La scheda di Danilo (TD)

di Stefano Francesco Utzeri |

Altra tappa in Spagna e ancora focus su un altro terzino destro per lo Juventibus Scouting Team. Si tratta di Danilo Luiz da Silva, profilo abbastanza noto nel panorama europeo, diventato primo obiettivo per la corsia orfana di Dani Alves e già accostato alla Juventus in diverse sessioni di mercato.

L’esterno destro brasiliano è arrivato al Real Madrid nell’estate del 2015 dal Porto per 31.5 milioni con altissime aspettative, ma ben presto viene relegato al ruolo di riserva del canterano Carvajal, cresciuto soprattutto nel biennio di Zinedine Zidane.

 

Danilo è nato il 15 luglio 1991. Muove i suoi primi passi da professionista nell’America-MG e cresce nel Santos, ove insieme all’amico fraterno Alex Sandro e Neymar, è tra i protagonisti della vittoria in Copa Libertadores.

 

Con la Nazionale Brasiliana ha collezionato diverse presenze ben prima dell’approdo al Real Madrid, mentre a livello giovanile ha fatto incetta di trofei vincendo il Sudamericano Sub-20, e il Mondiale U20 nel 2011, prima della delusione Olimpica di Londra 2012.

 

 NOTE SUL FISICO 

 

184 cm x 78 kg, fisico potente, soprattutto dal bacino in giù. Dotato di lunghe leve e di una progressione impressionante, mostra qualche limite solo sull’esplosività nel breve.

La potenza sfocia anche in efficacia nei contrasti (2.12 a partita) e sa far valere i centimetri anche nei duelli aerei (60% di riuscita – 1.65 a partita), caratteristica non comune per un terzino propenso più a offendere che a difendere.

Questa esuberanza atletica fa di lui un avversario arcigno per qualunque tipo di marcatore. Difficilmente contenibile, soprattutto quando lanciato in corsa.

 

 PUNTI DI FORZA 

 

Tecnica, velocità, timing e forza, tantissima forza. In fase di possesso la straripante fisicità unita all’ottima tecnica individuale fanno di lui una vera e propria cassaforte nella protezione della sfera. Con un controllo palla di alto livello riesce sia ad effettuare giocate di successo anche ad alte velocità, che ad eseguire con estrema pulizia dribbling e passaggi sul corto (86% di precisione, con una media di 44.59 effettuati a partita). Sia al Porto, che al Real si è inoltre distinto per un’ottima abilità nell’esecuzione dei cross. Insieme ad una più che discreta visione di gioco, ha messo in mostra più volte anche la capacità di essere piuttosto preciso in finalizzazione, anche dalla distanza.

Grazie alla confidenza data dalla facilità di giocata col piede naturale, tipicamente brasiliana, non è un caso che in patria sia stato utilizzato anche da mediano davanti alla difesa. 

In fase di non possesso il merengue si muove piuttosto bene, possiede il giusto tempismo d’intervento quando difende e di movimento senza palla durante un attacco. E’ piuttosto abile nella lettura delle linee di passaggio, e riesce a intercettare un buon numero di palloni (caratteristica molto apprezzata da Mr. Allegri).

I tempi d’oro di Oporto, che gli hanno fatto guadagnare l’attenzione degli scout di tutte le big, Juve compresa. L’apice nella sfida di Champions del 15 aprile 2015 contro il Bayern di Guardiola, distrutto insieme al gemello Alex Sandro.

5 flash di Danilo da Madrid

Qualche clip dell’esperienza madridista, selezionate dal nostro Alex Campanelli

 DEBOLEZZE 

 

Danilo non possiede significanti debolezze, tuttavia mostra un po’ il fianco relativamente alla velocità di reazione in situazioni di fermo, come ad esempio quando viene puntato uno contro uno, soprattutto contro avversari brevilinei. Punto debole che comunque riesce a limitare grazie ad un esperto utilizzo della superiorità fisica. La stessa “lentezza” partendo dai blocchi si rispecchia anche nella situazione opposta, quando è lui a doversi liberare di un marcatore a palla ferma.

Come tanti colleghi brasiliani, difetta talvolta di attenzione in marcatura, episodi che tuttavia si sono ridotti con l’esperienza acquisita dall’approdo in Europa, e ancora ulteriormente limitabili dall’inserimento in un sistema tattico come quello italiano e juventino.

 

 JUVENTUS (?) 

 

L’innesto di Danilo andrebbe a tamponare egregiamente, seppur parzialmente, la partenza di Dani Alves. L’interpretazione del ruolo di quarto basso, meno visionaria di quella dell’eventuale predecessore ma incentrata sulla propulsione continua e l’esecuzione tecnica pulita, sarebbe un valore aggiunto di grande utilità e compatibilità con le esigenze di corsia dei bianconeri. Da segnalare anche una più che discreta applicabilità anche da esterno di centrocampo.

C’è chi dice che il suo acquisto potrebbe tornare utile per convincere il gemello Alex Sandro a rimanere in bianconero almeno per un’altra stagione. I due infatti hanno instaurato, sin dagli anni al Santos, un rapporto abbastanza fraterno. Anche andando oltre la complicità umana, sono diversi i punti in comune strettamente legati al campo tra i due, soprattutto quando si tratta di valutarne l’incisività offensiva sia in termini di rifinitura e finalizzazione, che di strapotere palla al piede. Entrambi sono imprevedibili, in quanto riescono a percuotere sia mantenendosi sull’esterno, che rientrando per tracce interne sul piede debole, con il quale riescono ad effettuare sovente giocate decisive. Il nostro attuale numero 12 è tuttavia più efficace come difensore, ma il nostro attenzionato può essergli forse superiore nelle sortite offensive.

Insomma, riuscire a ricomporre la coppia che ha fatto le fortune del Peixe prima e dei Dragões dopo, sarebbe una scelta ampiamente condivisibile.