte)…chapeau.


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