Scusate il ritardo (8) – Dio non gioca a dadi, Allegri sì

di Mike Fusco |

Perdonateci se citiamo Einstein, ma se Caressa per accantonare la boutade della classifica degli algoritmi deve rivolgersi al Mental Coaching e a Freud, allora vale tutto.

Veniamo da un sabato in cui il nostro caro allenatore ha dimostrato come, con soli 4 titolari e con gente lanciata come dadi in mezzo al campo, si riesca ugualmente a portare a casa non il jackpot, ma quantomeno la puntata e, una volta alla cassa, anche un discreto bonus. Tutto questo preservando qualcuno degli assi nella manica che quella Manica dovranno farcela attraversare per giungere a Cardiff.

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E dire che la scossa thrilling, giusto per non evidenziare la pochezza altrui, abbiam provato come al solito a darcela da soli con un erroraccio a 4 piedi e 2 mani Evra/Hernanes/Buffon e mandando per tutta la prima frazione Alex Sandro a perdere tempo alla ricerca di Nemo e Dory, come testimonia la sua heatmap in cui si evidenzia la labirintite.

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Cosa che non accade invece appena ripartiti, quando il brasiliano riacquista la lucidità e invece dei pesciolini, trova subito l’avversario che abbocca per un rigore sacrosanto consentendo a Dybala di prendersi vittoria e squadra sulle spalle.

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Da lì in poi è molta Udinese, che dopo 2 settimane di Google Translate ancora non era riuscita a decifrare il codice Del Neri, ma dopo una cinquantina di minuti di linguaggio dei gesti sembra finanche prendere il pallino del gioco. Un po’ come quando studi lingue sui libri ma poi devi sempre trasferirti lì per mettere bene in pratica.

In tutto questo casino e casinò insomma chi esce ne con le tasche piene più di quanto preventivato siamo proprio noi, anche in virtù dei risultati della serie A2, che proiettano un Milan giovane e italiano al secondo posto dopo la sfida spettacolo/bel gioco/bombole d’ ossigeno al 55simo tra Napoli e Roma, in cui si è anche consumato un miracolo equiparabile allo scioglimento del sangue di San Gennaro.

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Sangue che non si è sciolto ma poteva scorrere comunque in quel bell’ ambientino che è diventata la Milano sponda nerazzurra: Icardi che pubblica la sua autobiografia in cui sembra offendere i tifosi, i tifosi che si offendono per una probabile scusa, striscioni immancabili contro Maurito e consorte e come se non bastasse benzina sul fuoco, il rigore sbagliato e la partita persa in casa contro la Juve del 2012 (Storari, Isla, Padoin e Borriello) mascherata da Cagliari e vendicativa come Zorro.

Ed è qui che si vede la mano della proprietà perché San Silo a quel punto va immancabilmente in scena “La fiera dell’ Est”: tifosi che fischiano Icardi; tifosi che fischiano tifosi che fischiano Icardi; tifosi che applaudono tifosi che fischiano tifosi che fischiano Icardi; tifosi che fischiano tifosi che applaudono tifosi che fischiano tifosi che fischiano Icardi. Che a Gennaio qualcuno comprò.

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Ma forse il prode Moratti, dopo aver venduto la sua Fontana di Trevi, riuscirà anche a convincere Suning che la classifica va letta all’ orientale, da destra, quindi stanno rispettando perfettamente le previsioni che li volevano in testa.

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Intanto qualcuno al caldo della Polinesia Francese, se la ride di gusto.

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Ah, no, scusate, abbiamo sbagliato immagine:

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