Scusate il ritardo (14) – Testimoni di Genova

di Mike Fusco |

Tanto tuonò che piovve.

Prima, durante e dopo Genoa – Juventus.
 

Prima – l’ alluvione che aveva interessato il Piemonte e la Liguria lasciava presagire l’ eventualità che la partita si potesse rimandare, e molto probabilmente la Juve deve essere rimasta su questi accordi, visto che non è proprio scesa in campo, o quantomeno l’ allenamento effettuato a Vinovo (una zona già di per sé poco umida) durante la settimana preparava i ragazzi ad affrontare, al limite, la Rari Nantes Savona;

Durante – La grandinata di gol (3 in 28 minuti) davanti alla gradinata nord assurgeva ad evento epocale quasi quanto il diluvio universale: mai la Juventus di Allegri aveva subito 3 gol in una partita di campionato. Prenderne 3 in meno di mezzora come la Selen dei tempi d’oro, richiedeva a quel punto una tazza celebrativa come già fatto illo tempore da gente talmente avvezza all’ impresa da ripeterla immediatamente il giorno dopo contro l’ Inter;

Dopo – il temporale di critiche sulla gestione Allegri da chi non aspettava altro. Nell’ eterna lotta tra vedove e comari, tra carristi e occasionali, tra guelfi bianchi e guelfi neri (visto che i ghibellini sono insignificanti, tanto vale farsela tra di noi la guerra) il nostro Coach riusciva nell’ impresa alla quale stava lavorando da inizio stagione: riuscire a prendere lo scoppolone per dare la sveglia a tutti i belli addormentati nel bosco del Vaj. Più della sconfitta rocambolesca contro l’ Inter e più di quella immeritata contro il Milan, probabilmente serviva e servirà questa partita dove i pezzi dello Shangai (sempre le milanesi che ritornano…) buttati su un tavolo avrebbero disegnato uno schema più ordinato di quello proposto a Marassi.

Il colpo di coda della perturbazione abbattutasi su di noi è stato poi il doppio infortunio (sperando di non dover mai vedere un triplete) di Bonucci ed Alves che ce li riconsegnerà tra i primi di febbraio e le idi di Marzo accompagnati dai rumors di Di Marzio, sperando magari che il rientro non segua le orme di quello di Pjaca e venga rimandato alle calende greche.

Già si vocifera – ma questo è un argomento che potrete approfondire in BarMercato  – che a Gennaio potrebbe arrivare Yaya Tourè. Probabilmente il 6, insieme a Gaspare e Melchiorre a completare il quadro della natività.

Bene, adesso che siamo stati testimoni di Genova, ovvero la più grande debacle della gestione Allegri, scendiamo dalla torre, mettiamoci in guardia e svegliamoci (!) cercando di fare in modo che sia lo spartiacque (ancora acqua ?!?) della stagione. Adesso bisogna rientrare negli argini della squadra, della specificità dei ruoli, serrare i ranghi e giocare tutti i nostri assi senza più bluffare o rilanciare al buio.

Questo è il momento in cui chi sta bene deve giocare ma anche chi sta così così e , nel caso di Marchisio, Dybala ed Higuain, anche con una gamba sola. Ora deve scendere in campo quella che più si avvicina alla VERA Juve, a prescindere dallo stato di forma che si pensa abbiano i giocatori. Adesso Pjanic deve suonare lo spartito anche in movimento e non solo da fermo;

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Rugani dimostrare che Shaggy riesce a sbrogliare le matasse difensive anche senza lo Scooby-Doo Bonucci al proprio fianco; Khedira se possibile pensare un po’ più a correre che a non infortunarsi; Marchisio far capire perché con lui in campo la Juve ha perso solo 7 partite in 5 anni; Dybala riaccendere la luce e la miccia bagnata di Higuain, magari dandogli modo di restare laddove può realizzare una trentina di gol senza andare a zonzo per il campo in cerca di ispirazione o cadere in tentazione col ragazzo degli hot-dog dello Stadium.

ergfgeerg

E’ giunta l’ora di rimettere subito le cose in chiaro e dimostrare che dopo 14 giornate “soli” 4 punti di distacco sulle sparring partners sono davvero troppo pochi perché poi qualcuno inizia a fare sogni mostruosamente proibiti…

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E magari in attesa del referendum prendersi l’ endorsement abbinato al kitammuorto di default di alcuni canali a luci rosse partenopei.

Se ciò non dovesse accadere si apriranno scenari apocalittici prossimi alla fine del mondo, e lì tutti i detrattori rimarcheranno che questo, loro che saranno più di noi sicuramente testimoni di Genova, ve l’ avevano detto.  Da sempre.
Anche senza venirvi a citofonare il sabato mattina alle 8 o la domenica pomeriggio alle 15.