Matthijs De Ligt – Scheda Scouting

di Gianluca Cherubini |

Nato il 12 agosto del 1999 nella modesta Leiderdorp, cittadina dell’Olanda centro-meridionale, Matthijs De Ligt si è imposto come uno dei centrali “teen” più interessanti del panorama europeo fin dalla scorsa stagione. Basti sapere che l’olandesone di 1.88m per 76 kg di peso, nella precedente annata, è riuscito a scalare in solo 4 mesi le gerarchie dei lancieri dell’Ajax, club nel quale tutt’ora milita, passando dall’U19 all’U21, fino a raggiungere la prima squadra. All’impiego saltuario dello scorso anno, si è avvincendata la consacrazione a titolare inamovibile del pacchetto arretrato della squadra dell’imperatore Marcel Keizer.

I più lo hanno conosciuto quando, a soli 18 anni, ha guidato a maggio la difesa degli amsterdammers nella finale di Europa League persa dagli olandesi contro il Manchester United. Un enorme responsabilità per un ragazzo che aveva esordito fra i titolari solo il 21 settembre precedente (tra l’altro mettendo a segno una rete contro il Willem II) in coppa d’Olanda e rispettivamente il 24 e il 27 novembre in E. League ed Eredivisie. Il centrale, già nel giro della nazionale maggiore, ha un contratto fino al 2021. Lo Juventibus Scouting Team lo ha visionato attentamente.

 

NOTE SUL FISICO


 

Spalle larghe, alto e possente, De Ligt utilizza bene il fisico prevalentemente negli anticipi sull’avversario e nei contrasti. Ha una buona forza che gli permette anche di sfruttare il corpo nei momenti di difficoltà, specialmente in protezione della sfera. Le lunghe leve gli permettono di allungarsi come una piovra per sradicare i palloni dai piedi dei centravanti avversari, minandone però l’esplosività soprattutto sul breve.

Stile di corsa coordinato, bello da vedere, un po’ macchinoso nelle frenate e nei cambi di direzione. La postura è sempre corretta e ne favorisce la deambulazione e l’elasticità degli interventi, specie quando comportano l’estensione degli arti inferiori. Fisicamente sviluppato per la sua età, tiene botta senza problemi nei contatti corpo a corpo con gli “adulti”.

 

PUNTI DI FORZA


Un difensore completo, abile nell’impostare, in grado di far partire l’azione con entrambi i piedi. Preferisce le giocate semplici ed alza sempre la testa: è un regista difensivo moderno, che unisce ad una buona fisicità un’ottima visione di gioco rara per la sua età. A De Ligt piace giocare spesso sull’anticipo, pur non essendo un fulmine di guerra sul breve.

Non si tira indietro nei contrasti e non è assolutamente timoroso negli interventi, ma questa sua dote rischia di ritorcerglisi contro nei momenti delicati della gara. Saranno tempismo e “halma”, per dirla alla Allegri, le caratteristiche mentali dalle quali limare questi eccessi di agonismo.

 

DEBOLEZZE


La stazza non lo aiuta sul breve. Non è lentissimo, ma patisce. Qualche margine di crescita si nota anche nella pulizia degli impatti aerei, fondamentale in cui non sembra sfruttare a pieno ogni centimetro, seppur riesca a vincere parecchi contrasti, può far meglio sul direzionamento del pallone.

Se vorrà imporsi in contesti di alto livello, dovrà lavorare anche su qualche difetto nel posizionamento e nella lettura delle situazioni tattiche. Da migliorare in generale la concentrazione, con la ragionevole certezza che un pizzico di esperienza in più gli servirà a gestire meglio le varie situazioni di gioco.

 

MATCH REPORT


Contro il Feyenoord, lo scorso 22 ottobre, la prestazione di De Ligt è stata insufficiente. Suo l’intervento fuori tempo in occasione del rigore assegnato a Feyenoord (poi sbagliato da Jorgensen) e disattento in occasione della prima rete degli uscenti campioni d’Olanda, quando ha perso un pallone sanguinoso al limite dell’area con uno stop a seguire raccapricciante.

Al netto però di errori di concentrazione e inesperienza, quella che emerge dalla trasferta dei lancieri è un’immagine tutto sommato aderente alle caratteristiche assolute del giocatore: sicumera palla al piede, solidità senza, e incisività negli interventi.

 

JUVENTUS (?)


A 18 anni non sembra ancora pronto per un passo così grande, specialmente per la differente realtà e competizione che si troverebbe a dover affrontare. In particolare sarebbe ideale per lui un trasferimento che gli consenta di accumulare minutaggio e lo faccia uscire dalla comfort zone olandese. Però le doti ci sono e le carenze sono affinabili.

Dunque investire sul suo talento potrebbe rivelarsi un affare per la Juventus, soprattutto considerando il fatto che il suo prezzo non è ancora lievitato e i buoni rapporti della società bianconera con diverse realtà che potrebbero garantirgli un impiego formativo e costante in prestito. Nella peggiore delle ipotesi, nel caso non fosse ritenuto idoneo a vestire nell’immediato futuro la maglia bianconera, sarebbe tutto sommato facile produrre una plusvalenza. Nella migliore delle ipotesi, invece, particolarmente suggestiva sarebbe una coppia con un giocatore dinamico e aggressivo, con le caratteristiche di Chiellini, per creare un’amalgama completa. Consigliato? Sì.