Scusate il ritardo (16) – Personaggi fantastici e dove pescarli

di Mike Fusco |

Il week-end appena trascorso non è stato certo avaro di soddisfazioni sul campo e nell’ urna, ma il mondo bianconero ha scoperto o ritrovato tanti personaggi che ad un certo punto sembrava di districarsi tra nuovi Pokemon neanche tanto evoluti.

Il primo a scoprire le carte in un soleggiato venerdì è stato Mihajlovic buttando sul tavolo un poker di figure che non riuscivano neanche a comporre un punto per il tressette.

Su tutti il capo ultrà in pensione Socrates, probabilmente scippato alla supervisione di un cantiere di Mirafiori e portato di peso alla Sisport come memoria storica dell’ ultimo trofeo del Toro. Con la prosopopea tipica di chi a mezzogiorno è già alla terza Berta barricata, prendeva la parola (a morsi) esordendo con la boiata sugli arbitri e venendo puntualmente zittito con un rotolo di garza dal magazziniere seduto di fianco a lui e fulminato con lo sguardo dal tecnico granata.

Poi il magazziniere che, per la sua giovane età, non aveva mai visto trionfare il Toro in qualcosa che non fosse una Corrida ed il figlio di Ferrini che io che ho quarant’ anni, con tutto il rispetto, non ricordo minimamente. E tra di loro il povero Benassi che mentre li ascoltava bearsi del nulla, pregava su Whatsapp il suo procuratore di trovargli una qualsiasi altra sistemazione per il futuro.

Giusto per far traboccare il vaso delle idiozie, in contemporanea arrivavano le esternazioni di Kamil Glik, uno che sapeva e suggeriva come fermare la Juve e soprattutto Higuain, e si è visto.

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E infine il buon Sinisa che per stemperare la tensione ed abbassare i toni prefigurava la sfida come una guerra dei Mondi tra quello Juve e quello Toro; l’ anno prossimo vediamo se Spielberg vuole fare la regia Sky e magari Tom Cruise la cronaca tifoso per Scientology.

Ma la perla assoluta la regalava Toro News mettendo a confronto le formazioni titolari delle 2 squadre: leggere questo pezzo è un’ esperienza mistica paragonabile solo ad una Space Cake ad Amsterdam. Attenzione però che mentre la torta ha effetti passeggeri, arrivati alla fine di questo delirio potrete risvegliarvi tutti sudati, con la faccia di Ormezzano, l’ altezza di Chiambretti e la voce di Mario Giordano.

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Per fortuna il Toro sul campo si dimostra una bufala per l’ ennesima volta: Belotti tra uno svenimento per alitata di Rugani, una telefonata a casa a Notre-dame e una sistemata di brillantina trova il tempo di dare una sveglia alla partita e far assurgere ad impresa una vittoria bianconera altrimenti scontata e noiosa.

Dopo che il gallo ha cantato, Chiellini, mosso a pietà decide di non sgozzarlo, ma obbliga la Juve ad infilare per tre volte la banderilla nel ventre granata; un film già visto ma che strappa sempre applausi

 

Dissolvenza. Buio. Sipario. Applausi. Standing Ovation. Oscar in Cina.

Superato senza troppi affanni il derby più iniquo d’ Europa dopo quello di Monaco (altro che Davide Mengacci contro Gabriella Golia) e dopo aver assistito alle mirabolanti imprese dei ragazzini terribili di Montella contro l’ antiJuve della settimana, abbiam dovuto spostare l’ attenzione sulle cose serie.

A Nyon infatti ci aspettava, riscaldata dall’ odio di ¾ d’ Italia, la pallina del Bayern Monaco o del Real Madrid, in trepidante attesa di essere estratta da Gullit per rispedirci a casa facendoci passare un brutto inverno col pensiero fisso della supersfida.

Mentre il Napoli pescava proprio i galacticos, con l’ umiltà che li contraddistingue, i suoi tifosi intasavano bacheche e pagine madridiste con proclami e sondaggi supportati dai numeri

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sconcertanti propinati dalle pagine: gol Ronaldo in A – 0 / gol Mertens in A – 28

Il consueto profilo basso che avrebbero tenuto anche i tifosi del Basket Napoli se la loro squadra avesse pescato Cleveland prima di scomparire.

Proprio per questo, e conoscendo i suoi polli,  Aurelio de Laurentiis non perdeva tempo: biglietti in vendita a prezzi popolari, dal rene per la curva inferiore, passando per la casa per un biglietto dei Distinti fino ad arrivare all’ anima per la Tribuna.

Ora bisognava solo attendere e capire quando avremmo sfidato Vidal, Coman e Ancelotti, perché se gli esponenti del Sarrismo e Revolucion avevano preso il Real, come minimo per giustizia divina e Zapatismo noi dovevamo pescare non solo il Bayern, ma tutta la Germania.

 

Invece qualcosa è andato storto, Gullit ha bagnato i polpastrelli nell’ acquasantiera ed è uscito il Porto di Nuno Espirito Santo. Amen. “Leo Messi è finito”, andate in Finale.

Padre Buffon, pensaci tu.