Scusi il ritardo, mister Sarri

di Riceviamo e Pubblichiamo |

Sarà la pausa per le nazionali che, almeno personalmente dopo il 2006, si riduce ad un deprimente nulla cosmico condito di preghiere di vario genere per scongiurare infortuni ai nostri e bestemmie abbastanza colorite quando l’infortunio puntualmente si presenta – volendo trovare un argomento di interesse più o meno valido – ma oggi voglio dare il mio personale benvenuto a Maurizio Sarri.

Sarà stata la conferenza stampa di addio a Massimiliano Allegri che, almeno personalmente, reputo uno dei migliori allenatori della nostra storia; sarà la stagione particolare che in Italia vede come avversario più accreditato, proprio quel signore lì che si è seduto proprio su quella panchina lì; sarà il secondo anno in bianconero di CR7 ma io a questo nono scudetto consecutivo, ennesima tappa di una serie leggendaria, ci tengo parecchio e quando scoprii che il condottiero designato per proseguire questa striscia incredibile e tentare di alzare l’asticella in Champions League, sarebbe stato il verace tecnico toscano, rimasi abbastanza perplesso della scelta. Quel dito medio sbattuto in faccia ai tifosi fuori lo Stadium, dichiarazioni a volte poco ortodosse ed in generale un atteggiamento che poco o nulla rientra nei canoni sabaudi, una gestione tecnica delle rose a disposizione a volte più da provinciale che da top club, sono tra i limiti che ho sempre attribuito al comandante Sarri.

Fin dalla conferenza stampa di presentazione però, ho cominciato a rivedere la mia considerazione del nostro allenatore. una persona che unisce un dirompente accento toscano ad una pacatezza nei modi e nelle dichiarazioni che sinceramente mai mi sarei aspettato di potergli attribuire. Una persona che è entrata a suo modo ma senza mai tracimare in un contesto così particolare se non addirittura unico come quello bianconero. Un allenatore che fino ad oggi, ha saputo crescere con la Juve e per la Juve, facendo proprio il motto secondo cui vincere non è importante ma è l’unica cosa che conta, tentando di coniugare il bel gioco che lo ha reso famoso con la concretezza richiesta all’allenatore della Juventus ottenendo risultati che, numeri alla mano, sono lì a dimostrare che Maurizio Sarri non è il personaggio che tanti credevano fosse.

La capacità di fare necessità virtù, tramutando situazioni potenzialmente critiche, in opportunità come ad esempio, la gestione della difesa post-infortunio del capitano, la bravura nel trasformare due indesiderati scarti della rosa in giocatori fondamentali e perfettamente integrati nel progetto, il coraggio di sostituire niente meno che sua maestà Cristiano Ronaldo gettando acqua sul fuoco durante la conferenza stampa post Juve-Milan, un’insospettabile lungimiranza nel sapere leggere le situazioni indovinando tutti i cambi ed anche una buona dose di fortuna che non guasta mai.

Per tutto questo ed in particolare, per un ottimismo su quelle che potranno essere le prospettive stagionali della nostra Juve, oggi mi sento di dare, in colpevole e presuntuoso ritardo, il mio benvenuto a mister Sarri.

di Stefano De Ponte
Twitter: @StefanoDePonte