Sarri? Io non ci credo!

di Riceviamo e Pubblichiamo |

Di Saverio Scaravaglione

Se ti dibatti tra un pezzo di Zampini ed uno di Scarpa, corri certamente il rischio di schierarti ma, a ben vedere, difficilmente puoi evitare di ammirarne alcuni passaggi, nel primo fortemente ironici come nel secondo volutamente provocatori. Il dilemma allenatore piaccia o non piaccia (sia detto con il massimo disprezzo per l’autore della citazione) coinvolge e, nel mio caso, angoscia il tifoso medio. Oggi, però, Scarpa, che pure argomenta da par suo, alla fine converge su un assunto utilizzato dalla stragrande maggioranza di noi come sinecura ove curarsi la profonda ferita, perché di questa si tratterebbe, di un eventuale approdo del tecnico toscano sulla panchina. L’assunto è, a mio avviso, corretto in punta di fatto ma terribilmente inaccettabile in punta di diritto. Lo valuteremo (more or less) per i risultati che saprà ottenere. Certo banalmente è facile ricondurre tutto alla vittoria che è l’obiettivo della stragrande maggioranza di noi ma, diversamente da altri, noi consideriamo gli elementi a contorno determinanti, qualificanti, direi quasi dirimenti rispetto al resto del mondo.

Questi elementi sono i capisaldi che rendono la Juventus un fenomeno sociale e le altre squadre semplici, appunto, ‘squadre di pallone’. No, non è la tuta o l’orrendo filtro di sigaretta tenuto tra le dita alla maniera dei vecchi barbieri di provincia del sud. Non sono le sue uscite contrarie alla moda imperante della Diversity & Inclusion, che tanto male fa al necessario cambio culturale di cui il paese avrebbe bisogno, proprio perché imposta come moda e non naturale propensione di uomini e donne evolute. Non, non è tutto ciò. Non è il dito medio mostrato o il fatturato come calmante della frustrazione. Non sono le banalità del giocare prima o dopo l’avversario di riferimento. Ciò che renderebbe assolutamente inaccettabile l’arrivo di questo signore è il completo smarrimento della rotta che con CR7 la Real casa sembrava aver assunto.

Cerchi ulteriore appeal sui mercati per conquistarne ulteriori fette? Cerchi di difendere i confini di quelle già conquistate? Farai l’ultima amichevole a Villa Perosa con John Philip Jacob Elkann seduto a bordo campo con Leone, Oceano e Vita? Scorgi al tavolo Andrea e, perché no, anche Lapo, allora capisci che al loro fianco non può e non deve sedere il bancario. Non può perché lo Juventino medio (io lo sono nonostante abbia un alto concetto di me stesso) ama la Juve perché la vede come Fantozzi guardava al suo Management – irraggiungibile ed avvolto in un aura di mistero. All’uomo della strada che osserva: me ne fotto se vince la Champions, occorre ricordare che non ci sposa per compiere l’ultimo step di crescita che il nostro brodo culturale ci trasmette, ci si sposa (per sempre) con una donna quando questa rappresenta il tuo riferimento ed integra, con le sue diversità, il tuo essere uomo. Ecco quell’uomo non può essere lo sposo di questa parte della vita della Signora Immortale.

Presidente ci pensi è probabile, anzi certo, che chi scrive disconosca il paradigma completo in cui questa scelta sembra sia stata fatta, ma le evidenze che ne deriverebbero non può non averle comprese. Non ho fatto alcun cenno ai limiti tecnici di questo allenatore perché, pur se evidenti, non mi competono. Ma il resto no, mi creda, proprio no.


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