Scienza e pensiero (non) comune

di Giacomo Scutiero |

L’epidemia si sta spegnendo, questo ci dice la Protezione Civile registrando i dati del lunedì. È un duro lavoro, quotidiano, dettagliato, senza sosta ed i risultati sono davanti a noi.
Ripartire anche nello sport sarebbe un altro segnale importante; se non sarà possibile, soltanto allora, lo sport stesso alzerà le mani. Questo è il pensiero della Federazione, della Lega, delle associazioni, dei calciatori e via dicendo. Del governo? Non è dato sapere.

Il ministero dello Sport ha pubblicato le trentadue pagine contenenti le indicazioni per il graduale ritorno agli allenamenti degli atleti anche delle discipline di squadra, purché in forma individuale. Quanto al campionato di calcio, il modello sicurezza non può prescindere da test sierologici e tamponi a tappeto, come insegnano virologi ed esperti.

Come l’Italia, la Spagna torna ad allenarsi con l’obiettivo di rigiocare a Giugno. Il presidente della Liga vuole terminare la stagione prima del termine dell’Estate; questi sono i giorni del lavoro individuale per prima e seconda divisione.
A proposito di restart, la federazione tedesca ha pescato dieci positivi al COVID-19 tra giocatori, staff e medici; i tamponi effettuati sono 1.724 e la seconda tornata di controlli è prevista in questa settimana.
Un po’ di maretta inglese c’è: almeno sei club, quelli di zona retrocessione, discutono il Project Restart perché contrari alle gare in campo neutro.
E vi ricordate la Pro League belga? Nessuno stop ufficiale alla francese, perché l’assemblea è rinviata al 15 Maggio.

Il professor Castellacci, ex medico della Nazionale, conferma che la FIGC faccia di tutto per non terminare la stagione ed accusa: “Il calcio non è stato invitato al tavolo per parlare del protocollo medico-scientifico ed è strano perché siamo un punto importante”.
Ed i club hanno mantenuto le promesse. La Roma, che ha donato trentaduemila mascherine alla città, ha aperto Trigoria per i test individuali che termineranno domani; stesso copione per la Lazio, che vorrebbe anticipare ad oggi il raduno collettivo; il Sassuolo ha dato l’esempio con un allenamento in gruppi distanziati; il Brescia ha già fatto visitare sei calciatori ed in giornata tocca ad altri quattro. La Juventus ha testato cinque giocatori, l’Inter dovrebbe farlo in giornata.
Anche la Serie B, vedi Spezia e Pescara, hanno riaperto il centro sportivo per le sedute ad personam.

Visto tutto questo, come dice il presidente Cairo, il fondamento è e sarà il protocollo della scienza sulla sicurezza. Se ne parla poco, ma sono logiche alcune spinte politiche pro e contro.
Ciro Immobile della Lazio non ha dubbi: “Siamo controllati e possiamo allenarci senza rischi”. Entro pochi giorni è atteso il responso del Comitato tecnico scientifico sulle misure della Federazione.
L’AD del Bologna, Fenucci: “Non può esistere il rischio zero, come Lega ricerchiamo le condizioni sanitarie massime per giocare. Questa è un’industria che fattura 14 miliardi con l’indotto, merita rispetto per numeri e contenuti generati”. Un altro fondamento.

Il prossimo 17 Maggio dovrebbe realizzarsi un consiglio europeo dei ministri dello Sport per confrontarsi sul tema. Alla buon’ora…