Sarrismo soft: largo ai vecchi e ai 3 punti

di Sandro Scarpa |

Il calcio può essere raccontato attraverso 4 assi: TECNICA, FISICO, TATTICA, MENTE.

La narrazione dei gesti tecnici è confinata all’esaltazione delle prodezze o, al contrario, degli errori; alla prestazione fisica si ricorre in modo grezzo, senza dati precisi né il giusto modo di interpretarli, ora c’è un eccesso di analisi tattica, che pecca di conoscenze o sfocia nell’overthinking. C’è un fattore trascurato, nell’analisi di una gara, il fattore MENTALE, che invece è onnipresente nei ragionamenti sulle doti di una squadra: mentalità, approccio alla gara, cattiveria, cinismo, paura, personalità, fame…tutti termini generici, a volte vuoti o consolatori, dogmatici. 

Gioco, da quest’anno a fare una Analisi Mentale delle gare, complessiva e per singoli. E’ un gioco, keep calm e divertitivi o contestate!

SCHIERAMENTO MENTALE

La Juve viene dalla più grande rivoluzione degli ultimi 8 anni, più dello shock post-Conte. In questa rivoluzione si trova in una situazione irreale di prigionìa mercatara, con 6 esuberi e cessioni  obbligate. A questo si aggiunge che il mister, metodici allenatori di campo, ha avuto una pre-season con un micidiale tour asiatico, i soliti arrivi ritardati di alcuni nazionali dalla Copa America e, nel momento clou, un’incredibile polmonite batterica che condiziona trasmissione e allenamento dei suoi concetti.

“L’assenza del mister non ci condiziona tanto durante una gara quanto in settimana” G. Chiellini.

Questo ha portato ad una facile considerazione: con questi guai, coi gol presi in pre-season, con tizi che non sanno se restare o andare, i nuovi con 10-15 giorni di veri allenamenti cosa fare? Largo ai vecchi, agli affidabili, a chi conosce la A, a chi sa come si gioca in un afoso pomeriggio a Parma più che in una magica notte di Champions.

Martusciello (che si è occupato, con ottimi risultati, della difesa di Spalletti), su indicazioni di Sarri ha schierato la Juve 2017-18 con Bonucci e CR7. Out Rabiot e Bentancur, uomini più “Sarristi” di Matuidi. Out, Danilo, de Ligt e Ramsey sulla carta titolari. Dentro i 3 che la Juve avrebbe ceduto festeggiando: Higuain, Khedira e Matuidi.

L’Analisi Mentale è facile: navigati, esperti, affidabili. Fuori quelli della Copa, tranne Sandro che non ha sostituto, fuori quelli con 0 minuti in A. Zero tattica, zero tecnica, solo valutazione “mentale”, affiatamento ed esperienza, con l’eccezione di Higuain con anni di Sarri alle spalle e carriera da 9 puro.

SVILUPPO MENTALE DELLA GARA

La Juve è partita compassata, senza strappi e senza pause. Contro la squadra più bassa di A i nostri hanno abbozzato alcuni nuovi rudimenti tattici per capirne l’efficacia e dare piccole prove al nuovo staff, più che per reali conoscenze tattiche acquisite, provate e riprovate. Fraseggio corto per prendere confidenza, distanze ravvicinate perché il Parma lascia giocare, tutti a destra perché c’è Douglas Costa, a cui dai la palla e qualcosa vien fuori, con gli altri che vi si addensano naturalmente: Khedira, finché non scoppia, De Sciglio, finché non sbrocca, Pjanic che trova pian piano coraggio.

In non possesso però la testa non era al pressing (“imparare a difendere in avanti“) o a far bella figura: guardinghi con Inglese, con spallate e corpo a corpo, molto cauti con la minaccia Gervinho: buttarlo giù subito o circondarlo, aspettarlo, attendere che sbagli. Zero Sarrismo o quasi in non possesso.

Così nel primo tempo la Juve mentalmente è consapevole e vogliosa di giocare, provarci, avanzare con tanti uomini, i nuovi principi funzionicchiano e la testa è lucida fino alla gran giocata con tocchi ravvicinati: Douglas, Pjanic e Higuain a liberare CR7. E’ il momento in cui la squadra capisce che le cose vanno bene e prova audace e leggere il raddoppio. Poi nel secondo tempo il Parma prepara 5 minuti di pressing, così la Juve al cooling break si dà una calmata, molla i nuovi principi tattici e pensa a tenere palla, contenere, rischiare zero, dispiacersi per gli errori di CR7, la lentezza del Pipa, la testa bassa di Cuadrado e l’approccio svagato di Rabiot. Prima la testa, poi il resto.

