Houssem Aouar – Scheda Scouting

di Mattia Demitri |

Breve storia triste: anni fa ho partecipato su un sito specializzato ad un gioco di scouting tramite la segnalazione di talenti sconosciuti.

Tra loro il mio pupillo Alex Sandro – al tempo nel Santos – per cui ho preso un ammontare di punti misero, e il pittoresco 17enne finlandese Joel Pohjanpalo. L’ultima volta che l’ho sentito nominare era riserva al Leverkusen, un onesto mestierante della Bundesliga che ogni tanto si fa notare per qualcosa, uno di quelli che finiscono nelle classifiche strambe di Ultimo Uomo. Per questo calciatore hipster ovviamente presi moltissimi punti.

Il premio per la vittoria, oltre alla gloria di wannabe talent scout, era una maglietta orrenda con uno slogan imbarazzante stampato sopra, con tanto di errore grammaticale. L’ho sepolta in fondo all’armadio perchè mi vergognavo pure a metterla in casa.

È interessante – più di questa miserabile self promotion – vedere come siano stati diversi i destini di due calciatori giudicati nel sito da dei professionisti qualificati e come variabili aleatorie influiscano nella realizzazione di un talento. Per questo motivo non sono un tipo da innamoramento calcistico facile, conosco svariati giovani promettenti, ma quelli che ritengo davvero validi si contano sulle dita di una mano, d’altronde sarebbe troppo facile dire di chiunque che sia un predestinato.

Negli ultimi anni sono attento in particolare alle faccende della Ligue 1. Nel 2016 l’eletto fu Ousmane Dembelé, un pischello che a metà stagione è stato introdotto in prima squadra dal Rennes, ridicolizzando qualsiasi indice statistico del campionato. L’anno seguente il colpo di fulmine è arrivato presto, a settembre, casualmente visto che avevo deciso di seguire il Monaco per via di Thomas Lemar; ça va sans dire… Kylian Mbappé.

In questi mesi ho deciso di seguire l’Olympique Lione di Bruno Genesio e almeno stavolta vorrei evitare che il talento di turno diventi famoso prima che abbia il tempo di scriverne.

L’attore che si è preso il palcoscenico è Houssem Aouar, 19 anni e una presenza in campo da veterano.

Ha fatto il suo esordio in campionato nella terza giornata contro il Digione, andando a segno e aggiudicandosi il premio di uomo partita giocando con una confidenza che non ci si aspetterebbe da un classe ‘98 esordiente.

 

 

 

A 0:40 propizia il gol innescando Mendy per la discesa in fascia con un pallone al bacio, una giocata non ordinaria per tagliare i tempi di esecuzione, portata a termine con una precisione e una naturalezza da top player.

A 1.55 l’intelligenza innata, da giocatore navigato, legge il gioco e reagisce in anticipo sugli avversari per concludere un’azione scolastica, pur giocando in un ruolo non suo

 

 

Nella partita il francese trova spazio da ala sinistra nel 4231 per via delle assenze, sostituisce Memphis Depay, dopo questa prova torna stabilmente nel ruolo a lui più congeniale, centrocampista centrale. Occupa il posto che è stato in passato di Tolisso, regista con licenza di offendere nel centrocampo a due, in coppia con Tousart; all’evenienza mezz’ala nel centrocampo a tre.

 

 NOTE SUL FISICO 

 

Il fisico potrebbe sembrare il tallone d’Achille di questo giocatore dalla stazza nella media, 175 cm per 70 kg, all’apparenza pure mingherlino, e in effetti se c’è una cosa che non è straordinaria in lui è proprio questa. Però tutto sommato non è che sia inferiore alle specifiche del ruolo, anzi è piuttosto compatto e resistente a confronto con altri centrocampisti. Se pensiamo alla Juventus, Aouar a 19 anni è fisicamente più vicino a Marchisio che a Pjanic.

A contatto con gli avversari il gap di stazza non rappresenta un handicap per lui, il contributo difensivo e offensivo nei duelli corpo a corpo non ne risente, e il giocatore non ha vistosi cali di rendimento o di partecipazione nel corso dei 90 minuti. Il fondo atletico per ora è affidabile, in attesa di vedere se la forma si manterrà costante nel corso della stagione.

La mobilità e la velocità del francese sono compatibili con quelle di una mezz’ala tecnica e brevilinea, ha una velocità ordinaria sul lungo, ma è in grado di mantenerla per lunghe proiezioni, nel breve è più rapido, scattante come un trequartista. Non a caso Bruno Genesio ha pensato di farlo esordire in sostituzione di un’ala.

 

 PUNTI DI FORZA 

 

Houssem Aouar è un centrocampista che sorprende per completezza e preparazione, non è acerbo, o da costruire, è un giocatore pronto per fare la differenza tra i professionisti. La sua qualità più sorprendente è la confidenza con cui prova e porta a termine giocate audaci, di livello superiore alla media, per ottenere vantaggi decisivi. In campo è tanto sicuro da indicare ai compagni in difficoltà la giocata da fare come un direttore d’orchestra.

È diventato a tutti gli effetti il regista della squadra, ruolo che interpreta con una tranquillità anomala, dando la sensazione di saper leggere e anticipare in ogni momento la situazione circostante e di esserne in controllo. Senza palla si muove di continuo per offrire una linea di passaggio, non è pigro nei contromovimenti.

