Il profilo di Jankto (ES), treno dell’Udinese avvicinato alla Juve

di Gianluca Cherubini |

E mentre Dario Pergolizzi si disimpegnava nel consueto pranzo domenicale siciliano, lo Juventibus Scouting Team si dirigeva al “lunch match” che ci veniva gentilmente offerto domenica 7 maggio dalla nostra Serie A. Udinese – Atalanta, una partita ancora più difficile da masticare del lauto pasto del nostro talent-scouter. L’obiettivo era quello di visionare e valutare la prestazione di Jakub Jankto, centrocampista classe 1996 dei bianconeri del Friuli (associato più volte alla Juventus), meritevole di essere riuscito a trovare continuità nell’undici titolare di Gigi Del Neri, oltre al fatto di aver bucato la rete per ben cinque volte in questa stagione. Nel 2017, il giovane ceco è riuscito a esordire anche in nazionale maggiore, segnando una rete nell’amichevole contro la Lituania alla sua seconda e per adesso ultima presenza con gli uomini di Karel Jarolim.

 NOTE SUL FISICO 

Calciatore di discreta altezza ma poco forzuto. La sua magrezza (72 Kg, a dispetto di 184 cm) permette al biondo di sfrecciare sulla fascia sinistra come pochi in Serie A.  Giocatore nella norma nei contrasti, preferisce puntare l’uomo e andare via in velocità nell’uno contro uno, mentre la mancanza di cattiveria e potenza macistica ne limitano le capacità difensive. Nonostante un’altezza al di sopra nella media, una scarsa elevazione non gli permette di avere spesso la meglio sui palloni alti. Il suo punto di forza è indubbiamente la corsa: scatto e resistenza fuori dal comune ricordano la nostra furia ceca che, però, aveva tutta un’altra caratura tecnica.

 PUNTI DI FORZA 

Jankto è un vero e proprio treno sul binario sinistro di Del Neri. Agile nell’uno contro uno, mette sempre in difficoltà il terzino che incontra sulla propria corsia. Macina chilometri durante la partita, il ceco è un moto perpetuo che si butta continuamente nello spazio. La sua più grande caratteristica è la capacità di inserimento: cerca spesso l’uno due con i compagni per eludere la marcatura della difesa, oppure si getta comunque a capofitto là dove lo spazio si crea. È dotato di un tiro potente ma non molto preciso, un mancino rude e ancora da raffinare che fa vedere nei cross dalla sinistra le cose migliori. L’arma in più del ceco è la duttilità. Si adatta a giocare come esterno largo in un 4-4-2, ma all’occorrenza si trasforma in un braccetto alla Zielinski, tanto per essere chiari. Infatti, la specialità della casa è quella di partire largo per poi tagliare spesso dentro il campo, facendo girare la testa ai terzini avversari. È un buon tiratore di calci piazzati e calci d’angolo.

Su youtube, raccolta delle sue migliori giocate…

 PUNTI DEBOLI 

Ma come ogni treno che si rispetti, Jankto si presenta spesso agli appuntamenti in ritardo. È il caso della fase difensiva, figlia di un’incapacità tattica giovanile che un solo anno di Serie A non basta ad eliminare. Il biondo di Praga arriva quasi sempre tardi sui raddoppi difensivi. In uscita dalla difesa, nei momenti in cui ci si deve liberare del pallone appena recuperato, compie spesso scelte sbagliate. Tecnicamente è acerbo, i passaggi brevi e lunghi non sono e non saranno il suo punto di forza (voto 7 per i brevi, 6 per i lunghi… da un centrocampista ci si aspetta di più). Manca ancora di carisma e personalità, ma non di furbizia, dote che gli ha permesso di far punire con un giallo il bergamasco Kurtic.

 NOTE SUL MATCH 

Vi confido subito che quella di Jankto non è stata una partita memorabile, piuttosto da sufficienza piena. Tuttavia, il fatto che non abbia ricordato Pavel Nedved mi ha permesso di sottolineare buoni spunti e lacune.

  Note positive 

  1. Tiratore di calci piazzati: se le punizioni in zona offensive non sono calciabili direttamente in porta, dalla parte sinistra sono tutte sue ( a destra sono competenza di De Paul). Stesso discorso vale per i calci d’angolo.
  2. Agile nello stretto: più di una volta si libera anche spalle alla porta di Raimondi e Kurtic, precisamente al minuto 32 del primo tempo con una giocata da stropicciarsi gli occhi.
  3. La rete del pareggio di Perica è propiziata da una sua tipica giocata: riceve la palle nello spazio a sinistra, taglio dentro il campo e scarico per De Paul.
  4. Partita comunque di sacrificio, per tutta la durata del match è propositivo e si getta nello spazio.

Numero…

Qua il taglio…

 Note negative 

  1. Manca quasi sempre di raddoppiare le scorribande sul binario destro dell’Atalanta, specie sulle continue sovrapposizioni di Kurtic e Raimondi. È Pigro nell’andare ad aiutare Adnan quando i bergamaschi sfondano in superiorità numerica.
  2. Sbaglia appoggi semplici e palle in profondità, manca di lucidità e concentrazione in alcune fasi dei novanta minuti.

Qua non segue…

 JUVENTUS (?) 

Non è ancora pronto. I giornali hanno parlato un bel po’ dell’interessamento della Juventus per questo giovane talento. Ma attualmente sarebbe inutile acquisirlo e tenerlo in rosa. Meglio prelevarne il cartellino e fargli fare esperienza con un’operazione simil-Caldara. Nell’attuale collocazione tattica potrebbe essere il vice Mandzukic, trovandosi sicuramente più a suo agio in quella posizione di Stefano Sturaro. In un centrocampo a 3, invece, diventerebbe il vice Marchisio con Pjanic in posizione da regista. Tecnicamente è ancora davvero troppo acerbo e di gregari giovani la nostra rosa ne è già piena (Lemina, Sturaro).  Se affinasse le doti difensive potrebbe anche diventare una soluzione come esterno di difesa, perché onestamente con le ali tutto estro e tecnica del nostro tempo, un giocatore più da 4-4-2 che da 4-2-3-1 farebbe davvero molta fatica ad emergere. Che fare quindi con il treno Jankto? Potrei rispondervi così:“ intanto facciamo il biglietto, ma solo con sconto Supereconomy”.