Se Conte va all’Inter, la tragedia romantica dei tifosi bianconeri

di Gianluca Garro |

Clamoroso al Cibali! No a San Siro! Insomma, clamoroso, Conte passeggia vicino alla sede dell’Inter a Milano in un giorno di febbraio, nelle ore del dimenticabile caso Icardi, delle sconfitte a raffica (consuete) della squadra , e nessuno pensa più alle succitate beghe. La notizia è la passeggiata. Conte, passeggiando lì si dichiara, pone molto più di una firma sul contratto. Tanto più che ora il direttore generale è Marotta. Che lo stima, anche di più. E allora è fatta. Possono scatenarsi il Twitter e il Facebook, le radio, le web radio e poi (ma solo dopo) i giornali. Che poi magari torna alla Juve. E su quello ci vuole un altro pezzo , o un altro intero blog. Ma ora concentriamoci sullo scenario che porta il leccese a Milano.

La reazione degli interisti è preventivabile in modo anche abbastanza facile. Più o meno succederà quel che è successo Marotta, passato sui social e non solo da mafioso a grande manager che mostra la faccia cattiva al Signore e alla Signora Nara. Per giunta ora che il tempo è passato, ora che la Juve di Agnelli è presa da un altro probabile addio, quello di Max da Livorno, e ora che il buon leccese si è mondato di parte del suo peccato originale di aver giocato e poi allenato l’odiata squadra bianconera con le esperienze anche molto positive in nazionale e al Chelsea. No, dai, il copione è scritto. I tifosi nerazzurri si gaseranno come leoni davanti ad una preda alla prima vittoria, c’è da giurarlo.

Molto più interessante è invece immaginare la reazione dei tifosi juventini. Di tutti noi, vedove e non. Non scherziamo: sarebbe un trauma. In qualunque modo la si pensi, qualunque sentimento, positivo o negativo si provi per il Condottiero del grande primo scudetto dei mitici 7 non può essere piacevole per un bianconero vederlo seduto su quella panchina. Sia chiaro: sarebbe così se andasse in ciascuna delle altre 19 squadre di serie A. Però se va lì è più dura.

Ognuno reagirebbe a suo modo. C’è chi cercherebbe di ignorarlo, chi lo insulterebbe su Twitter come con Allegri, chi sotto sotto, amandolo ancora, non ne parlerebbe, chi aspetterebbe eventuale e visto che parliamo dell’Inter, probabile, fallimento per parlarne male ecc ecc. E poi le tipiche schermaglie tra chi lo ama ancora, chi non riesce a dimenticarlo, chi non vede nessun tecnico meglio di lui contro chi si è sentito tradito per come se n’è andato nel 2014 (il sottoscritto, romanticamente), o chi ha imparato a stimare Allegri, nonostante fosse stato l’allenatore del Milan, o chi si fida della Società e allora “forse aveva ragione Agnelli”.

E’ difficile capire o anche solo immaginare cosa proverebbe Antonio nostro a giocare contro i colori bianconeri, esperienza mai accaduta durante la sua esperienza in riva al Tamigi. E’ chiaro che il professionista di oggi non è il tifoso ragazzino  e neanche il calciatore , capitano e bandiera che ha sposato due colori per un’intera carriera. Ma i problemi non mancherebbero e non solo per eventuali conflitti interiori. Ma per il circo Barnum di cui a volte prende le sembianze lo spogliatoio interista.

Allora immaginare è un attimo: lui furibondo nei post partita contro i giornalisti, l’ambiente, gli stessi giocatori. Una carica di passione agonistica tipica del pugliese, un tipo meticoloso al limite del maniacale, sempre teso alla vittoria tanto da stare male se non arriva, permaloso e a volte troppo chiuso nelle sue idee. Un fiume in piena quindi, con show annessi. E questo non farà che rendere i nostri weekend ancora più divertenti a meno che non ci superi in classifica, allora ci divertiremmo di meno.

A livello tecnico non si può che ammettere che Conte porterebbe all’Inter quella sua anima da coltello tra i denti. Quella tensione e ansia tipica dei sanguigni. Ma anche un gioco votato all’iniziativa che è stato tanto vincente (da non sottovalutare lo scudetto al Chelsea, cartina da tornasole del valore del tecnico). E allora un’Inter che diventa l’antagonista della Juve può starci e sarebbero anni al fulmicotone.

Conte all’Inter è l’imprevedibilità della vita o forse solo management dello sport, nel senso di qualcosa che può succedere in un mondo di professionisti. Conte all’Inter però è una categoria dello spirito, è la tua ex che si mette col compagno di classe che ti sta sui zebedei perché se la tira ma è brutto e non prende mai più di 5 e allora non ci puoi credere. E’ una ferita, come lo fu quella del Marcello da Viareggio che poi tornò con grande entusiasmo a casa. E’ qualcosa che se succede comunque varrà la pena vivere, come tutti gli scherzi della vita.