Niente sconforto dopo Londra, Atalanta svolta della stagione

di Giordano Straffellini |

A Stamford Bridge è andata in scena una delle peggiori versioni della Juventus europea degli ultimi 20 anni. Il quattro a zero rifilato dalla banda Tuchel ai bianconeri è un risultato pesante. Social e stampa già si accaniscono contro il semplificatore di Livorno gridando allo scandalo. Squadra scarica, senza idee e senza carattere. Niente di nuovo verrebbe da dire. Già perché quando la Juventus perde è sempre una tragedia. Le mezze misure non esistono. Non ci sono attenuanti. Gli hastag #allegriout vanno allegramente in tendenza su twitter. Non c’è niente da fare. Come al solito si sono create delle fazioni pro e contro l’allenatore, pro e contro i giocatori e ovviamente pro e contro la società.

A vent’anni di distanza

Non si vuole difendere nessuno a priori. Non fa parte del nostro DNA. Come detto in precedenza la sconfitta è meritata, sonora e per come maturata umiliante. Nelle proporzioni identica a quella subita dalla Juventus di Carlo Ancelotti in coppa Uefa contro il Celta Vigo, che dopo aver vinto 1-0 a Torino subì la goleada in Spagna. In quella Juventus oltre ad uno degli allenatori più vincenti d’Europa militavano giocatori come Montero, Ferrara, Davids, Zidane e Del Piero. Non proprio quattro sprovveduti.  Le imbarcate si prendono. Fanno male. Fanno riflettere. Ma succedono anche ai grandi.

Juve già qualificata agli ottavi

Si gioca sempre per vincere. Si gioca sempre fino alla fine. La cosa che fa male è vedere una squadra molle. Incapace di spostare gli equilibri del match, di avere una reazione. Il tifoso bianconero avrebbe voluto vedere una squadra che prova almeno a segnare per riequilibrare la differenza reti, per potersi così giocare il primo posto nel girone. Non è successo niente di tutto questo. Per questo la sconfitta fa ancora più male. Ma per certi versi è una sconfitta indolore. La squadra va valutata per l’intero percorso. La Juventus è una delle poche squadre ad aver ottenuto con due giornate di anticipo la qualificazione agli ottavi. Non un dettaglio visto quello che sta succedendo negli altri gironi.

Sappiamo che non siamo guariti

L’altalena di risultati in quest’annata è evidente. La scarsa tenuta mentale della squadra pure. Siamo convalescenti. Dobbiamo orientarci fra partite con approccio e risultati agli antipodi. E’ arrivato il momento di normalizzare le prestazioni. Di dare continuità ad approccio e sistema di gioco. E’ arrivato il momento delle scelte. La speranza di tutti è che arrivino quelle giuste.

Lezione che deve servire per lo scontro con l’Atalanta

Ora c’è la partita ”tornantone” della stagione. Già perché battere l’Atalanta vorrebbe dire dare una svolta importante al percorso in campionato. C’è bisogno di una gara tosta, concreta da Juventus. A differenza della Champions non ci sono più margini d’errore. Se lo scudetto viste le gare sbagliate ad inizio stagione è ormai una chimera, la qualificazione Champions va sistemata nel miglior modo possibile. Se sabato la Juventus dovesse fare una partita di livello portando a casa i tre punti lo scivolone inglese potrebbe archiviarsi come un episodio ininfluente. La sconfitta al contrario aprirebbe una crepa in una squadra la cui tenuta psicologica è traballante. Vanno scelti, al di la dei moduli e degli schemi, uomini giusti. Giocatori che non abbiano timori. Atleti in grado di fare per novanta minuti una partita seria. Su questo scontro Massimiliano Allegri si gioca molto. Questa partita ci darà indicazioni importanti su gruppo e allenatore. Ci aspettiamo scelte e uomini giusti, il tempo dell’altalena è finito.