I SINGOLI

Szczesny: Puoi fare il freddo ed essere sicuro finché ti pare, ma con Buffon devi dimostrare a te stesso e agli altri di essere impeccabile. Altro che uccellata da Kane. Pochi fronzoli e giochini di piede con la nuova regola. Mentalmente pronto, molto più sollecitato che l’anno scorso con Perin.

De Sciglio: Sa di essere più scarso di Danilo, di non avere più Allegri in panca, così è meno sicuro della sua comfort zone e cerca di strafare, qualche volta gli riescono cose impensabili perché Sarri gli avrà chiesto di osare di più e a destra si sfonda che è un piacere, però mentalmente non è abituato a fare tante cose bene una dopo l’altra, ed essere così sollecitato, così finisce per sbagliarne 2 su 3.

Bonucci: Ha la scimmia di de Ligt sul collo, più lo scimmione di un ritorno a casa da traditore non convincente. Così limita un po’ i lancioni perché Sarri non vuole, limita le bonucciate e prova a buttarsi sempre con Inglese prendendo fallo. Ma senza certezze e pippe mentali da soldato e guerriero, Bonucci sembra ben poca roba.

Chiellini: Pronti via, chi ha la testa da campione è sempre pronto e scatta sempre prima. Mostruoso.

Sandro: E’ tornato il gemello Danilo, sulla sua fascia c’è tanto spazio perché Ronaldo va in mezzo, ma c’è Matuidi che lo copre. Poi con la squadra più vicina e con più tocchi non deve farsi 90 metri avanti e indietro da solo. Sembra rinato, meno preoccupato, tra l’altro ha anche vinto la Copa. Libero di testa.

Matuidi: Ha sempre lottato contro il ruolo di inadeguato, da Ancelotti in poi, fino ad essere fondamentale con Deschamps e Allegri. Ora sa di partire dietro, così non si lancia avanti a casaccio ma resta a fare lavoro sporco dietro. Se sporchi dietro sei utile, se sporchi avanti rovini tutto. Ha la testa giusta per essere una riserva, ma avrà anche l’umiltà di esserlo?

Pjanic: Si diverte. Si vede, ha la faccia di chi sorride alla novità, non dover essere più sia diga ed unico e solo cervello, col risultato di essere sopraffatto dall’impresa, ma avere gente intorno più vicina (anche se a Parma erano i soliti). Tocchi più rapidi e brevi, spazi invitanti in cui avanzare con ritmo. Se non ha grilli strani per la testa può diventare la sua grande stagione.

Khedira: Altro mostro mentale, perché lo vedi in mezzo all’azione o un passo avanti e poi anche dietro. Però passeggia per 20 minuti e boccheggia da lì in poi. Una testa come la sua in un corpo diverso sarebbe salvifico.

Douglas Costa: Oooooh, ora mi piaceeeee! Lo immagini per tutto il tempo ripetere il mantra di Sarri. Gli piace perché fa tutto quello che faceva prima, ma in molte più zone del campo e con molti più uomini e soluzioni intorno. Non più Douglas contro tutti ma Douglas centro gravitazionale con compagni vicini. La testa per Douglas sarà tutto, perché il resto è già top.

Higuain: Come per Khedira, il corpo imprigiona la testa di un Giocatore come la G. Tocchi, smarcamenti, sponde, inserimenti. Però sembra un Petagna più tecnico o un Benzema alla moviola. A differenza di Khedira la testa da giocatore c’è ma spesso è la sua zavorra. L’ideale sarebbe, se resta, sapersi adattare non solo tatticamente ma anche mentalmente ad una squadra guidata da Cristiano. Abbassare lo stress mentale e affidarlo a chi se ne fa beffe.

Ronaldo: Nessun essere umano può osare un’analisi mentale di Cristiano. Mai. Si vede che avere Douglas e Pjanic non a distanza siderale gli piace, si vede anche che Higuain gli fa comodo ma non è il massimo, come Mandzukic. Si vede che i rifornimenti gli “gustano”, ma se ne aspetta di più e più continui. Poi è in quei pomeriggi in cui alza gli occhi al cielo a chiedere “dove sono i miei superpoteri?“. Però 10 secondi dopo qualche fischio ad un doppio passo fa un gran gol. I millimetri poco spostano.

Rabiot: Eh beh, se fosse entrato pronto e devastante non l’avremmo preso a 0 ma a 80 milioni.

Cuadrado: Vuole dimostrare qualcosa perché è indietro, nelle scelte e nel fisico, e qualcosa crea.

Bernardeschi: Eccesso di idee in testa. Come sempre. Lo confondono e rendono irritante.