 

 

Aouar mostra tutto il repertorio, contrasti, anticipi, dribbling, piroette, finte e un numero ingente di passaggi di prima tecnicamente ben eseguiti.

 

Il numero 8 ha molto in comune con Thiago Alcantara: è precoce, sfacciato e gioca come un vero interno di possesso da scuola iberica.

 

Houssem Aouar Quantità per 90’ #Ranking [tot. 56]
Passaggi (completati) 58.6 (86%) 12°
Passaggi chiave (expA) 1.4 (0.24) 10° (1°)
Dribbling (completati) 3.5 (77%)
Tiri (precisione) 1.7 (50%)
WhoScored.com rating 8.03

 

La tabella utilizza i dati delle gare disputate nel ruolo di centrocampista centrale dai giocatori della Ligue 1 (min 5 presenze, gli spezzoni da subentranti sono esclusi)

È un’enciclopedia di sapienza tecnica e tattica, ha un piede raffinato, abilità di lettura e decision making che gli permettono l’esecuzione di giocate fantasiose, da trequartista, negli ultimi metri; e sagge, da regista, a centrocampo. E fa anche il caffé.

 

 

 

Mi piace il suo gusto per le giocate verticali, quelle cioè che accendono la pericolosità di un’azione, non sono giocate che si possono riscontrare ancora nelle statistiche: sono i dribbling che spezzano intere linee di pressing, i penultimi passaggi veloci e verticali che disorientano le maglie difensive.

 

Un aspetto che proietta il talento transalpino nel calcio di domani e che lo differenzia da quello che abbiamo visto finora da giocatori simili a lui è la modernità nella sua interpretazione del ruolo. Anche qui il paragone con Alcantara è calzante.

Aouar infatti a differenza di giocatori come Iniesta, Xavi, David Silva, e similmente a Thiago, o Pjanic, si trova a suo agio anche nel centrocampo a due. Una posizione che richiede una maggiore enfasi nell’aspetto fisico e dinamico del gioco, resistenza, forza fisica, capacità superiori di interdizione e posizionamento difensivo. È importante per un mediano di una coppia capire quando uscire in pressing e quando rimanere a presidio, dove stare, in modo complementare rispetto al compagno di reparto.

 

 

 

Un vero all-rounded player, capace di rendersi utile e non solo presente in ogni fase del gioco:

 

 

 DEBOLEZZE 

 

Fra le poche anomalie che ho riscontrato nel francese c’è un inconsueta quantità di palloni sottrattigli, 2.3 a partita. Questo valore non è dovuto a mancanze nella conduzione o nella protezione del pallone ma a situazioni di gioco in cui il centrocampista compie un break in verticale saltando più avversari in dribbling.

I dribbling riusciti sono 3.5 a partita – secondo in europa fra i centrocampisti centrali – e testimoniano la frequenza della giocata. Tra i centrocampisti top che ho visionato per un confronto statistico lui è il migliore come percentuale di successo nel dribbling, però queste cavalcate trionfali spesso finiscono in un vicolo cieco. Il numero di palloni persi alla fine comunque è compatibile con quello di altri cultori del break come Naby Keita e Paul Pogba.

 

Seguendolo nella sua evoluzione da regista in ogni caso ho notato che ora tende ad essere più attento a questo tipo di situazioni, scaricando la palla prima e lanciandosi in dribbling solo se coperto.

La seconda cosa in cui Houssem è “non-straordinario” è l’uso del piede debole. A dire la verità è una mancanza abbastanza comune tra i giocatori giovani così sviluppati tecnicamente. Aouar sa fare di tutto col piede destro, sa cavarsela a sufficienza col sinistro e lo usa quando serve in conduzione, nel controllo, ma di rado decide di calciare il pallone con il piede debole.

 

 JUVENTUS (?) 

 

Con la sua completezza e versatilità sarebbe un’ottima riserva per la Juventus, sia da mezz’ala che da regista. Pjanic è un giocatore imprescindibile nel meccanismo di gioco e ai bianconeri manca un sostituto. Il transalpino, qualora arrivasse, sarebbe da subito il secondo giocatore più tecnico del reparto, e anche uno dei più giovani di una squadra piuttosto anziana, in cerca di rinnovamento tecnico.

Un’idea un po’ più audace in vista della prossima stagione sarebbe inserirlo come titolare, o con la prospettiva di diventarlo in poco tempo, in un 433 verticale che ricalca quello del Real Madrid che ci ha sconfitto a Cardiff.

Il centrocampo con due giocatori di qualità come interni, Pjanic e Aouar (nel Real Modric e Kroos), aiuta a controllare la partita e dà equilibrio alla squadra. Funge da supporto per gli attaccanti riciclando il possesso e lascia loro spazio per muoversi. I due registi inoltre a facilitano la costruzione dal basso, coadiuvando la discesa dei laterali per la transizione positiva, determinando quindi il carattere elastico e verticale dello schieramento.

Probabilmente non andrà ai mondiali vista l’abbondanza dei bleus in mezzo ma il suo modo di stare in campo e il suo livello già notevole attireranno di certo le attenzioni dei club più importanti. La Juventus dovrebbe provare ad anticiparli già quest’anno, anche a gennaio se possibile, magari lasciandogli finire la stagione a Lione, prima che il prezzo esploda. Vale un assegno in bianco ora.