Scusate il ritardo – Ho visto Pipa volare

di Juventibus |

di Michele Fusco

Juve-Fiorentina non si è mai giocata. Solo un ologramma, tutto finto, una grandissima illusione.

La percezione dell’inesistenza di Juve-Fiore si è avuta già in sede di sorteggio calendari, quando Sconcerti, la cui lucidità negli ultimi anni è valsa un passaggio da Sky a Rai, dichiarava sicuro: meglio incontrarla subito la Juve, che all’inizio sarà un po’ svagata, da assemblare. E poi si sa..le partenze di Allegri..

Pian piano che ci si avvicinava all’evento fantasma, si avvertiva l’assenza del solito rituale pre Juve-Fiore. Mancavano i paginoni sulla sfida delle “due grandi rivali storiche” (la Juve ha 18 grandi rivali storiche, tolto il Sassuolo, che infatti regolarmente ci frega..). Mancava qualcosa, mancava tutto in realtà: silenzio da Renzi, impegnato a gufare l’ital-volley, nemmeno una battutina salace da Carlo Conti, Pieraccioni e Panariello, una frecciatina colta da Zeffirelli o Pontello, un bestemmione livoroso di Agroppi, un j’accuse violento di Della Valle al Giovine Elkann. Niente di niente, perfino i mastri porcellanai di Ponte Vecchio se ne stavano a braccia conserte, senza lavorare alacremente alle tazze commemorative che avrebbero celebravato il “+3” da tramandare ai posteri.

Nada de nada. Silenzio tombale. Preventivo? E pensare che all’annuncio delle formazioni l’assist l’aveva fornito Paulo Sousa (manco più citato come l’ex-avvelenato che ci costò una Champions..): il giovane Federico Chiesa, figlio del che avrebbe potuto rinverdire la purga subita illo tempore dal padre Enrico, magari infilandoci quella spruzzatina di Batigol che insaporisce il piatto. Anche il mesto Pepito Rossi in panchina non veniva acclamato dai media come “Colui che fece il Triplete alla Juve”, ma anzi “l’autore dello schiaffo che svegliò la Juve dei 102 punti”.

Come mai tutto ciò? Niente Juve-Fiore dei bei tempi, golosissima torta mediatica dell’Antijuventinismo militante? Perché Juventus–Fiorentina mediaticamente non si è giocata per i 3 punti, ma solo ed esclusivamente per iniziare a sparare a zero sui 90 milioni buttati dalla Juve beffata dal volpone De Laurentiis. Ma sì, l’istrionico O’ Presidente che da tradizione napolista ci aveva rifilato il “paccotto” , facendosi pagare un milione al chilo per un gordo che non avrebbe mai ripetuto la storica annata neo-borbonica.

Già la panca per Higuain rappresentava una solenne bocciatura per essersi presentato in ritiro con una quindicina di chili in più, abbronzato e addirittura sorridente! Tutti addosso con: “Ma come si permette, guadagna fantastiliardi e si presenta chiatto, mentre i cassintegrati fanno la fame, gli immigrati ci soffiano il lavoro e i marò (il marò!), per tacere della mancanza di rispetto per i suoi ex-tifosi, manco un video strappalacrime con citazione di Gigi D’Alessio!”

La gara infatti è iniziata e sì, vabbè, la Juve gioca bene, Dani Alves, Dybala, Khedira, un Asa ritrovato, ma sti grandissimi cazzi! Interessa solo e soltanto il Chiattone: 39 telecamere Sky e Premium su 40 erano solo e soltanto rivolte sulla panca, verso Higuain, grasso, stempiato, canuto e anche un po’ ingrigito e imbruttito senza più sole e calore partenopeo. L’ incanalarsi della gara verso i binari di una tranquilla vittoria non faceva che rimarcare per i cronisti quanto forse fosse quindi SUPERFLUA quella zavorra giacente in panca.

In questo clima di “La Juve vince, ma il Pipita resta chiatto”, Allegri decide di concedere quantomeno ai 40mila dello Stadium modesti 20 minuti a Higuain, così giusto per tenerlo un po’ in attività. Il Pipa entra, si prende il boato e i flash, ed ecco che tempo 2 minuti e subito diventa Sfhiguain, col pareggio viola, subito capace di compromettere una vittoria scontata con la sola presenza. Da Milano a Napoli, si alza un coro gaudioso: 90 milioni e appena entra la Rube becca gol!

E invece NO.

Gonzalo Gerardo prende le chiacchiere, le cattiverie, gli insulti, gli anatemi, le bestemmie, le maledizioni e maldicenze e tirando dentro la panza, al primo guizzo, al primo tocco, al primo lampo, si muove come una farfalla e punge come una vespa. Mi pagano per essere dove gli altri non sono e metterla lì dove gli altri non arriveranno. Eccomi qua.

Tempo 8 minuti e una manciata di secondi e Gonzalo Gerardo è lì, dove sarebbe stato l’altro franco-argentino del nostro cuore, Trezegol, e la mette lì, dove la metterebbe l’acerrimo rivale Batigol. Ma adesso c’è Gonzalo Gerardo e in un istante diventa Treze e Bati insieme, stessa tecnica, potenza, fame, cattiveria e amore carnale per il gol.

Ed è qui che tutti capiscono che Juve-Fiore è finita anche se non c’è mai stata.  Per tutti gli altri c’è la sensazione cupa di una Juve che è sempre la Juve e di un Higuain che, ahiloro, è sempre Higuain. Per noi è un inizio – ho visto il Pipa volare – . Per loro è una routine, per noi forse no, quel colpo di fioretto-sciabola-sparo e tutte gli sport olimpici messi assieme rappresenta forse non solo l’ennesima goduria estiva, ma qualcosa in più.

Per il Pipa è la parola fine e la parola inizio insieme. Alla Juve si pretende il meglio, e si ha la netta la sensazione che il meglio sia arrivato e sia proprio qui con noi, altro che “deve ancora arrivare”. La sensazione di un novello Del Piero ce l’abbiamo nel veder volteggiare la Joya, ma la sensazione del primo gol di Gonzalo Gerardo, ancora in fieri, ancora in divenire, è qualcosa che va forse oltre Tevez, oltre anche Trezeguet, chissà..

Si chiude così la prima gara che non c’è stata, così come non ce ne saranno altre, nell’attesa di un passo falso che quando verrà sancirà (forse) l’ inizio di un campionato vero e l’incanto della nostra invincibilità in A. Per ora la sensazione è quella di una lunghissima tournée di preparazione al vero unico obiettivo che farebbe finalmente volare Pipa nell’olimpo dei grandissimi, scrollandogli di dosso l’etichetta di eterno secondo.

Dallo Juventus Stadium al Millennium Stadium (andatevi a cercare dov’è..)