Il profilo di Inaki Williams (ATT) in Italia-Spagna U21

di Juventibus |

di Dario Pergolizzi e Stefano Utzeri

Tappa sul suolo patrio per lo Juventibus Scouting Team. Questa volta ci siamo scomodati poco, arrivando fino all’Olimpico di Roma per poter assistere ad una promettente sfida amichevole tra le selezioni Under 21 di Italia e Spagna. Da un lato, gli azzurri con diversi profili già ultra rodati in A, dall’altro una giovane compagine iberica che può sfoggiare gente con un minutaggio europeo sostanzioso come Saul Niguez colonna dell’Atletico di Madrid, Asensio, Mayoral, Llorente, Bellerin e soprattutto il nostro osservato speciale, la talentuosa ala del Bilbao Inaki Williams.

 

 

 NOTE SUL FISICO 

Inaki è il più classico degli ectomorfi. Ad eccezione delle voluminose spalle, il suo fisico è infatti esile, seppur con un buon tono muscolare. Questa via di mezzo tra leggerezza e fisico grezzo gli consente di poter abbinare ai suoi rispettabilissimi 186 cm di altezza anche una grande agilità e una turbinosa velocità in allungo.

 

 PUNTI DI FORZA 

Come accennato sopra, la caratteristica principe di Williams è sicuramente la grande rapidità di movimento, con la palla e senza. Il basco è dirompente negli spazi aperti, la sensazione è che possa tranquillamente mangiare 4 metri in allungo a qualsiasi diretto concorrente. Questa sua incontenibilità lo rende una mina vagante per il diretto marcatore, confuso anche dalla sua passione per il rientro sulle tracce interne (nonostante giochi principalmente da destro a destra). Nello stretto vanta invidiabili doti di disimpegno, concendendosi di tanto in tanto qualche trick che infiamma le platee. La sua grande tecnica gli consente prestazioni più che sufficienti anche quando impiegato da ala sinistra o seconda punta. Il ragazzo è ben dotato sul passaggio corto e, pur non essendo la finalizzazione il suo piatto forte, non disdegna giocate come questa:

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 DEBOLEZZE 

Esatto, la finalizzazione non è il suo forte. Inaki è la classica ala che catalizza a sé le marcature e le attenzioni avversarie, che apre voragini per gli inserimenti e le sovrapposizioni dei compagni, si insinua imprendibile palla al piede attraverso le linee avversarie, ma che segna poco e mette a referto relativamente pochi assist. Se c’è una qualità in cui può sicuramente migliorare, ancor più che nella pulizia del gesto tecnico del tiro o del passaggio (che padroneggia egregiamente) la sensazione è che sia la capacità di prendere la decisione giusta al momento giusto. Insomma, uno Juan Cuadrado in miniatura, con un portamento un po’ più nobile ma meno devastante sui primi passi.

 

 NOTE SUL MATCH 

La partita di Iñaki è stata un parziale sunto delle sue capacità e dei suoi difetti. Nei primissimi minuti si è limitato a mantenere una posizione intermedia, dando un’ottima impressione anche in fase difensiva, costringendo basso il terzino avversario e facendosi sempre trovare pronto nell’accompagnamento dell’azione.

Inizialmente schierato a sinistra ha dato sfoggio alle sue doti (nonostante non si trovasse nel suo ruolo prediletto) con ottimi movimenti senza palla volti alla ricezione in profondità e facendo passare, con le sue finte, una serata da incubo al diretto avversario Ferrari.

Al 5° minuto riceve il pallone in zona esterna grazie ad un taglio intelligente, dribbla l’avversario rientrando verso il centro e serve un assist per il taglio del centravanti, che non risulta vincente solo grazie ad un prodigio di Scuffet.

Al 7° accentrandosi ancora, cambia gioco per il terzino e ha taglia con decisione per andare a raccogliere il successivo cross.

Al 17° invece chiude un triangolo stretto a centrocampo, dribbla il diretto avversario, attacca la linea di fondo in maniera prepotente e crossa un buon pallone col piede debole.

