Il profilo di Thomas Lemar (ES)

 

Questa volta lo Juventibus Scouting Team viaggerà insieme alla squadra, per analizzare uno dei talenti che mercoledì andremo ad affrontare sul campo nella semifinale di Champions League. L’AS Monaco ha una rosa giovanissima, ricca di talento: Mendy, Sidibe, Bakayoko, Fabinho, Bernardo Silva, Mbappè… Noi abbiamo deciso di soffermarci su Thomas Lemar, ala sinistra, affermatosi già lo scorso anno nelle fila dei bianco rossi ed ora in procinto di mettere radici in nazionale. Il giovane francese è titolare fisso del reparto offensivo incredibilmente prolifico dei monegaschi: 95 gol in campionato, secondo attacco d’europa dietro soltanto alla MSN (104) ma davanti a Real Madrid (92) e Bayern Monaco (79).

 NOTE SUL FISICO 

Il giovane francese originario del Guadalupe, a dispetto della stazza contenuta (1.70 m x 58 kg), possiede una struttura fisica che gli consente una inaspettata resistenza ai contrasti. Ben piazzato in quanto a massa muscolare, ha gambe potenti: quelle che in uno scatto lasciano i cosiddetti “buchi sul prato”. La sua leggerezza è un fattore positivo quando si tratta di mantenere la velocità, e nel fondo. Lemar possiede una capacità polmonare davvero fuori dal comune, imprescindibile per sopportare il lavoro intenso su lunghe distanze che gli viene richiesto da Jardim. Nella sua pur breve carriera ha patito solamente un infortunio relativamente serio alla caviglia (40 giorni), e un paio di forfait per una distorsione e un risentimento. La sua muscolatura è già sufficientemente sviluppata per giocare ad alti livelli e non si evidenziano fragilità connettibili a strappi o stiramenti.

 PUNTI DI FORZA 

Il già citato fondo è una qualità importante anche per i suoi risvolti tecnici, poiché anche alla fine di un lungo sprint ha la lucidità e la brillantezza per colpi di fino propri del suo bagaglio tecnico. Thomas possiede infatti un piede delicatissimo capace di mettere in mezzo palloni velenosi:

E di rendersi protagonista di tutti i piazzati nel principato, affilato come un rasoio e potente come un machete:

Possiamo ammirare il suo ventaglio di soluzioni da palla inattiva sul tipico video tamarro da YouTube.

Ma la sua capacità realizzativa non si ferma ai piazzati, ha anche la coordinazione necessaria per calciare in movimento: il suo piede può essere delicato…

(giusto per essere sicuri che fosse voluto, ne ha fatto uno identico)

…oppure esplosivo.

Attenzione tattica nel seguire l’azione, perspicacia, diligenza nell’eseguire l’inserimento fino in fondo anche quando non sembra premiabile. Intelligenza nel capire che la finestra per l’appuntamento col gol si crea soltanto eseguendo il movimento con l’intensità adeguata, rubando il tempo ai difensori, e con il tempismo giusto per mantenere l’inerzia dello scatto senza finire in off-side:

Qui parte vicino all’arbitro, capisce molto prima degli altri che ci sarà un’opportunità sul secondo palo e fa uno scatto di 30 metri per arrivarci.

I metri qui diventano 50, ma il cambio di direzione che fa (è l’ultimo uomo a sinistra) nel momento in cui il gioco viene cambiato sulla destra gli fa guadagnare diversi secondi. Gran parte dei giocatori in situazioni analoghe caracollano distrattamente prima di realizzare cosa è meglio fare.

In questa azione scatta addirittura prima che venga recuperato il pallone; la seconda accelerazione appena entrato in area, anche qui ampiamente in anticipo, brucia il difensore. Lemar realizza immediatamente di dover agire da terzo uomo nel momento in cui il portatore scarica a destra.

