Lorenzo Pellegrini – Scheda Scouting

Si è distinto all’ultimo europeo U21 come il migliore degli azzurrini di Gigi Di Biagio, a coronamento di una stagione vissuta da protagonista nella piccola Sassuolo. Alla corte di Squinzi, Lorenzo Pellegrini milita per due annate, riuscendo nella stagione 16/17 ad affermarsi come uno dei titolari inamovibili dell’undici neroverde allenato dall’attuale mister della Roma Eusebio Di Francesco. Sono i 6 goal e i 7 assist collezionati nello scorso campionato a convincere la Roma (ex proprietaria del cartellino) a controriscattare per una cifra intorno ai 10 milioni di euro uno dei giovani dimostratosi tra i più promettenti del nostro campionato. Schierabile in un centrocampo a 2 ma molto più a suo agio come mezzala in una mediana a 3 (o addirittura anche come trequartista), in questa annata il 21enne sta lottando per scalzare il solido trio giallorosso composto da Nainggolan-De Rossi-Strootman, evidenziando una continua crescita e allineando un impiego sempre più costante nella capitale. 19 presenze, 2 reti e 2 assist in campionato (oltre a 6 presenze in Champions e 1 in Coppa Italia) sono il suo attuale bilancio stagionale. Lo Juventibus Scouting Team ha gli occhi su di lui.

 
 

 NOTE SUL FISICO 

 

 

1,86m per 76kg di fisico scolpito, Lorenzo Pellegrini è un centrocampista moderno che riesce ad unire una sufficiente forza di base a una discreta rapidità. Velocità di gambe che diventa devastante negli spazi, quando allunga la falcata e riesce ad accelerare e a incunearsi tra le linee avversarie. Il suo dinamismo è condito da una grande integrità fisica e costanza atletica (molto migliorata negli ultimi due anni) che gli permettono di macinare chilometri su chilometri durante la gara. Pellegrini ha dimostrato con gli anni un sensibile upgrade nella protezione del pallone spalle alla porta e nei contrasti aerei, con i quali riesce a rendersi pericoloso anche in area avversaria.

 
 

 PUNTI DI FORZA 

 

 

 
 
Caratteristiche regine sono la sua capacità di inserimento e la prolificità in zona goal. Lo testimoniano non solo i 6 goal e i 7 assist della precedente stagione ma anche le prestazioni sfoggiate durante la trafila delle nazionali minori, in cui ha espresso al meglio tutta la sua visione della porta e tempismo di finalizzazione. L’attuale media realizzativa si è abbassata a un goal ogni 549′ a causa al differente lavoro richiestogli in casacca giallorossa.

Un Pellegrini che studia da interditore, dunque, ma anche più al centro dello sviluppo del gioco, nel quale dispensa giocate tecnicamente sopraffine che derivano dalla sua capacità tecniche individuali. Il fisico sufficientemente impostato lo aiuta in non-possesso, eppure non costituisce intralcio quando ha la sfera tra i piedi: nonostante i 186 cm dimostra un’innata agilità nello stretto, che gli consente di far ripartire l’azione anche quando pressato intensamente con passaggi fluidi, rapidi e precisi (anche ad ampio raggio).

 

 

La visione di gioco periferica è un aspetto pronunciato del gioco di Pellegrini, e la capacità di utilizzarla indifferentemente in ogni zona del campo lo rende un prospetto ancora più completo rispetto ai competitor coetanei nazionali. Infatti, grazie anche ad una ammirevole consapevolezza tattica, il giovane riesce sempre a liberarsi per la ricezione alle spalle dei marcatori sia quando va incontro ai difensori per aiutarli nella costruzione, che quando si sgancia in avanti per fare da collegamento tra mediana e attacco.

 

 

La visione di gioco è eccellente come la tecnica di tiro, anche da lontano: una soluzione che il 21enne cerca spesso al primo spiraglio. Questa sua versatilità in rifinitura e finalizzazione lo rende un pensiero non da poco per le difese avversarie, all’interno di un contesto offensivo organizzato può diventare un fattore importante, consentendo alla sua squadra di variare la manovra e rendendosi ugualmente utile sia quando è chiamato a contribuire al consolidamento del possesso, sia quando deve accompagnare l’azione attaccando il lato debole o lo spazio in profondità, insomma sia con la palla che senza.

 

 

L’esperienza romana con Di Francesco lo ha impegnato soprattutto nelle fasi di possesso lontano dalla porta, in cui si è disimpegnato egregiamente pur essendo la sua centralità offensiva ridotta, e ne ha forgiato le capacità di intercetto e recupero tattico del pallone.

 

 DEBOLEZZE 

 

 

Contrasti ed interdizione corpo a corpo da affinare. Da un centrocampista con tale stazza ci si aspetterebbe un maggior quantitativo di palloni rubati, soprattutto data la sua posizione in campo: per poter diventare un box to box a 360° il ragazzo ha sicuramente necessità di accettare più spesso lo scontro fisico, aver voglia di sporcarsi i calzoncini quando serve, altrimenti potrà rimanere solamente un ottimo centrocampista offensivo.

Pellegrini dimostra inoltre sporadici cali di concentrazione durante l’arco della gara, specie nei momenti più frenetici o quando è richiesta una gestione ossessiva del possesso palla. Un impulso evidente, che talvolta porta ad una serie di errori a catena nel controllo, nello smistamento, nelle scelte.

Insomma, qualche segno di discontinuità mentale è forse il motivo per cui Di Francesco non lo considera tuttora un titolare fisso della sua mediana a tre. Ricordiamo, ad ogni modo, che stiamo parlando di un ragazzo che va per i ventidue anni e alla prima esperienza in un club ambizioso e non proprio esente da momenti di deconcentrazione collettiva.

 

 JUVENTUS (?) 

 

 

Non è un caso che Marotta abbia messo gli occhi su questo ragazzo. Probabilmente Lorenzo Pellegrini è il classe ’96 più interessante del nostro campionato, in un ruolo in cui comunque la concorrenza tra i giovani italiani è tutt’altro che serrata (degni di nota i soli Cristante (95) e Barella (97)). Il talento romano costituirebbe un investimento intelligente oltreché di spessore, un elemento che si incastrerebbe alla perfezione nel 4-3-3 di Allegri, affiancato da un regista alla Pjanic e un interditore puro alla Matuidi (o Emre Can).

Sarebbe il sostituto ideale di Khedira, dal quale emulerebbe le grandi letture di movimento senza palla in fase offensiva. Sebbene ancora da limare sui dettagli, è il manifesto del centrocampista moderno, rapido dinamico e tecnico con la prospettiva di poter divenire un tuttofare.

L’unico indiscutibilmente superiore nel nostro campionato, rapportato alla giovane età, sarebbe Milinkovic-Savic. Ma sappiamo anche che il prezzo del suo cartellino è attualmente fuori mercato nel preconizzante disegno marottiano. E allora perchè negarsi questa scommessa?