La scheda di Joao Cancelo

di Stefano Francesco Utzeri |

Questa volta, il focus dello Juventibus Scouting Team è sul terzino destro portoghese del Valencia, João Cancelo, impegnato proprio in questi giorni nell’Europeo U21 con la Nazionale lusitana, e a più riprese accostato alla Juventus, soprattutto in questi burrascosi giorni della vicenda Dani Alves.

João Pedro Cavaco Cancelo nasce a Barreiro, nel distretto di Setubal, il 27 maggio 1994. Nel 2007 ha iniziato la trafila nelle giovanili del Benfica, squadra con la quale tra formazione B e prima squadra ha fatto le prime esperienze nel calcio professionistico. Nel 2014 il passaggio al Valencia e la ribalta della Liga accendono i riflettori sul terzino portoghese.

Con le nazionali lusitane è stato presenza fissa in tutte le categorie, partecipando anche all’EuroU21 del 2015. Nel 2016 arriva l’esordio nella Nazionale portoghese. Un vero e proprio battesimo del fuoco, con 3 gol nelle prime 3 partite.

 NOTE SUL FISICO 

 

182 cm x 72 kg. Perone lungo e fisico asciutto, una muscolatura che agevola l’esplosività nei primi metri dello scatto, piatto forte della casa insieme ad una notevole progressione in allungo. Le lunghe leve e un’altissima frequenza di passo fanno di lui un avversario temibile da fronteggiare su brevi e ampie distanze.
La rapidità di cui è dotato fa sembrare qualsiasi palla vagante una preda facilmente raggiungibile. Oltre alle doti da velocista, possiede una struttura solida che sfrutta bene anche nei contrasti; non a caso nell’ultima Liga ha viaggiato ad una media di 2.37 contrasti a partita.

Tackles riusciti/90min. 

 

 PUNTI DI FORZA 

Velocità e rapidità, unite ad una grandissima tecnica individuale, fanno di lui un terzino offensivamente molto efficace. In particolare la tecnica nella conduzione del pallone è eccezionale. Seppur quasi esclusivamente con l’utilizzo del piede forte, il destro, João guida la sfera con una sicurezza ed una lucidità che gli consentono di avanzare tranquillamente con la testa alta e sfruttare a pieno la visione periferica.
Questa capacità di controllo palla abbinata a movimenti fulminei, anche partendo da situazioni di stallo, lo esaltano nel dribbling (1.8 riusciti a partita) e lo hanno abituato, nel corso degli anni, a giostrare nello stretto con successo. Difatti, nonostante operi prevalentemente a ridosso della linea laterale e di quella di fondo e subisca giocoforza raddoppi da parte dei marcatori avversari, riesce spesso e volentieri a sguizzare come un’anguilla da situazioni anguste.

Ma la tecnica di Joao non è limitata alla conduzione: la capacità pulita di calcio lo rende uno specialista di cross e traversoni. Predilige l’attacco della linea di fondo, tuttavia si esalta quando può avanzare in tandem con un’altra ala alternando l’inserimento verso l’halfspace con e senza palla e triangolazioni rapide che mettono spesso in crisi terzini e centrali avversari, principalmente grazie alla rapidità con cui riesce a seguire linee di passaggio anche decisamente profonde, arrivando spesso al limite all’impatto col pallone.

Il coinvolgimento in fase offensiva è totale: non solo sviluppo e rifinitura nell’ultima trequarti, Joao viene spesso chiamato in causa nel possesso basso, grazie alla particolare affidabilità del piede destro in appoggio. E’ molto preciso nella circolazione breve, ma talvolta effettua con successo anche passaggi lunghi per cercare la profondità o cambiare il gioco sul lato debole improvvisamente.

In fase difensiva è sempre la rapidità di movimento ad esaltarlo: aggredisce tempestivamente sia il portatore che, quando necessario, le linee di passaggio, riuscendo a produrre intecetti più grazie all’esplosività che ad astute letture posizionali, e riesce abbastanza agevolmente ad attaccare la palla del diretto avversario che fa un controllo di troppo o a ripiegare velocemente su ampie distanze.

 DEBOLEZZE 

Nonostante sia già molto efficace offensivamente, João ha ancora ulteriori margini di miglioramento, abilità ancora inespresse (anche a causa della situazione difficoltosa del Valencia nelle ultime stagioni). Pur essendo un esterno basso dotato di mezzi tecnici e fisici sopra la media, l’ex Benfica è ancora oggi un terzino, cosiddetto, “di binario”, abituato a seguire la traccia con il riferimento della linea laterale, la costante ricerca del fondo, risultando talvolta prevedibile e dunque poco efficace nelle scelte di gioco.

Tra queste, sicuramente la tendenza ad isolarsi il più possibile nell’uno contro uno, spesso imputabile ad una elevata fiducia nei propri mezzi fisici e tecnici. Un atteggiamento quasi più da ala che da terzino di spinta.

In fase difensiva invece, il lavoro da fare è ancora sostanzioso, soprattutto tatticamente. In marcatura è ancora talvolta disattento. Alcuni posizionamenti sono da perfezionare, in particolar modo soffre le situazioni che lo vedono stringere verso il centro del campo quando la palla si trova sulla fascia opposta, ed il suo diretto avversario attacca lo spazio alle sue spalle.

La confidenza nei mezzi lo rende sicuro di poter recuperare anche nelle situazioni più delicate, spingendolo a giocare al limite a costo di sottovalutare la velocità d’esecuzione della giocata da parte dell’avversario di turno.

 

 JUVENTUS (?) 

L’evoluzione del settore degli esterni bassi avuta dalla Juventus negli ultimi anni, l’ha portata in questa stagione a schierare formazioni con due terzini offensivamente devastanti, come Alex Sandro e Dani Alves, dunque l’asticella dei requisiti minimi per essere titolare si è sensibilmente alzata. João è perfettamente aderente al profilo di qualità ricercato dai bianconeri in questo momento storico.

L’interpretazione da vero e proprio specialista lo rende un candidato più che plausibile per la difesa a 4. Nel corso degli anni, anche per questioni di emergenza tattica, João è stato schierato in tutte le posizioni disponibili sulla fascia destra. Nell’ultima stagione, con Paco Ayestaran, Prandelli e Voro, è arrivato persino a giostrare da ala, ruolo che tuttavia cozza con la sua necessità di avere più campo davanti a sé per potersi esprimere al meglio. Si è trovato dunque abbastanza in difficoltà come esterno avanzato sul medio periodo, palesando una disabitudine ai tempi di gioco propri del ruolo. Da esterno di centrocampo si è adattato meglio, dimostrando di poter tornare utile anche in un eventuale schieramento con una difesa a 3.