Scusate il ritardo (11) – Lutto a tre piazze

di Mike Fusco |

Poteva segnare chiunque. E invece…

E invece ha segnato proprio lui, anzi proprio LORO.

Dapprima l’ uomo più odiato dal popolo azzurro fino a Luglio, quel Leonardo Bonucci che aveva osato macchiarsi di lesa maestà per aver replicato a muso duro ad un cronista partenopeo

ma che per le note vicende familiari era stato finanche “perdonato” da quasi tutta la tifoseria napoletana, quasi tutta perché direttamente dalla sua vacanza triennale da Marte, torna su “La Repubblica” il tifoso (!) giornalista (?) Antonio Corbo, ignaro di cosa sia successo nel mondo calcistico negli ultimi 36 mesi

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Soprattutto portatore sano, oltre che di esultanze composte e di dieta mediterranea, anche di innovazioni regolamentari secondo le quali ad un “rubbentino” vanno mostrati prima 2 rossi e poi il giallo, in un’ esplosione benettoniana di cartellini colorati che manco a Carnevale, altro che Halloween. Il tutto nel vano tentativo di recitare con enfasi puerile la protervia dello scribacchino acculturato.

E poi LUI, “l’ uomo che amate odiare”, parafrasando l’ epiteto che i media americani attribuivano ad Eric von Stroheim

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LUI che ha dovuto sopportare tutte le maledizioni, le spacconerie, le illazioni e le bugie trincerandosi dietro al duro lavoro e ad una riacquistata serenità

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LUI che si è visto dapprima raffigurare su megaposter, salvo poi esserne reciso, bruciato, vituperato su cestini della spazzatura e in caricature sulla sua forma fisica (da quale pulpito poi…); LUI che un giorno all’ improvviso è passato da sex-symbol, padre ideale, figlio prediletto

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a “ricchione, ubriacone, strunz e omm’ e merd”;

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LUI che aveva difficoltà a Torino, che ‘o Sol ‘o Mar ‘o Cor (?) adesso non li troverai più, LUI che il caffè del magazziniere Tommaso puoi girare tutto il Piemonte ma non ce n’è,

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LUI che, nonostante fosse il calciatore più forte d’ Italia andato nella squadra dominante, lasciava qualche speranza di raccattare briciole agli avversari

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LUI che aveva reso anacronistica la nuova serie di Sorrentino “ The Young Pope”, attirandosi gli strali anche del regista

LUI che al minuto 70 e rotti ha trasformato in realtà la profezia fatta da tutte le fanpage napoletane sul numero associato alla sua maglietta, riedizione dell’ ormai archiviata Zaza88

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LUI che come promesso non ha esultato sul SUO gol proprio per farli “fessi e contenti”, ma su quello di Bonucci nessuno aveva detto niente

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Anche se sul suo gol, dopo le braccia aperte, si nota come gli stiano ridendo anche le unghie dei piedi…

LUI che per il ponte di Ognissanti (fatti schiodare dai calendari napoletani) ha ricordato all’ Italia intera come di MOSTRO in serie A ce ne sia uno solo e prenda il nome di GonzHalloween

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LUI che di sabato sera ha fatto sovraffollare tutte le farmacie di turno in Campania, e stavolta non erano adolescenti in fila al distributore di preservativi, ma persone che cercavano sollievo ai loro malesseri

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LUI che mentre l’ Italia era intenta a misurare la magnitudo e le polemiche ha fatto passare in secondo piano un evento tragico come il terremoto, spostando la percezione della tragedia in ambito sportivo

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LUI che con il suo gol ha dimostrato come la piazza di Napoli sia matura, ma leggermente listata a lutto per l’occasione tanto che il buon Valter de Maggio, dopo essere passato dal Torino al Napoli, si è fatto cambiare addirittura sport passando ai motori:

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LUI che ha dato falso modo a quel twittatore folle del suo ex compagno di squadra che nel tempo libero fa il portiere di ricordarlo immediatamente nei suoi cinguetti come fece illo tempore con Tiago Alcantara:

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LUI che ha fatto quello che doveva fare: GOL. Quello per cui è stato acquistato a peso d’oro. Quello per cui sta ripagando ogni singolo euro.

E non importa che davanti ci fosse uno sparring partner con la prosopopea di rivale in virtù di un odio fomentato da pseudo addetti ai lavori e ai livori, innaffiato anno dopo anno da insuccessi e scuse a ripetizione, ultima della serie l’ ormai famosissimo Fatturato

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in procinto di essere superato dalla nuova corrente di pensiero “Scansatevi” alla quale ha partecipato anche lo Scansanapoli.

 

 

Anche perché se il Regno di Borbone piange, la dinastia SuMing ha ben poco da ridere, indaffarata alla ricerca del traghettatore per far affondare definitivamente la piroga Inter.

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Strano che un progetto con delle basi così solide, una proprietà così vicina agli eventi, dei ruoli così ben definiti e con un allenatore di caratura, spessore ed esperienza internazionale stia per naufragare definitivamente. Eppure uno dei più grandi capiscer del panorama televisivo aveva predetto un radioso futuro

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Strano ancor di più che stavolta la profezia non si sia avverata come fatto con Alessio Cerci che ricordiamo contende tuttora a Robben la titolarità della fascia destra dell’ attacco del Bayern Monaco.

Attenzione che in tutto questo andirivieni di allenatori potrebbe sedersi sulla panchina del parco alla Pinetina una nostra vecchia conoscenza

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In attesa del Cholo arrangiatevi col Piolo.

 

 

Nella terza piazza in lutto, infine, quella dell’ Antico Romano Impero, in cui si aspetta il pollice verso dell’ Imperatore Francesco il superbo per dare il via ai lavori del New Colosseo, registriamo l’ inizio della lunghissima serie di harakiri contro squadre minori altrimenti detti “bottigliate sugli zebedei” come chiaramente esplicato nei tutorial motivazionali del mental coach Tafazzi in visione prima di ogni allenamento a Trigoria.

A proposito di (de)Mental Coach, immancabile il penultimo appiglio della banda Sky prima di deporre definitivamente armi, gufi e bagagli: torna a grandissima richiesta dagli stessi firmatari della legge Basaglia l’ algoritmo caressiano con effetti speciali, stavolta più condizionato dell’ aria satura di gas esilarante:

https://www.facebook.com/Juventibus/videos/675027869322172/

E poi ci siamo noi, noi juventini.

Le nostre vittorie ormai non fanno più notizia, e la pacatezza e lo stile che ci contraddistingue dovrebbe consigliare maggiore sobrietà, ma in una settimana come questa, riusciamo anche noi ad assurgere agli onori della cronaca.

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