Se Eupalla avesse un cuore

di Simone Navarra |

Se dio Eupalla avesse un cuore la Juventus avrebbe vinto una manciata di coppe e non avremmo perso finali e finali. Più di tutti. Come un qualsiasi Ivan Lendl a Wimbledon. Come un Benfica dopo Eusebio. Quanto la Germania ai Mondiali. Se Eupalla avesse un cuore terrebbe in considerazione i desideri bianconeri, le speranze della Vecchia Signora, i sogni di tutti i ragazzini che hanno amato campioni meravigliosi come Sivori, Platinì, Del Piero e Roberto Baggio, Nedved e Vialli. Se Eupalla capisse la lingua italiana, così piena di arrotondamenti, infrazioni, svolte improvvise, terrebbe in considerazione questa squadra con il nome antico e moderno, latino e un po’ inglese, con la musicalità difficile, quasi impossibile da mettere in una rima baciata. Sarà per questo che prendono in giro. Maledetto Eupalla, maledetto quanto ti amo. Sei quasi femmina per come scappi ogni volta e ti fai desiderare in mezzo alla settimana. Ricordo tutte le partite di Coppacampioni. Da quando a casa mia c’è il televisore a colori. Da quando presi la bandiera da una bancarella e quello, il venditore, mi voleva convincere a tenere per la Lazio. Da quando il benzinaio sotto casa si avvicinò cattivo perché l’avevo preso in giro dopo una partita con lo Standard Liegi in cui si sarebbe dovuto perdere. Ho amato, caro Eupalla, il presidente Boniperti. Come un nonno che t’insegna quali sono le regole ed i giochi da fare. Meglio di tutti, dentro i pixel bellissimi che si portano i cartoni animati e i divertimenti più belli.
Eupalla, regalami una festa. Una serata come quella di Barcellona o Madrid di qualche tempo fa. Non dico molto. La Juve entrò in campo con Menninger in porta, Legrottaglie e Mellberg come centrali, Gygera e Molinaro terzini; Sissoko, Thiago, Camoranesi, Pavel (dai mille polmoni), Amauri e Alex (che era molto, molto più grande del pupazzo morbido e dolce). Con una squadra del genere avrebbero dovuto esser cacciati dal Santiago Bernabeu. Invece si riuscì a scalare la montagna. Poi finì tutto, anche l’amore per Claudio Ranieri, ma quell’incontro da uomini è rimasto, deve rimanerti sotto la pelle figlio maledetto di Eupalla. In Germania il Bayern fece a pezzi la squadra di Ciro Ferrara e si fece beffe di quella incerottata di Antonio Conte, con i suoi problemi di budget. Allegri regala sicurezza? Caro Eupalla dagli un po’ di fortuna. Di quella che altri hanno avuto e che quasi ha contrassegnato la loro carriera. Non mi offendo se la tua amica dea bendata aiuta, spinge una palla verso il giusto, nella porta di questi teutonici antipatici. Un sogno di ogni tifoso è sempre di esser invisibile. Non solo per andare a baciare quella bella che non ti filava, ma anche per prendere quel pallone maledetto che non va da nessuna parte e metterlo nel modo migliore nei piedi del ragazzo che sorride da un poster sopra il letto. Caro vecchio schifoso Eupalla non riesco a volerti bene. Non riesco a rispettare l’anima infame della umiliazione in eurovisione, la musichetta e poi le scritte ‘grazie Magath’. Si è passato l’inferno, da queste parti. Quella porta sbattuta in faccia regalala a chi spende e spande. Per la partita Bayern-Juventus guarda da un’altra parte. Di te non c’è bisogno.