Il profilo di Naby Keita (CC) in Schalke 04-RedBull Lipsia

di Juventibus |

di Dario Pergolizzi (@dariopergolizzi) e Stefano Utzeri (@utzi_26)

Il nostro Scouting Team torna finalmente in terra tedesca, questa volta per visionare uno dei prodotti più interessanti dell’ottimo vivaio di una piccola grande realtà quale Lipsia, appena affermatasi agli occhi degli spettatori internazionali grazie ad una clamorosa stagione che li vede stabilmente al secondo posto in classifica, dopo aver respirato le alte vette durante i primi mesi di campionato.

La grande forza di questo club è sicuramente identificabile nel solido backup fornito dal colosso Red Bull, deciso quanto mai a rendere la squadra della cittadina tedesca il cavallo forte della scuderia che comprende anche Salisburgo, New York, Campinas (Brasile) e Ghana (Sogakope). In particolare, grande fucina di talenti pare essere la compagine austriaca, la cui selezione u19 si è appena laureata fresca vincitrice della UEFA Youth League. Ed è proprio a Salisburgo che la Red Bull ha deciso di dare lo slancio (prelevandolo dalla seconda divisione francese), prima di indirizzarlo verso Lipsia, al talento che racconteremo: Naby Keita.

 NOTE SUL FISICO 

Il giovane guineano possiede una struttura fisica brevilinea e compatta, discretamente muscolare ed esplosiva, che gli consente una rapida partenza da fermo ed un’ottima progressione sul medio-lungo. Non tragga in inganno la somiglianza col ben più quotato collega di reparto francese N’golo Kanté: le principali analogie tra i due sono prettamente fisiche e atletiche, poichè trattasi di due profili estremamente differenti.

 PUNTI DI FORZA 

La grande esplosività ed il buon atletismo possono dare ad un primo sguardo l’idea di un centrocampista volto al contrasto ed alla rincorsa dell’avversario, ma la realtà è marcatamente diversa. Nonostante un percorso di crescita che lo ha visto impiegato principalmente da mediano di contenimento davanti alla difesa, la sua buona tecnica di base ed il suo fiuto per i tempi di gioco, uniti alla precisione nei passaggi, ne hanno incanalato l’esplosione nella coppia centrale. Naby è un’inesauribile catalizzatore di attenzioni dei compagni: si muove benissimo non solo in fase di ricezione dalla difesa, consentendo la risalita del campo e leggendo egregiamente le verticalizzazioni verso l’attacco, ma anche e soprattutto proponendosi dopo lo scarico del pallone per favorire triangolazioni e/o portare via uomini avversari in maniera provvidenziale per la squadra. Questo suo comportamento consente di svuotare egregiamente la densità in zona palla delle squadre che affrontano il Lipsia; preoccupati infatti dalla verve con cui attacca lo spazio, non possono rischiare di lasciarlo correre via. Il nostro attenzionato ha dimostrato di saper vedere anche la porta e di essere ben presente anche in fase di rifinitura (8 gol ed 8 assist, come il suo amato numero di maglia, in 27 presenze ad oggi). Da menzionare inoltre la possibilità di impiego di sicurezza come esterno d’emergenza.

 DEBOLEZZE 

Assodato che non si tratti del classico mediano da rincorsa, non è comunque da escludere che possa migliorare il proprio apporto in fase di tackling: possedendo un’ottima lettura delle situazioni riesce spesso ad anticipare il diretto concorrente arrivando prima sul pallone, però soffre quando è costretto ad andare a contrasto con l’avversario già in possesso. Quello che pare essere solo un piccolo limite potrebbe rivelarsi però la chiave di volta per l’impiego tattico nella sua carriera futura: tutte le sue doti positive sarebbero perfettamente congeniali ad un impiego da interno box to box in un centrocampo a 3, ruolo che però richiede necessariamente un miglioramento nei fondamentali di contenimento. Qualora questo step non dovesse arrivare, è facile ipotizzarne una stabilizzazione da palleggiatore nella mediana a due.

 NOTE SUL MATCH 

Highlights individuali. Video credits: Vincenzo Marchetta e Wyscout

Faro della manovra del RB Lipsia, sceso in campo con il consueto 4-4-2 / 4-2-3-1, Keita ha giocato contro lo Schalke una partita positiva, che ha messo in risalto tante delle sue qualità.
Schierato come sempre dal tecnico tedesco Hasenhüttl nella coppia di mediani, è l’uomo di manovra, a cui viene affiancato il centrocampista di quantità Diego Demme.

