Jordan Veretout – Scheda Scouting

di Gianluca Cherubini |

Coetaneo di Paul Pogba (con cui vinse il mondiale U20 in Turchia, nel 2013) e nativo di Ancenis, cittadina della Francia occidentale, Jordan Veretout si è rivelato uno dei centrocampisti più interessanti dell’ultima Serie A. Mediano puro o all’occorrenza mezz’ala, in grado sia di impostare che contrastare, ha fatto la fortuna del settore centrale dei gigliati di Pioli, nel quale ha trovato in Milan Badelj un fedele e affine compagno di reparto. La Fiorentina lo ha prelevato dall’Aston Villa, che lo aveva parcheggiato per un anno in Ligue 1 al St. Etienne, squadra con cui il giovane galletto ha dimostrato un’importante maturazione. Quest’anno ha collezionato 36 presenze con la viola, condite da ben 8 reti e 2 assist per i compagni. Quando arrivò a Firenze per 7 milioni tra lo scetticismo generale nessuno, probabilmente neppure lo stesso Pioli, avrebbe pensato che il suo valore potesse triplicarsi in soli 10 mesi.

NOTE SUL FISICO


1,77 x 67 kg. Tipica statura e struttura da mediano di impostazione, con la quale il giovane francese ha dimostrato di riuscire a eseguire velocemente giocate nel breve e liberarsi nello stretto per avviare l’azione offensiva. Buona mobilità, velocità di punta media, postura coordinata e bella da vedersi. Discreto è lo scatto nei primi 5-10 metri, mezzo con il quale Veretout riesce talvolta a liberarsi dal suo diretto marcatore, sia in fase di costruzione che di inserimento, oltre ovviamente a tentare l’anticipo diretto in fase difensiva.

 

 

Ottima, infine, l’integrità fisica: Veretout ha ricoperto diversi ruoli nella sua carriera, compreso quello di esterno. Ciò gli ha permesso di garantire corsa e affidabilità atletica per tutto l’arco dei 90 minuti.

 

PUNTI DI FORZA


Tecnica, tecnica e ancora tecnica. Veretout è destro, ma gioca col sinistro meglio di alcuni mancini. Non è un caso che quest’anno abbia completato l’83% dei passaggi tentati. Il galletto rappresenta l’emblema del centrocampista moderno, quello che ogni allenatore vorrebbe a disposizione nella propria rosa. Abile nel ricevere palla spalle alla porta, rapido e preciso nei cambi di gioco, fenomenale quando legge i movimenti dei compagni e li manda nello spazio. Alle doti da regista il francese unisce grinta e cattiveria agonistica, sapienza nel pressing e una miriade di palloni recuperati. Insomma tanta qualità quanta qualità. E se quest’ultima, come dimostrato in quest’annata, riesce addirittura a tramutarsi in 8 reti in Serie A il sipario può anche chiudersi. Proprio come converebbe serrarsi alle difese avversarie quando lo stesso riceve il pallone in zone centrali del campo tra i 20 e i 25 metri. Quelle di Veretout, infatti, sono delle vere e proprie cannonate dirette verso la porta avversaria. Bordate potenti e precise che lo rendono pericoloso anche sui tiri da fermo.

 

PUNTI DEBOLI


Nonostante sia reattivo e dinamico, la velocità palla al piede non è tra le migliori qualità del gigliato. Veretout non è un centrocampista abile a condurre rapidamente il pallone e affettare come burro le mediane avversarie. Può migliorare ulteriormente anche nell’uso della forza e del fisico, magari coadiuvato da un lavoro di sviluppo della massa che lo renderebbe più concreto nei contrasti corpo a corpo, dove spesso è costretto a fronteggiare avversari dotati di tutt’altra struttura. Il francese è dunque un calciatore che predilige le fasi di gioco dinamiche per mettere in mostra le sue doti. Partite statiche e eccessivamente tattiche possono rischiare di minarne la concentrazione e contrastarne le sue doti di lettura dei movimenti dei compagni. Insufficiente in ultima istanza, complice la sua statura, nei colpi di testa.

 

JUVENTUS (?)


Un elemento utilissimo per il nostro centrocampo. Potrebbe fare il Khedira o il Pjanic. Non nell’immediato cone le medesime qualità, ma dal punto di vista della futuribilità potrebbe rappresentare un investimento lungimirante. Perfetto anche per un’eventuale mediana a due in un 4-4-2 o in 4-2-3-1. Rivestirebbe un netto upgrade rispetto alle nostre riserve (Marchisio, Sturaro), favorendo il completamento di un reparto che può contare (considerando Can)  attualmente solo quattro elementi affidabili.