Nicolò Barella – Scheda Scouting e Match Report

di Stefano Francesco Utzeri |

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Lo Juventibus Scouting Team è tornato e questa volta ha messo nel mirino un talento italiano. È il turno di Nicolò Barella, il giovane calciatore sardo è uno dei talenti emergenti di questa stagione di Serie A, in continua crescita. Andiamo ad analizzarne il profilo generale, con un report dettagliato della gara giocata contro il Chievo nella sesta giornata di campionato, visionato direttamente dagli spalti della Sardegna Arena.

 BIOGRAFIA 

 

Nicolò Barella è un centrocampista polivalente, in grado di ricoprire tutte le posizioni del centrocampo con una predilezione per il ruolo di mezzala.

Nasce a Cagliari, il 7 febbraio 1997. Fa la trafila delle giovanili al Cagliari dal 2006 e esordisce in Serie A a 17 anni, il 14 gennaio 2015 a Parma. Ha giocato poi 6 mesi in prestito in Serie B, al Como nella stagione 2015/16, dopo aver trovato poco spazio nei rossoblu impegnati a risalire immediatatamente.

La stagione 2016/17 è stata quella del lancio nel grande calcio di Serie A. Complici gli infortuni che hanno tenuto fuori per la maggior parte della stagione i compagni Artur Ionita e Joao Pedro, ha giocato tutta la stagione da titolare guadagnandosi il posto anche dopo il rientro del moldavo. Durante la gavetta nelle giovanili rossoblu, ha guadagnato diverse convocazioni nelle varie Nazionali giovanili a partire dall’Under 15, fino all’Under21 con cui ha esordito il 1° settembre 2017.

 

 NOTE SUL FISICO 

 

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172 cm x 68 kg, Nicolò è un brevilineo, dotato di grande rapiditàresistenza e notevole potenza nella corsa.

Non è particolarmente attrezzato muscolarmente negli arti superiori, ma possiede una struttura fisica sufficientemente solida, che unita a un uso intelligente del fisico, fa di Barella un avversario ostico anche per avversari fisicamente più strutturati e possenti.

Possiede invece grande forza negli arti inferiori, utilizzata anche in maniera fin troppo vigorosa in contrasto e con la quale sprigiona nelle progressioni una potenza tale da essere difficilmente arrestabile, se non con un fallo, nonostante non sia tecnicamente fenomenale ma solo “buono”.  Durante la corsa assume una posizione compatta, che tende ad abbassare ulteriormente il baricentro, ed è caratterizzata da un’alta frequenza di passo.

Grazie al dinamismo e al fondo di cui è dotato riesce a coprire grandi porzioni del terreno di gioco. Con le sue progressioni e l’agilità dei movimenti il suo profilo atletico calza a pennello con l’interpretazione britannica della mezz’ala, il box-to-box.

 

 PUNTI DI FORZA 

 

Rapidità, fondo, visione di gioco e grande aggressività sul pallone. Nicolò è dotato di buona tecnica di base, è un destro naturale che utilizza efficacemente anche il sinistro, caratteristiche che gli consentono di venire impiegato con buoni risultati anche come mediano in un centrocampo a 2 o centrale a 3, o come trequartista. La notevole aggressività di cui è naturalmente dotato fa di lui un buon recuperatore di palloni (2.3 contrasti a partita e 1.5 intercetti).

Il ruolo di mezzala esalta la sua versatilità; è molto attento nella copertura della sua zona in fase di non possesso: legge bene i raddoppi sull’esterno avversario quando necessario, aggredisce in maniera frontale e decisa chiunque transiti nella sua zona di competenza.

In possesso è sempre nel vivo del gioco: spesso si abbassa in aiuto al regista davanti alla difesa in fase di costruzione fornendo ai compagni una linea di passaggio in più, smarcandosi bene e sapendo giocare la palla rapidamente, senza tergiversare. Nonostante in campo sia in moto perpetuo, sempre pronto a ronzare addosso all’avversario o a ricevere il pallone, non perde mai la lucidità e mantiene sempre una buona pulizia nel giocare il pallone (a supporto: 84% di passaggi riusciti su 48.8 effettuati in media a partita).
Quando riceve e ha spazio davanti a sé, riesce ad optare agevolmente per una progressione palla al piede, rimanendo tutto sommato imprevedibile il giusto ed autosufficiente, al bisogno, nell’aiuto all’economia offensiva della squadra.

Un dato interessante è il numero di passaggi lunghi effettuati a partita, 4.5, statistica che testimonia come Nicolò sia dotato di una notevole sensibilità nel tocco, e cerchi frequentemente o il cambio gioco o la profondità per gli attaccanti (oltre che il lancio lungo a scavalcare il centrocampo, complici le notevoli difficoltà del Cagliari a tenere il possesso e a trovare l’uomo tra le linee).

 

 

 DEBOLEZZE 

 

Tra i molti pregi, ci sono ancora diversi difetti su cui lavorare. Preso atto che, nonostante l’energia ed una più che discreta forza di base, i 172 cm non gli permetteranno mai di essere una mezzala particolarmente fisica che vince tanti duelli aerei, Nicolò può sicuramente migliorare nel controllo della propria aggressività. Quest’ultima, oltre a renderlo efficace in non possesso con una buona media di recuperi palla, lo porta ad essere anche un calciatore abbastanza falloso (3.7 falli fatti a partita e 9 cartellini gialli nella scorsa stagione di Serie A). Spesso capita che i falli vengano commessi in posizioni pericolose, come accaduto in questo primo scorcio di Serie A contro il Milan, in cui ha provocato la punizione del 2-1.

