La scheda scouting di Bryan Cabezas

di Stefano Francesco Utzeri |

Dai negriazules ai nerazzurri, Bryan Cabezas ha iniziato la sua avventura europea senza cambiare i colori da difendere. Il giovane ecuadoriano, nato a Quevedo il 20 marzo 1997, arriva all’Atalanta per 1.6 mln di euro nell’estate 2016 dall’Independiente del Valle (finalista lo stesso anno della Copa Libertadores). A Bergamo è stata una stagione di ambientamento, ma con i colori del suo paese il ragazzo ha continuato a scintillare, anche nella recente fase a gironi del Mondiale U-20 attualmente in corso in Corea, nonostante l’eliminazione della selezione ecuadoregna. Bryan è pronto a candidarsi come una delle nuove rivelazioni dell’Atalanta 2017/18.

 NOTE SUL FISICO 

Un metro e ottantadue centimetri per settantadue chili, Mister Bryan, come lo chiamavano i suoi tifosi all’Independiente del Valle, possiede un dominio del baricentro proprio di un brevilineo nonostante l’altezza. Gli avversari tendono a sottovalutarne infatti la potenziale incontenibilità in allungo, dovendo poi ricorrere alle maniere forti, non sempre con successo: una buona robustezza di base nonostante il fisico esile gli consente di resistere anche a contrasti decisi.

 PUNTI DI FORZA 

Destro naturale, possiede una grande precisione di calcio, ma è abile anche nell’utilizzo del piede debole. Questa dote gli permette una buona conduzione del pallone e la possibilità di creare incertezza nel proprio marcatore, puntandolo e rimanendo imprevedibile essendo ugualmente in grado di giocare con efficacia sia su tracce interne che esterne. Tuttavia, pur considerando decisiva l’ottima tecnica di base, il suo dribbling pare essere più una questione di eccellente rapidità di movimento ed esecuzione.

 DEBOLEZZE 

I margini di miglioramento, considerata la tipologia di giocatore, sono da ricercare nella capacità di ottimizzare lo stress che induce ai diretti marcatori e spaccare le linee di pressione con giocate di straripante agilità. Bryan dovrebbe abbinare maggiormente la rapidità di esecuzione ad una malizia quasi istintiva nello spostamento del pallone e l’utilizzo del posizionamento del fisico per guadagnare preziosi falli.

 ATALANTA, NAZIONALE E MONDIALE U20 

Il 2017 è anno di esordi importanti per Bryan. Il 23 febbraio arriva quello in nazionale maggiore, ad appena 19 anni, contro l’Honduras. Il 15 aprile invece assapora per la prima volta l’erba della serie A in occasione di Roma – Atalanta.

Il primo anno a Bergamo è stato fisiologicamente interlocutorio. Il ragazzo non ha ancora trovato spazio nel progetto di successo di Gasperini, però è da tenere d’occhio in chiave futura: adatto a giocare in un’attacco a 3, sarà sicuramente stato attenzionato a dovere dal metodico mister di Grugliasco, uno dei migliori docenti per quanto riguarda l’applicazione tattica delle ali talentuose. Un possibile indizio possiamo trovarlo nel suo esordio contro la Roma, durante il quale ha agito da esterno/seconda punta nel classico 3-4-1-2 asimmetrico degli orobici, partendo da sinistra come El Papu Gomez per tutta la stagione.

Nonostante l’inserimento a rilento nella realtà nostrana, Bryan continua ad essere rispettato e decisivo in nazionale. Nella selezione u20, recentemente classificatasi al secondo posto del Campionato Sudamericano di categoria, indossa solitamente la maglia numero 10, in virtù della leadership tecnica che gli viene riconosciuta in patria. 11 presenze e 7 gol con la maglia della selezione giovanile costituiscono un bottino interessante per un esterno, soprattutto se marcati all’interno di due competizioni brevi come il Campionato Sudamericano e il girone del Mondiale di categoria appena concluso.

Durante il Sudamericano Sub-20 ha trascinato l’Ecuador ad un insperato secondo posto, alle spalle del più quotato Uruguay e davanti a Nazionali decisamente più importanti come Argentina e Brasile. Con 5 gol si è laureato capocannoniere del torneo (primato condiviso).

Nel Mondiale di Corea invece, nonostante delle buone prestazioni al livello personale, non è riuscito a marcare la differenza come al livello continentale. Tuttavia, i due gol messi a segno all’esordio fanno di lui uno dei talenti più in mostra della fase a gironi, in cui diverse partite sono state condizionate dalla formula abbastanza particolare del torneo.

Ed è proprio un mito del calcio ecuadoriano come Antonio Valencia ad essere il punto di riferimento del nostro Bryan, sia per una questione carismatica che per caratteristiche tecnico-tattiche.

 JUVENTUS (?) 

Nato attaccante centrale probabilmente a causa della buona confidenza col gol, Cabezas nel corso degli anni è stato gradualmente spostato verso l’esterno, soprattutto sinistro, posizione nella quale può liberare il destro rientrando verso il centro o andare sul fondo e cercare il cross. Durante lo sviluppo, il calciatore ha affinato la coordinazione e la conduzione della palla diventando efficace nella finalizzazione e nell’assistenza. In un’ipotetico inserimento nella realtà Juventus, Bryan potrebbe sicuramente ricoprire la posizione di esterno sinistro di un tridente o di un 442 molto offensivo, interpretando la posizione in maniera simile a quanto fa Juan Cuadrado sulla destra. La notevole abilità nell’uno contro uno lo rende un’arma nel creare situazioni di superiorità numerica, mentre la velocità sul lungo lo esalta nelle situazioni a campo aperto. Potrebbe dunque rivelarsi un profilo interessante da sgrezzare in una squadra che si trova ad alternare momenti di dominio territoriale contro difese da scardinare con il guizzo individuale e rapide risalite del campo in contropiede.