Scusate il ritardo (10) – Orofino alla fine

di Mike Fusco |

La vera anti-Juve è l’ olio di palma.

E’ questo il verdetto del turno infrasettimanale che ha decretato (e non ci volevano certamente gli oracoli) come i giovanottoni rossoneri tutti ormoni e cattiveria siano durati nei paraggi della vetta meno dei loro coetanei alle prese con una  pornostar.

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Sembra tenere botta, in attesa del solito casino mediatico in quel di Trigoria, la Roma del redivivo Dzeko e del fu Totti, ormai impegnato nelle nomination del Grande Fratello Vip mentre un suo coetaneo viene inserito per l’ ennesima volta in quelle del Pallone d’ Oro.

Una fama internazionale che precede anche il pupone, vista l’ accoglienza nella casa, e che apre nuovi ed inaspettati sbocchi alla sua carriera:

C’è da dire che i giallorossi stanno tendendo un passo oltre le aspettative, mantenendo una media record che, se dovesse protrarsi fino all’ ultima giornata, li porterebbe in proiezione a chiudere il campionato con l’ ineguagliabile risultato di 45 rigori a favore.

L’ Inter, invece, inutile parlarne, gli azionisti di riferimento dall’ interno delle loro scatole cinesi si sono detti soddisfatti di De Boer. Sapessero noi…

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Arriva di gran carriera il Napoli dopo aver spezzato le reni al Crotone e all’ Empoli, che insieme hanno fatto meno gol di Pjanic con l’ aggravante di giocare con le scarpe e non con le infradito in dotazione ad ogni calciatore slavo che passi per Vinovo. Armati di falsi nueve e scuse pronte, verranno a Torino a giocarsi la solita partita della vita, mica come le altre che si scansano clamorosamente, succubi del potere sabaudo.

Orbene, finora la squadra che da quando esiste lo Stadium sembra scomparire più di tutti (12 gol subiti, 1 fatto, 2 tiri in porta in 5 anni, ZERO punti) è proprio quella partenopea che, nel caso dovesse continuare la serie, potremmo tranquillamente ribattezzare Scansapoli.

Perché, e qui veniamo a noi, dopo i vari Scansuolo, Scancagliari, Scansinese, abbiamo affrontato la Scansdoria che non si sa per  quale arzigogolata teoria nazivegana radicalchic, dovrebbe favorirci.

Ma questo altro non è che il nuovo fronte dell’ excusatio pallorum degli antijuventini ai tempi dei social; evoluzione del primitivo “la Juve rubba” da bar, trasformata negli anni del boom economico in “la Juve compra gli aBBidri”, modificata ultimamente in “Fiat sponzor degli abbidri” usata anche per indignarsi con un pentastellato “Fiat all’ estero , la Juve è Olandese, e Renzi ke fa?” grazie alle elucubrazioni mentali di gente come Ziliani e Travaglio.

In effetti, chiudere un campionato virtuale con 103 punti in 38 partite, partendo proprio dopo la sconfitta di Scansuolo, lascia presagire un complotto tutto italico ordito dalle case farmaceutiche per incrementare la vendita di farmaci epatici e pomate lenitive.

Però nessuno è mai vivo nel cuor di chi muore dentro, e quindi i “malumori” di Higuain, il “misterioso infortunio” di Pjaca, la “strana assenza” di Buffon, la “scomparsa” di Lichtsteiner cercano di scalfire la gragnuola di buone nuove provenienti dallo Stadium come il rientro di un Marchisio assolutamente suntuoso, la doppietta di Chiellini in versione bomber, il ritorno al gol di Mandzukic che oltre a segnare, coprire, pressare, rinculare, tra primo e secondo tempo passa anche per le tribune con gli hot-dog.

E poco importa che i soliti soloni si siano precipitati a rimarcare come, nell’ ultima assemblea, adeguandosi alla scusa comune Andrea Agnelli abbia lamentato le differenze di fatturato. Peccato che si riferisse a quelle tra la Serie A, i maggiori campionati europei, la NFL e la NBA. Mentre il nostro presidente indicava la luna, tutti gli stolti scribacchini guardavano il dito e si prendevano la loro bella tazzina di caffè appena fatto, non capendo che la battaglia va fatta insieme a noi, e non contro di noi.

Ma tant’è, le emozioni  e le recriminazioni del mercoledì – giorno in cui la maggior parte dei tifosi italiani va al cinema (a proposito il 1° Novembre in occasione dell’ anniversario della fondazione verrà riproposto nelle sale “Bianconeri – Juventus Story“) – sono state talmente blande che il vero spettacolo è stato con Fazio (non il difensore della Roma) che si è scansato anche lui al cospetto di un campionissimo juventino: il professor Stefano Orofino, che per l’ ennesima volta ha dato prova del suo essere un’ enciclopedia vivente rispondendo con precisione chirurgica alle domande dello “Scansatutto”  inerenti la storia bianconera.

Il chiudere ogni sessione di risposte con “Forza Juve” non fa altro che innalzarlo ancor di più nell’ Olimpo dei grandi bianconeri mediatici, laddove però troviamo Zeus, sotto le sembianze umane di Giampiero Mughini:

con una chiosa da riproporre giornata dopo giornata, Orofino alla fine.