Sbatti Douglas in prima pagina

di Nevio Capella |

C’è sempre una prima volta.

Un gesto brutto come quello di Douglas Costa può avere un risvolto positivo? Se il risultato è non sentire parlare, per una volta, di scansamenti allora la risposta è “sì”.

Fino alle 16.49 del 16 Settembre 2018 Douglas Costa era nell’immaginario collettivo del tifoso di calcio non necessariamente juventino, la rappresentazione di uno dei giocatori di calcio più veloci del pianeta in primis, ma anche l’emblema del metodo Allegri nella massima esaltazione del concetto cardine per il quale non si guarda in faccia a (quasi) nessuno se lo impone il momento specifico, e se devi fare panchina, la fai.

Anche la partita di ieri sembrava destinata ad essere seguita dalle discussioni tra guelfi e ghibellini del nostro tifo, con particolare rammarico di chi, come chi scrive, con il passare dei giorni si convince sempre più che rinunciare anche un solo minuto al folle genio di questo calciatore rappresenti un crimine nei confronti dell’umanità.

Invece, il colpo di scena è arrivato proprio nei minuti finali di Juventus-Sassuolo quando il nostro, evidentemente provocato da parole pronunciate da Federico Di Francesco, di cui come sembra non verremo mai a conoscenza, ha reagito in tutti i modi esistenti in natura alla voce “reazione” per ottenere quel cartellino rosso poi arrivato grazie al Var. E’ stato in quel preciso momento che, inconsapevolmente, Douglas ha scritto una pagina importante di storia del nostro calcio contemporaneo.

Per la prima volta infatti, abbiamo assistito ad un evento epocale più unico che raro, inimmaginabile fino a qualche settimana fa: un dopopartita di Juventus-Sassuolo non contraddistinto dal solito focus fatto sulle presunte trame oscure e malefiche ordite segretamente da Marotta e Carnevali, in nome della loro antica amicizia e di chissà quale altra clamorosa verità nascosta sull’asse BiancoNeroVerde.

Per la prima volta il corposo esercito degli haters complottisti e polemici non ha parlato di “Scansuolo”, pur avendo dato abbondantemente fiato alle trombe su social e mezzi di comunicazione di vario genere (gruppi whatsapp compresi) fino ad un minuto prima del deprecabile gesto del calciatore brasiliano.

L’indignazione nei confronti di questo sistema corrotto il cui funzionamento ad orologeria permette che le squadre pacificamente definite “succursali bianconere” prestino il fianco in maniera sottomessa alla Juventus, ha lasciato posto ad un’onda anomala di esperti di regolamento e di giustizia sportiva, quasi come se i celebri precedenti di sputi del campionato italiano che negli anni hanno visto protagonisti, tra gli altri, Zago, Mihajlovic, Rosi, Aronica, Ibrahimovic, fossero caduti nel dimenticatoio, così come il caso analogo che vide coinvolto Totti con la maglia della nazionale agli Europei del 2004, con tanto di chiamata alle armi del più noto studio legale italiano che ne avrebbe dovuto perorare la causa.

I forcaioli, insomma, si sono gettati a capofitto su un argomento nuovo con cui riempire la settimana e un nuovo capitolo del Manifesto Anti Juve, aiutati implicitamente anche da qualche personaggio pubblico che pur di lanciare velocemente il proprio sassolino, ha magari fatto confusione con i propri reali propositi:

Per tacere ovviamente della categoria “soliti noti” accorsi prontamente al richiamo della foresta:

Ovviamente non avrebbe senso andare avanti con questa carrellata che si può avere comodamente nella propria disponibilità loggandosi a Twitter, quindi mi limito a chiedere se c’è qualcuno disposto a scommettere con me che tra un paio di giorni avremo già il nuovo tema caldo ad agitare le coscienze popolari, e cioè il numero di giornate di squalifica prese da Douglas Costa che potranno essere tre, quattro o anche dieci, ma in ogni caso risulteranno poche per una condotta così empia.

Non c’è che da restare sintonizzati, in trepidante attesa.

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