Sarri alla Juve – Paure e deliri

di Mike Fusco |

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Si sa, il nome di Pep Guardiola sulla panchina della Juve farebbe tremare l’ intero mondo calcistico, perché consegnerebbe a quello che è sicuramente l’ allenatore migliore di tutti uno dei due migliori calciatori sulla faccia della terra ed una rosa tra le prime tre a livello globale.

Forse sarebbe troppo per tutti e, il distacco troppo violento dal passato, potrebbe causare uno choc anche negativo per una squadra che ha fatto della vittoria del campionato la sua routine. Così si è fatta largo nelle ultime ore un’ interessante indiscrezione che vorrebbe far intraprendere alla Juve un progetto di “Pepforming” proiettato verso il domani che consegnerà in maniera graduale in un futuro prossimo una squadra già  “sistemata” e magari già vincente in Europa nelle mani del tecnico catalano.

Per fare questo percorso di crescita il nome scelto come successore di Massimiliano Allegri sarebbe quello di Maurizio Sarri, e già tra i tifosi della Juve si sollevano i primi dubbi, i primi mugugni, le prime paure che il toscano non sia all’ altezza, mentre il terrore invade rapidamente tutti gli adepti che avevano fatto del “Sarrismo” una religione, una corrente di pensiero atta a destabilizzare lo strapotere bianconero.

Però noi, a differenza di queste filosofie nate da una costola del Neuroborbonismo, possiamo sempre analizzare lucidamente e senza pregiudizi la situazione, buttandoci alle spalle immagini di dita sollevate al cielo o sterili lamentele come da copione di sceneggiata.

Sarri sulla panchina della Juve si potrebbe fare per vari motivi:

  • Corsi e ricorsi storici – Toscano, ex allenatore del Napoli, fumatore, in tuta, burbero. Non somiglia a Paul Newman, certo, ma l’ ultimo che aveva queste caratteristiche si è fatto ben volere sulla nostra panchina.
  • Italianità e internazionalità – Pochi sono stati gli allenatori stranieri sulla nostra panchina; prima di Deschamps bisogna tornare indietro al 1974 con Vicpalek, inoltre Sarri parla inglese molto meglio di tanti suoi colleghi che lo hanno preceduto…
  • Accessibilità – Ha uno stipendio più basso della media degli allenatori top level, non ha mai avanzato particolari pretese in sede di mercato (o almeno non gli sono mai state realizzate, tranne Jorginho)
  • Valorizzazione – E’ l’ unico che può rivalutare Daniele Rugani, per cui ha più volte fatto il diavolo a quattro. Può farlo tornare allo splendore di Empoli con 4 anni di esperienza in più. Inoltre non è detto che non resusciti un Higuain sulla strada del ritorno e riesca a trovare un posto felice all’interno dello scacchiere a Paulo Dybala.
  • Mercato – Se davvero l’ obiettivo numero 1 per la difesa è Koulibaly, uno dei pochi motivi che lo porterebbe da noi senza esitare è proprio Sarri

Ma i “contro”, si sa, pesano sempre più dei “pro” su ogni valutazione ed ecco che i dubbi e le perplessità prendono vita sotto forma di:

  • Presentabilità – L’ immagine in una società come la Juventus è ormai sacra. Sarebbe inammissibile presentarsi in tuta in panchina ed assumere determinati atteggiamenti e libertà non consone al livello della società.
  • Esperienza – Tre campionati con il Napoli di cui 2 da antagonista della Juve, terzo in Premier ma in un campionato “illegale” per il ruolino della coppia di testa, una finale di Europa League con qualificazioni conquistate spesso con l’ antitesi del proprio gioco. Basteranno ?
  • A testa alta ma a mani vuote – Il palmares è impietoso: ZERO titoli in carriera, anche con rose, come quelle del Napoli in Europa League, in grado di arrivare fino in fondo.
  • Pazienza – L’ impatto del gioco di Sarri sulla squadra non è immediato. Ci vorranno un paio di mesi da quando prenderà il timone; siamo sicuri di avere tutta questa pazienza ?
  • Piani B – Spesso Sarri sembra essere monotematico e non in grado di apportare miglioramenti allo schieramento iniziale. La versatilità non è il suo forte e le contromisure lo mandano in crisi.
  • Turnover – A Napoli, grazie anche ad uno staff medico fantastico, ha potuto schierare e spremere quasi sempre gli stessi 13/14 calciatori per 3 stagioni, portandoli sì ad una perfetta conoscenza di loro stessi, ma causando uno squilibrio palese al suo sistema allorquando più di 2/3 titolari venivano a mancare. Impossibile solo pensarlo con la mole di infortuni della Juventus.
  • Lamenti – Ne ha inventate tante di scuse, ogni volta ne trovava più fantasiosa: dal pallone colorato alla penombra, dalle feste di Natale agli alberghi. Forse recitava a soggetto, forse andava a braccio, fatto sta che sarebbero inammissibili queste manfrine alla Juve.

E poi… e poi ci sono i deliri, il terrore vero geolocalizzato che, a differenza di quello di Guardiola, non è per l’ impianto di gioco ed il dominio ininterrotto anche oltralpe che ne potrebbe scaturire, ma per ciò che costringerebbe gran parte della popolazione interessata all’abiura.

Il “Comandante” accusato di alto tradimento, ripudiato, degradato fino al congedo con disonore dinanzi alla Corte Marziale del Regno delle 2 Sicilie

con l’ aggravante di essere passato non dalla parte dei nemici, ma dalla parte del PEGGIOR nemico.

Il “Leader” della rivoluzione contro il Palazzo assunto dal palazzo stesso e messo a fare l’ amministratore di condominio, Il Palazzo trasformato in un AirBnb per evitare ulteriori pericoli di lasciare qualcosa negli alberghi.

L’ ultimo “Masaniello” volevano che morisse lì da Eroe, #FinoaTufino, invece di vivere tanto a lungo da diventare il Cattivo.

Come altri prima di lui e come qualcun altro dopo di lui, che non potranno nemmeno bollare come “pecora nera” senza essere accusati di razzismo, ma solo apostrofarlo con folcloristici epiteti derivati dalla scritta che portano in petto mentre lo guardano andar via ad inseguire qualcosa che difficilmente otterrà lì: la Vittoria.

 

Ma probabilmente, almeno per stavolta, anche secondo il parere di chi è vicino all’ ambiente, la paura e la nottata può ritenersi passata: Sarri alla Juve è “incompatibile”.