Scusate il ritardo/5 – 4 sardi in padella

di Juventibus |

E niente, sarà per la prossima volta. Dispiace aver rovinato la puntata zero del Boss dei Funerali, ma Mercoledì era una buona serata per non morire.

Dagli spalti dello Juventus Stadium invece della polvere che abitualmente si da’ in pasto agli avversari si sentiva odore di polvere da sparo, con cecchini ma soprattutto franchi tiratori disseminati nel fake sold out.

“The Game After” il grosso guaio a Chinatown rischiava di diventare già la conferma dei sogni mostruosamente proibiti degli altri e, perché no, anche di qualcuno dei nostri, considerando vieppiù che nelle file nemiche militava il nostro ex talismano (sì però mobbasta), il nostro ex secondo portiere/reggi spogliatoio, il nostro ex tronista ed il nostro ex soprammobile cileno.
Prologo tutt’ altro che atteso, lo scoppio del caso Cuadrado, che per improvvisi “motivi familiari” non viene convocato. Praticamente, tradotto dallo stile Juve che non lascia trapelare molto: la moglie ha sgamato le foto ed i video della Leotta sul cellulare del buon Juan ed ha messo su una scenata di gelosia che le rappresaglie di Narcos a confronto sono missioni umanitarie.
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Alla lettura delle formazioni si apprende che Allegri si affida al profeta come faro di centrocampo mentre i tifosi si affidano a qualcuno più in alto.
E invece…
Invece come per magia Hernanes si dimostra uno dei migliori e sembrerebbe che abbia finalmente trovato la sua giusta posizione dopo aver peregrinato per il campo un anno intero; Lemina non fa rimpiangere Khedira, Alex Sandro parcheggia la sua navicella dietro la tribuna
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e ci conferma che (forse) abbiam dato via il coloured giusto.
Ma il primo insospettabile acuto direttamente dalla Mistery Machine lo piazza per la prima volta in maglia bianconera Shaggy Rugani,
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per il quale, leggendo i gossip, Scooby Doo più che il nome di un cane sembra essere un’ affermazione.

Primo sigillo da dividere a metà con il gordo in procinto di diventare l’ ingordo per la fame (stavolta di gol) che sembra avere.
Higuain, parafrasando e riadattando Boskov, è come cinghiale che esce di selva, l’ impressione che da’ e di prendere i suoi avversari di peso trascinandoseli a mo’ di portachiavi alla maniera di Mark Lenders per i trentenni nostalgici dell’anime giapponese o di Bud Spencer in Bulldozer per i quarantenni nostalgici della scazzottata all’ italiana.
4 gol in 3 scampoli di partita allo Stadium denotano tutte le difficoltà realizzative del Pipita che a ragione si dimostra “nervoso e triste”. Ma è già un passo avanti rispetto al “chiatto e sporco” della presentazione.
La stessa tristezza riscontrabile quotidianamente in Dani Alves il quale, non essendoci una beata mazza da fare in difesa, prende iniziative in ogniddove, trovandosi finanche terminale di uno schema da corner senza neanche sapere lui come. Il terzo gol porta la sua firma: X.
Nell’ intervallo un fulmine a ciel sereno: Buffon fuori per una botta, ma da Sky tranquillizzano e sgombrano da ogni equivoco: la D’Amico è in studio.
Però qualcuno epurato dalla stessa Sky ed esiliato all’Asinara (e dove sennò) per un becero clickbait (prostituzione web) probabilmente ne sa di più. O come al solito raglia soltanto:
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Purtroppo per lui e per il Cagliari c’è un secondo tempo da giocare e, se non fosse per San Marcone Storari, una debacle storica da registrare. Invece si chiude col canonico 4 a 0 frutto di un’incursione di Lemina e di una partita a Twister sulla linea di porta. Giusto il tempo per vedere un po’ più di Pjaca che Mitridate Allegri ci somministra ogni volta una goccia in più, in modo che il suo veleno non sia letale subito per gli avversari.
Però Dybala è andato in bianco e proprio nel Fertility Day, ragion per cui il suo valore scende da 250 a 16 milioni ed il suo nome dal taccuino del Barcellona a quello del Delta Porto Tolle. Perché l’importante è avere sempre equilibrio nelle valutazioni tecniche, così come in quelle di mercato.
Anzi, a proposito di cattivi “compagni” da evitare, ricordiamoci dell’“equilibrista” di Mediaset (sarebbe colui che pattina costantemente sul filo del vaffa tra spettatori e conduttori) secondo il quale se Diawara va alla Juve c’è da indagare e squalificare per aver influenzato il comportamento del giocatore, se va al Napoli è una grande manovra sottotraccia di Giuntoli.


Ma guai a farglielo notare o cercare una qualsiasi interlocuzione: si entra a pie’ pari nel club più numeroso d’ Italia
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Di questo passo il suo twitter sarà una chat tra lui, Giuntoli, Francesco Molero, Marika Fruscio, Chiariello con le visioni di Cavani e Anna Trieste. Giusto perché Sarri non usa i social e richiede alla società di farlo al posto suo.

 

Di Michele Fusco @mike_fusco