Diversi margini di miglioramento sono ritrovabili anche nella gestione del pallone e nel decision making, che a scapito di una grande duttilità causa spesso azioni personali che finiscono con una palla persa, soprattutto in situazioni critiche come i finali di gara o stalli tattici prolungati.

Insomma, Barella possiede ancora qualche problema nella gestione dello stress.

Ritornando nell’ambito tattico, un punto debole sul quale ci si aspetta un sensibile miglioramento per ascendere allo step successivo è l’inserimento senza palla. Il ragazzo infatti rimane spesso abbastanza passivo quando la circolazione avviene lontano dalla sua zona, non attaccando sempre puntualmente gli spazi al limite o dentro l’area. Tuttavia, ha dimostrato di avere margini; in questo inizio di stagione il suo primo gol in Serie A è avvenuto proprio in un attacco all’area di rigore, seppur in “accompagnamento”.

 MATCH REPORT 

 

Posizione media contro il Chievo, adattato in posizione di mediano centrale in un centrocampo a 3.

Schierato titolare da mediano davanti alla difesa nel consueto centrocampo a 3 a causa del turnover che ha coinvolto il titolare Cigarini, Nicolò ha questa volta fatto abbastanza fatica ad interpretare correttamente la posizione.

In fase di possesso si è spesso disimpegnato bene anche se in difficoltà, ma non riuscendo mai a trovare la giocata in verticale a causa della densità creata dal Chievo nella zona centrale, disturbandolo in marcatura ravvicinata per occupare le possibili linee di passaggio a turno con Birsa, Inglese e Pucciarelli e costringendolo a smistare per vie periferiche.

Già al 4° si sono notate le difficoltà di Barella nel disimpegnarsi nella posizione, marcato a uomo soprattutto da Birsa, ha recuperato un pallone con un ottimo intercetto, salvo poi perderlo immediatamente.

Al 6° la prima di diverse aggressioni fuori tempo, lo ha portato ad aggredire la mezzala avversaria, lasciando un buco centrale del quale il Chievo non ha per sua fortuna saputo aprofittare.

Al 14° in una delle poche occasioni in cui gli uomini offensivi di Maran lo hanno lasciato giocare senza particolari pressioni, ha smistato il pallone cambiando gioco e permettendo al Cagliari di risalire il campo velocemente.

Al 26° in un momento di particolare difficoltà del Cagliari, schiacciato nella sua trequarti, ha tentato una temeraria uscita palla al piede senza successo.

Al 47° grazie alla pressione alta portata bene dal Cagliari, ha recuperato palla sulla trequarti ed attaccato lo spazio palla al piede, guadagnando un calcio d’angolo.

Nel secondo tempo, l’ingresso di Cigarini lo ha riportato nella posizione di mezzala destra, tuttavia la prestazione del Chievo, ne ha frenato il rendimento, poiché la squadra scaligera ha intensificato l’aggressività sui centrocampisti rossoblu, mai liberi di manovrare.

Nei primi minuti si è disimpegnato con semplicità dimostrando di essere più a suo agio da mezzala nonostante la partita complicata, e trovando anche più continuità nel giocare il pallone. Come capita frequentemente partendo da mezzala è riuscito ad essere più efficace in fase di costruzione bassa rispetto al primo tempo.

Al 57° ha messo in mostra la sua ottima tecnica e con una giocata di suola, si è liberato della pressione di tre avversari nella propria trequarti.

Nei successivi 10’ la sua prestazione è andata sempre più spegnendosi, fino alla sostituzione al 69’.

Heatmap da cui si evincono le difficoltà di ricezione in maniera continuativa in fase di possesso

 JUVENTUS (?) 

 

Per caratteristiche arriverebbe per giocare idealmente in un centrocampo a 3, come mezzala, dando un’alternativa fresca e ugualmente dinamica a Matuidi, ma più valida tecnicamente rispetto a Stefano Sturaro.
Difficilmente in una squadra fisica come quella bianconera, Nicolò potrebbe andare a ricoprire con costanza uno dei due posti nel centrocampo a 2, avendo poca efficacia nel gioco aereo (fattore determinante per Allegri in quel ruolo) e non essendo neanche un regista puro. Potrebbe anche ricoprire talvolta la posizione di trequartista (posizione ricoperta spesso nel 4312 del Cagliari) con caratteristiche molto diverse dai giocatori che hanno finora interpretato quella posizione alla Juventus, in una sfumatura che può ricordare l’impiego di Vidal nel 4312 del 14/15, tuttavia dovrebbe sgrezzare il suo contributo nell’ultimo terzo di campo e crescere anche in fase realizzativa e di rifinitura.

Insomma, Nicolò Barella sarebbe un tassello utile per continuare il rinnovo del parco centrocampisti in chiave futura, partendo come riserva di assoluta garanzia e facendosi auspicabilmente largo tra le gerarchie attraverso una crescita, tecnica e mentale, netta.