Nel Monaco, Lemar giostra essenzialmente da ala mancina classica in un 442, giocando su 50-60 metri di campo sul piede naturale, speculare all’altro esterno, Bernardo Silva. Quando riceve palla sulla trequarti si occupa di orchestrare l’azione (talvolta stringendo verso il centro), quando la palla invece si trova dall’altro lato è sempre molto attento a chiudere sul secondo palo tenendo sotto scacco la difesa. In fase difensiva accorcia forsennatamente verso i portatori, se il pressing viene eluso ripiega fino a ridosso dell’area, un lavoro molto dispendioso per uno che è comunque il giocatore più coinvolto della squadra nella creazione di occasioni:

 

 

 

 DEBOLEZZE 

Come spesso accade ai mancini di talento, il numero 27 francese si lascia viziare dal suo piede, giocando praticamente solo col sinistro. Col destro esegue comunque passaggi e conclusioni e lo usa per il tocco finale qualora la situazione lo richieda, ma non lo usa mai per condurre il pallone. Un peccato poiché, sebbene il suo destro non sia meraviglioso come l’altro piede è comunque capace di grandi giocate. Vi sono comunque ampie possibilità di miglioramento, si tratta solo di prendere abitudini diverse.

Nonostante qui riesca a segnare lo stesso, pur di non usare il destro si incaponisce in una giocata complicatissima.

C’è solo un aspetto del suo gioco che Thomas Lemar non potrà migliorare: madre natura gli ha donato un baricentro basso togliendogli però i centimetri. Il suo apporto aereo è praticamente nullo.

 JUVENTUS (?) 

Ipotizzandone un inserimento nel meccanismo bianconero attuale, il 4231 (442), Thomas Lemar si collocherebbe al meglio come ala sinistra, esattamente come nel Monaco. Nonostante sia molto polarizzato sul mancino la sua proprietà tecnica e la sua lucidità decisionale gli permettono a piacere di andare sul fondo con il piede forte o di optare per un taglio verso l’interno, lasciando spazio per la sovrapposizione del terzino. Interpretazioni che ben si sposerebbero con le caratteristiche del terzino di riferimento, Alex Sandro, e dei compagni di reparto offensivo. Senza dubbio rispetto all’assetto attuale aggiungerebbe tre dimensioni, le più importanti per il ruolo: la penetrazione in dribbling, la conclusione dalla distanza e soluzioni di passaggio precise e non banali, che siano cross o filtranti. Con il suo metro e settanta chiaramente non può pareggiare il contributo aereo rispetto a Mandzukic, ma il suo fisico compatto e robusto, resistente alla fatica gli consente di non essere un lusso in fase difensiva, attiva e passiva.

In passato ha giocato pure come riferimento centrale alle spalle del centravanti, e potrebbe disimpegnarsi efficacemente anche a destra, rivelandosi un ottimo vice Dybala o Cuadrado.

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GSN INDEX è un indice valutativo composto da 4 diverse categorie di rating:
– Striscia Blu: SRC (Soccer Related Characteristics). Range 0-100. Valutazioni tecniche, tattiche e mentali essenziali in un giocatore. Sulla stessa riga sono indicate la posizione attuale del calciatore e quella potenziale futura, calcolata tenendo conto di molteplici fattori, ad esempio la qualità degli allenatori e dell’educazione calcistica ricevuta, l’esperienza internazionale, etc.
– Striscia Verde: +/- Performance. Range 0-100. Valore basato sulle performance in campo, calcolato tenendo conto di 150 diversi fattori di gioco, tra i quali anche le modernissime Advanced Stats (come gli Expected Goals).
– Striscia Arancione: Level of Play. Range 0-100. Analisi aggiornata di ogni match giocato in carriera, tenendo conto dell’età e dei minuti effettivi. Ogni match ha un peso differente a seconda dell’importanza dello stesso (ad esempio, la finale CL vale 20).
– Striscia Rossa: GSN INDEX. Range 0-100. Indice complessivo dei fattori precedentemente indicati, potenziale incluso.