Dopo 23 minuti viene spostato sulla destra e cambia letteralmente la partita con la sua interpretazione del ruolo. Crea grossi problemi alla retroguardia italiana andando spesso ad occupare lo spazio vuoto tra mezzala, terzino e centrale azzurri, attirandoli a sé e creando quindi uno spazio letale per le avanzate di Bellerin. Ed è proprio così che si sviluppa l’azione del vantaggio spagnolo: ricezione nell’halfspace, difesa che si stringe per marcarlo ed avanzata del terzino dell’Arsenal puntualmente servita.

Dopo alcuni spunti palla al piede sempre alla ricerca del tiro anche rientrando sul piede debole, nel secondo tempo si dedica soprattutto a tenere la posizione ed accompagnare l’azione, con alcune buone sponde e una discreta capacità nel proteggere palla.

Al 56°, con un doppio taglio, prima libera la solita avanzata di Bellerin, poi crea spazio centralmente per il portatore di palla.

Al 64°, dopo un nuovo cambio di corsia, riceve palla sulla fascia sinistra, taglia verso il centro e sfodera un preciso cambio di gioco in profondità per l’ennesima puntuale discesa del terzino destro. 4 minuti dopo arriva la sua unica occasione da rete: fallisce a pochi passi dalla porta un colpo di testa (fondamentale in cui è tutto sommato lacunoso). Tuttavia, il perfetto posizionamento all’altezza del secondo palo evidenzia come sappia riempire in modo proficuo l’area di rigore.

Gli ultimi minuti, passati tra la fascia destra e la posizione centrale assunta sul finale hanno poco rilievo sulla prestazione complessiva, poiché giocati sotto ritmo così come il resto della squadra dalla propria squadra.

 

 JUVENTUS (?) 

Ipotizzando una continuità futura con l’attuale 4-2-3-1 (che peraltro è quello utilizzato dalla Spagna nel corso del match) Iñaki sarebbe adatto a ricoprire prevalentemente la posizione di esterno destro. Date le forti analogie con Juan Cuadrado ne sarebbe la riserva perfetta, insidiandone la titolarità (consegnando Pjaca esclusivamente alla sua corsia prediletta) potendosi inoltre disimpegnare all’occorrenza anche sulla fascia mancina. La sua indole di gioco, tra spasmodica ricerca dell’1 vs 1 e puntuale occupazione della zona interna, sarebbe un comportamento di difficile lettura per qualsiasi difesa: grazie al suo fisico e alla sua tendenza ed abilità a riempire l’area di rigore, sarebbe un pensiero in più per i centrali avversari, rafforzando un reparto offensivo che vanta già due catalizzatori di attenzioni come Higuain e Dybala. In prospettiva, con ulteriori miglioramenti nel sacrificio e nel mantenimento della posizione in fase di copertura, potrebbe diventare un’ottima soluzione per sostituire una figura tatticamente imprescindibile per Allegri come Mario Mandžukić.

 

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GSN INDEX è un indice valutativo composto da 4 diverse categorie di rating:
– Striscia Blu: SRC (Soccer Related Characteristics). Range 0-100. Valutazioni tecniche, tattiche e mentali essenziali in un giocatore. Sulla stessa riga sono indicate la posizione attuale del calciatore e quella potenziale futura, calcolata tenendo conto di molteplici fattori, ad esempio la qualità degli allenatori e dell’educazione calcistica ricevuta, l’esperienza internazionale, etc.
– Striscia Verde: +/- Performance. Range 0-250. Valore basato sulle performance in campo, calcolato tenendo conto di 150 diversi fattori di gioco, tra i quali anche le modernissime Advanced Stats (come gli Expected Goals).
– Striscia Arancione: Level of Play. Range 0-20. Analisi aggiornata di ogni match giocato in carriera, tenendo conto dell’età e dei minuti effettivi. Ogni match ha un peso differente a seconda dell’importanza dello stesso (ad esempio, la finale CL vale 20).
– Striscia Rossa: GSN INDEX. Range 0-800. Indice complessivo dei fattori precedentemente indicati, potenziale incluso.

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