Sarri, Torino e l’appeal della Juve, le tre stelle polari di Matthjis de Ligt

di Milena Trecarichi |

Sono tanti gli spunti che emergono dall’intervista rilasciata da Matthjis de Ligt su Tuttosport. Il difensore olandese fa un primo bilancio dei suoi primi mesi alla Juve, racconta come ha trascorso la quarantena, parla delle idee di Sarri, del rapporto con i compagni, dei rumors di mercato che lo vedono lontano da Torino. Sono tre le frasi chiave in cui può essere riassunta l’intervista.

– “La dimensione internazionale della Juventus“, de Ligt racconta come questo sia il primo aspetto, o se vogliamo la prima differenza, rispetto all’Ajax. Aspetto che ha molto affascinato l’olandese già durante la tournée asiatica, dove ha avuto modo di percepire il gran numero di tifosi bianconeri presente in ogni parte del mondo.

– “Sarri è la via italiana al calcio totale degli olandesi“, parole importanti spese da Matthjis de Ligt per l’allenatore toscano. Il difensore spiega come l’aspetto tattico, sia di fondamentale importanza per Sarri, evidenziandone alcuni principi (costruzione dal basso e calcio tecnico), che evocano, a suo dire, il calcio olandese. L’unica differenza da lui riscontrata, rispetto all’Ajax, è il modo di difendere, passando dalla “difesa a uomo” dei lancieri, alla “difesa a zona” richiesta da Sarri. Differenza che in un primo momento, a suo dire, gli ha creato qualche piccolo grattacapo, adesso ampiamente superato.

– “Non dimenticherò mai la mia prima notte a Torino” con riferimento al Golden Boy vinto nel 2018, proprio a Torino e l’emozione provata per aver vinto il suo primo trofeo individuale e per essersi trovato proprio all’ombra della Mole, quasi come un segno del destino.

Un de ligt a tutto tondo, si sofferma poi sulla bellissima accoglienza ricevuta dai compagni, sulla compattezza del gruppo e di come alla Juventus si senta a casa, in famiglia, smentendo categoricamente i rumors sul suo futuro lontano dalla Mole. L’olandese spende parole importanti per Dybala e Bentancur “tecnicamente straordinari”, col secondo, a suo dire, “molto sottovalutato” e infine per due totem del calcio mondiale, Buffon che “sembra avere 30 anni” e quel Cristiano Ronaldo, suo idolo e punto di riferimento dentro e fuori dal campo, perchè Matthjis vuole diventare il migliore al mondo. L’impressione è che pare abbia proprio la testa giusta per diventarlo, si spera il più a lungo possibile alla Juventus.


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