Adam Marusic – Scheda Scouting

di Gianluca Cherubini |

Lo avevamo conosciuto otto mesi fa sul listone della rosea, Adam Marusic. Un profilo da fantallenatori alla ricerca del colpo da maestri nell’asta con gli amici, un nome sconosciuto ai più che faceva gola a tutti coloro che conoscono le doti di scouting di Igli Tare. L’albanese è uno che quando pesca al di là dei nostri confini, specialmente sui profili balcanici, spesso fa jackpot (vedi Milinkovic-Savic). Tuttavia urge una precisazione: il montenegrino classe 1992 è approdato sulla sponda biancoceleste del Tevere senza sorvolare direttamente l’adriatico, ma dopo tre anni di maturazione in Belgio. Infatti, dopo l’esordio nel calcio professionistico tra i serbi del Vozdovac, Marusic a 22 anni ha preferito cercare fortuna nella Jupiler Pro League. L’anno scorso è stato una delle pedine fondamentali dei “rouges” dell’Ostenda, squadra rivelazione del campionato belga, che è riuscita a raggiungere la finale della Coppa Nazionale e il 5° posto in campionato, ottenendo il miglior risultato della propria storia. Il montenegrino nell’attuale annata, invece, si è distinto tra gli uomini di Inzaghi scippando la titolarità a Dusan Basta sulla corsia di destra. Lo Juventibus Scouting Team si è dunque spostato a Roma, valutando peculiarità ed eventuale spendibilità dell’esterno ventiseienne in ottica bianconera.

 

NOTE SUL FISICO


 

 

1,85m per 76kg di peso, Marusic è un esterno destro a tutta fascia, in grado di ricoprire il ruolo di terzino destro in una difesa a 4 o di fluidificante in una mediana a 5. Soprattutto nel secondo, Il connubio tra una buona gamba e una struttura fisica invidiabile favorisce le sue spiccate doti di inserimento, nelle quali il montenegrino risulta spesso temibile. Del resto, col suo corpo vigoroso, riesce ad accelerare raggiungendo un’ottima velocità di punta, risultando di fastidiosa marcatura  per gli avversari sia nello scatto che nei palloni alti, dove riesce a far valere la sua stazza nei confronti dei diretti oppositori. Il suo dinamismo è condito da una grande integrità fisica e costanza atletica, che gli permettono di macinare chilometri su chilometri durante la gara. Marusic, infine, riesce a sfruttare le sue doti fisiche anche difensivamente: una deambulazione coordinata e una sapiente tempistica di intervento lo rendono molto efficace nei contrasti fisici one to one.

 

 

PUNTI DI FORZA


Marusic è un esterno che si fa preferire nettamente quando offende. È quando ha avuto la possibilità di buttarsi nello spazio senza palla che si è dimostrato una spina nel fianco per le difese avversarie. Lo dimostrano i 3 goal e i 5 assist in 27 presenze di Serie A. Il montenegrino è un esterno moderno in grado di saper comunque dare il proprio apporto in ambo le fasi. Per doti atletiche e tattiche assomiglia molto a Stephan Lichsteiner. Rispetto allo svizzero, però, si fa preferire in conduzione della palla e nei passaggi corti. Ottima la resistenza, che gli consente di poter sfruttare le sue capacità fisiche per tutto l’arco dei 90 minuti. Nella Lazio di Simone Inzaghi è solito allargarsi quando la mediana biancoceleste costruisce la propria trama sul lato destro, movimento contrapposto a quando gli aquilotti impostano l’azione sulla corsia di sinistra, momento in cui  Marusic preferisce accentrarsi e tagliare verso l’area di rigore, potendo garantire con il suo metro e ottantasei maggior peso in area avversaria.

 

 

 

DEBOLEZZE


Marusic fatica a difendere negli uno contro uno. Il fatto di non essere un terzino puro, lo limita sia nelle chiusure che sulle diagonali difensive in una difesa a 4. Anche dal punto di vista tecnico sembra piuttosto acerbo per un top team: nelle giocate che richiedono che si alzi l’asticella delle qualità tecniche il montenegrino fatica. Questo influisce inevitabilmente anche sui suoi cross, la cui qualità deve assolutamente migliorare per considerarlo un profilo in orbita Juve. L’esterno della Lazio dimostra inoltre sporadici cali di concentrazione durante i 90 minuti, specie nei momenti più frenetici o quando è richiesta una gestione ad alto ritmo del possesso palla. Un impulso che talvolta lo condusce a una serie di errori a catena nel controllo, nello smistamento, nelle scelte.

 

JUVENTUS (?)


Titolare sicuramente no, rincalzo sì. Si tratta probabilmente di uno dei sostituti più naturali di uno Stephan Lichtsteiner a fine corsa. Forse preferibile a Spinazzola (che però gioca sia a destra che a sinistra) per doti offensive e fisiche. Meglio l’azzurro invece per qualità tecniche. Risulta attualmente uno tra i 2 o 3 esterni bassi più interessanti del nostro campionato. Un ragazzo che, se inquadrato, costituerebbe un buon rinforzo per la rosa della vecchia signora, sfruttabile soprattutto nelle gare più fisiche. Peccato per l’età: la paura è che possa aver raggiunto l’apice (o quasi) delle sue abilità tecnico-fisico-tattiche.