Scudetto con l’asterisco

di Aulo Cossu |

Non appena divulgata la notizia del grottesco rinvio di Inter-Sassuolo (peraltro: posta in calendario 75 ore dopo il recupero Torino-Sassuolo), si sono scatenate le definizioni per l’ormai ineludibile 19° scudetto dell’Inter. Segnalo, tra le tante, quelle di “Scudetto di Cartone2” e di “Scudetto Tampone”.

Io invece propongo quella di “Scudetto con l’asterisco”, riprendendo un’usanza dell’NBA la quale, maniacalmente attenta alla parità di trattamento tra tutte le franchigie, nell’albo d’oro pone un asterisco di fianco al nome della squadra campione, nell’ipotesi in cui si sia trattato di stagione nella quale siano state giocate meno delle canoniche 82 partite di stagione regolare.

Al nome dell’Inter nell’albo d’oro per l’anno 2021 dovrà necessariamente essere accostato un asterisco. Io lo avrei messo già per evidenziare che la Juventus aveva in rosa gente come Ramsey e Bernardeschi, ma mi rendo conto che non sarebbe sufficiente. L’asterisco e’ invece inevitabile se si pensa alle continue disparità di trattamento, iniziate con il povero Genoa, andato a immolarsi all’ancora San Paolo senza ben dodici positivi, sublimate la settimana successiva dal rifiuto di DeLa (ben supportato dalla locale ASL) di andare a Torino avendone soltanto due, e infine codificate dall’ex ministro Frattini (nella consapevole contumacia della FIGC) poche ore prima di Juve-Fiorentina.

Ma l’asterisco si impone altresì in quanto uno scudetto vinto a porte chiuse non è uno scudetto, non può esserlo. I soloni in questi dieci anni ci hanno ripetutamente insegnato che lo Stadium vale “una decina di punti a stagione”. Ecco, con lo Stadium pieno sono convinto che la Fiorentina non avrebbe vinto (altro che 3-0), ma anche che de Roon sarebbe stato espulso, e soprattutto che la scala del calcio avrebbe sonoramente disapprovato il sistematico catenaccio messo in scena da Antonio Conte, con conseguenti psicodrammi della “pazza amala”.

Mi si dirà: anche lo scorso anno 13 partite vennero giocate a porte chiuse. Vero, ma si trattò di un terzo di stagione, e la disparità di trattamento fu tutta contro la Juve, che gioco’ a San siro con lo stadio strapieno, e invece in casa a porte chiuse, prendendosi sei punti decisivi (visto che anche la Juve di Sarri con le altre diciotto squadre fece meno punti dell’Inter).

Datemi retta: prepariamo l’asterisco, perché questo scudetto 2020-2021 e’ carta straccia, vicinissimo parente di quello del 2005-2006.


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