Sarri-Juve, l’eccitazione di un nuovo inizio

di Riceviamo e Pubblichiamo |

Di Michelangelo Maffezzoni

E finalmente, dico io ma secondo me sono in tanti tifosi juventini a pensarlo, la Juve ha deciso di intraprendere la strada del gioco per arrivare ai vertici del calcio mondiale.
Per chi, come me, ha dovuto accettare il corso allegriano come un inevitabile prosecuzione della filosofia bonipertiana del “vincere è l’unica cosa che conta“, ovviamente non ha potuto che cogliere questo cambio di rotta con grande soddisfazione.
Un cambio di rotta si dovrebbe dire rivoluzionario. Era ora!
Dopo anni di vittorie quasi annunciate, quasi è d’obbligo giustamente, in un campionato poco avvincente e poco competitivo, e dopo anni di champions League giocata come si giocava in Italia, ossia sempre col freno a mano tirato, sempre con l’assillo del primo non prenderle, salvo poi essere costretti a fare miracoli, finalmente la società sembra aver compreso che in Europa si gioca un altro tipo di calcio. Un calcio propositivo, aggressivo,  fatto di idee e di schemi, con buona pace per la filosofia allegriano della calcio come organizzazione difensiva e talento individuale (paradossale la sua conferenza nella quale disse che il modulo sarebbe stato il 4-3 confusione tanto in un modo o nell’altro segnavano…)
Allora ben venga il bel gioco! Viva Sarri!
Ovviamente, essendo le tradizioni pesare come un macigno sulla testa degli uomini, ci sarà molta resistenza. Tantissima soprattutto ora, che Sarri è diventato ufficialmente bianconero. Ma quel conta è l’inizio di un nuovo cammino. È ora di diventare veramente una squadra europea,  una squadra mondiale, riconosciuta per il suo gioco e per la sua idea di Vittoria. Vincere giocando meglio degli avversari.
Non sarà facile, anzi. Ma se si vuole aprire un nuovo ciclo non si può che partire in salita.
Ecco appunto, un nuovo inizio!

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