Questo scudetto è anche di Federico Bernardeschi

di Davide Zakaria |

Federico Bernardeschi mette la firma sullo scudetto 2020 realizzando il gol della sicurezza contro la Sampdoria che si era resa minacciosa all’inizio del secondo tempo.

Se ci limitassimo a questa frase, sembrerebbe la celebrazione del numero 33 della Juventus a suggello di una stagione esaltante.

In realtà, Federico era, ed è, uno dei giocatori più criticati della rosa bianconera alla luce di un campionato molto deludente da un punto di vista di prestazioni, e, soprattutto, alla luce di una carriera sotto la Mole che, ad oggi, non ha reso quanto ci si aspettava: acquistato il 24 luglio 2017 dalla Fiorentina per una cifra intorno ai 40 milioni di euro, Bernardeschi ha siglato soltanto 10 reti in 3 stagioni, troppo poco per quello che sembrava potesse essere il nuovo numero 10 della Juve, ripercorrendo le orme di un certo Roberto Baggio.

Fatte queste dovute premesse, va detto però che i pochi gol, i pochi guizzi che Federico ci ha regalato in questi anni non sono mai stati banali: dai gol decisivi a Firenze (da ex), Cagliari e Verona, alle giocate importanti nel 3-2 contro l’Inter a Milano e nell’indimenticabile 3-0 contro l’Atletico, fino ad arrivare appunto al gol scudetto.

Va inoltre ricordato che raramente Berna ha trovato una continuità di impiego in quello che sembra essere il suo ruolo naturale (perlomeno vedendo la sua esperienza nella Fiorentina e in Nazionale) di esterno alto a destra; la sua generosità e abnegazione hanno fatto sì che, particolarmente in questa stagione, venisse schierato in vari ruoli tatticamente preziosi per la squadra, come ad esempio il ruolo di trequartista o di interno di centrocampo, che però hanno finito per confonderlo e per togliergli sicurezza, andando ad incidere sull’autostima che sembra essere uno dei suoi punti deboli.

Federico ha incassato le critiche (spesso giustificate, a volte eccessive) e ha sempre risposto con professionalità e disponibilità, senza mai una parola o un comportamento fuori posto, ed è giusto quindi che sia stato premiato con una soddisfazione personale che ha accolto con una esultanza rabbiosa, a testimonianza del momento difficile che stava passando.

Non basterà di certo un gol, seppur importante, a cancellare le perplessità sul giocatore, le critiche dei tifosi e le voci di mercato sul suo futuro: nel frattempo, però, questo scudetto è anche di Federico Bernardeschi.


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