La sua interpretazione peculiare gli ha consentito di trovarsi (e farsi trovare) agilmente al posto giusto durante entrambe le fasi. In
quella di possesso si è smarcato facilmente per ricevere dai difensori e impostare, in fase di non possesso ha contribuito a creare grande densità in zona palla. La sua ottima lettura delle situazioni gli ha consentito di recuperare un buon numero di possessi grazie ad intercetti sulle linee di passaggio della manovra avversaria (5) e anticipi sui centrocampisti avversari. La sua regia è stata, come sempre, scolastica e lineare; tuttavia per caratteristiche intrinseche della squadra e dunque richieste specifiche del mister, è frequentemente esasperata la ricerca della verticalizzazione.

Dopo appena 15” gestisce benissimo palla su un doppio pressing, grazie alle grandi capacità tecniche.  Al 3° minuto con un anticipo su Stambouli recupera un buon pallone, tuttavia la frenesia nella ricerca della profondità gli fa eseguire una giocata poco precisa. Tra l’8° e il 9° due intercetti sulle linee di passaggio, il primo sulla trequarti offensiva, grazie ad un ottimo lavoro posizionale in accorciamento frontale.

Quando la prima linea di pressing sulla trequarti offensiva viene evitata dal disimpegno dello Schalke, Naby attende lo sviluppo della manovra in una posizione che può ricordare quella di un mediano metodista di un centrocampo a 3, riuscendo a recuperare il pallone anche al limite della propria area, rigiocandola se possibile di prima, o al massimo seconda, intenzione e riproponendosi in appoggio per chiudere quei triangoli stretti che vanificano il pressing avversario, come accade tra il 20° e il 21°.

Al 35° nonostante la statura allontana bene di testa in area di rigore. Al 40° dopo un bel recupero ancora al limite della propria area, effettua un gran lancio sulla fascia propiziando velocemente un contropiede, gestito poi male da Werner.
Al 56° ammiriamo un piccolo saggio della sua padronanza tecnica con uno scavetto d’esterno a premiare un taglio (sempre di Timo Werner) alle spalle della difesa.

Le poche sortite offensive avvengono soprattutto grazie a sue iniziative personali. Al 61° con una convinta percussione dribbla il difensore avversario, subisce fallo e conquista una punizione in zona pericolosa. Al 62° dopo un recupero in zona offensiva, e l’immediato scarico sull’esterno, si inserisce rapidamente in area, non venendo premiato.

Tra il 70° e il 73° mostra la giusta malizia, sopperendo ad un piccolo calo fisico generale con due falli tattici che gli costano il giallo, dando prova di saper leggere anche psicologicamente i momenti delicati della gara.

Al 77° viene spostato sull’esterno destro del 4-2-3-1, dove trova due soli spunti: uno subito dopo, al 78°: dopo un rinvio salva un pallone destinato al fallo laterale, superando con un sombrero spettacolare Max Meyer e costringendolo al fallo da ammonizione, e un cross basso poco preciso qualche minuto dopo.

A questo punto si assenta un po’ dal match, complice anche la posizione. Da sottolineare però al 90° una giocata clamorosa in area di rigore, quando riceve palla da rimessa laterale e con un tacco volante si libera di Stambouli alle sue spalle, arrivando sul fondo e mettendo in mezzo un pallone pericolosissimo deviato in corner.

 JUVENTUS (?) 

All’interno della rosa juventina, Naby andrebbe sicuramente ad occupare uno slot importantissimo, quello di vice Pjanic nella coppia di mediani. La sua interpretazione del ruolo non lo renderebbe particolarmente adatto a giocare col bosniaco, tuttavia si troverebbe egregiamente con due compagni come Marchisio o Khedira, fornendo un apporto forse meno visionario rispetto all’interpretazione del numero 5, ma garantendo comunque una circolazione pulita e precisa ed un’indole alla verticalizzazione apprezzabile. Non è da escludere inoltre un possibile impiego da vertice basso in casi eccezionali, grazie alle buone doti posizionali e tecniche, tuttavia i limiti nei contrasti e nei duelli aerei la renderebbero una soluzione azzardata.

 

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