Scusa centravanti se ti chiamo mezzala

di Andrea Mangia |

Sarà che le notizie, per chi è un assiduo frequentatore di Twitter, viaggiano veloci, talmente veloci da renderci estremamente impazienti e quasi isterici, senza più essere in grado di comprendere i tempi tecnici di negoziazioni talvolta molto complesse… sarà che è appena passato l’anniversario dello splendido gol di Marchisio all’inaugurazione dello Stadium, ma io proprio non riesco a farmi appassionare (o angustiare) dalla questione centravanti.

Ciò che è certo è che siamo sotto numero, là davanti, su questo non ci piove. Uscito Higuain ne servono 2. Ho già scritto poche settimane fa la mia idea sulla possibilità di individuare un attaccante giovane ed affamato, che porti senza sosta quel pressing e quella voglia di riconquista che Pirlo ha descritto attraverso le sue prime parole da mister della Juve. Si va sul campione affermato? Non sarò certo io a storcere il naso. Suarez, Cavani, Dzeko, ciascuno a suo modo, potrebbe portare grandi benefici al nostro attacco. Suarez il migliore come valore assoluto. Allo stato attuale, per integrità, costituzione fisica, valore e alternative tattiche, forse Cavani si fa preferire, con Dzeko che di certo apporterebbe altri tipi di vantaggi. Fatta questa doverosa premessa, io ritengo che la stagione della Juventus NON passi per l’individuazione della punta, bensì per l’individuazione del centrocampista giusto.

Il tanto criticato tandem Ronaldo-Dybala, quelli che non possono giocare insieme, quelli che non si completan, ha segnato una sessantina di gol insieme. I problemi della Juve, nel gioco e nella finalizzazione, stavano e potrebbero continuare a stare altrove. Il nostro “miglior” centrocampista l’anno scorso ha segnato 3 gol. TRE. Onestamente inaccettabile. E al di là dei numeri, i reparti l’anno scorso erano fortemente statici e troppo slegati gli uni con gli altri. La qualità delle occasioni da gol, più che il numero, era assolutamente basso. Perché? Perché mancava un giocatore, IL giocatore, capace di inserirsi sistematicamente, e capace di fornire l’ultimo passaggio. Questo tipo di giocatore è sostanzialmente essenziale in Europa.

Inutile girarci intorno, l’attacco titolare, se il mercato finisse oggi, lo avremmo già, e che attacco. Ma non potremmo dirci allo stesso modo soddisfatti della mediana. Manca QUEL giocatore, altrimenti saremo ancora inevitabilmente piatti, nonostante le geometrie di Arthur, le corse palla al piede di McKennie ed il talento cristallino di Kulusevski. Dejan attualmente è, e deve essere considerato, un attaccante. Rende lì, sa giocare lì. Lesinare sul centrocampo perché tutto sommato “Kulusevski potrebbe imparare col tempo a fare la mezz’ala alla De Bruyne” sarebbe un ragionamento quasi autolesionista. Un regista offensivo, una mezz’ala di inserimento e dai piedi buoni darebbe armonia a tutta a manovra e una gamma di alternative offensive delle quali ormai abbiamo quasi perso traccia e memoria.

Le risorse, lo abbiamo capito, sono quelle che sono, ma non investire su un centrocampista di un certo spessore equivale ad avere una squadra piatta, zoppa, che in Europa non riesce ad andare più avanti di dove è arrivata l’anno scorso, perché, al netto dei sorteggi e della forma fisica e mentale, certe caratteristiche in una squadra da top 4 europee CI DEVONO ESSERE. Ed è così che ti ripaghi gli investimenti.

Uscire troppo presto dalla Champions per poi dover sistematicamente rinunciare a completare la squadra, alla lunga, potrebbe far entrare in un circolo vizioso. E sarebbe un vero delitto, negli anni in cui puoi godere della straordinaria fame e della straordinaria classe di Cristiano. Serve un’inversione di tendenza. Qualcuno che esalti Cristiano (più di quanto lui da solo non esalti se stesso), non che lo copra. Il cambio di mentalità sta anche e soprattutto lì. Attaccare sistematicamente con più uomini per liberarlo da marcature e creargli spazi (o crearne di conseguenza agli altri). Il tutto con giocatori di livello tecnico elevato.
E quindi, scusa centravanti se ti chiamo mezz’ala, ma per sfondare le difese avversarie, serve partire da un po’ più indietro e prendere un po’ di rincorsa.

Ehi, chi ha detto Aouar? Vi ho sentito…


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