Sarri e la fake sul fondamentalismo

di Riceviamo e Pubblichiamo |

Dopo la splendida prestazione di San Siro, anzi Stadio Meazza (capito Douglas?), rimane negli occhi e nel cuore la capacità di alcuni giocatori della Juventus di posizionarsi in diversi livelli del campo sempre con alti coefficienti prestazionali. E quindi la domanda conseguente è: e se Sarri non fosse quell’allenatore “specialista” di cui tutti parlano?

Mi spiego. Per mesi da quando Maurizio Sarri è diventato il nuovo allenatore della Juventus ci è stato detto che era la “cosa” più simile a Conte che la Juve potesse prendere; un allenatore che punta su 13-14 giocatori massimo, impostando non più di due moduli ma soprattutto un allenatore che specializza i propri giocatori.

Partiamo da dietro. La Juve si presenta ai nastri di partenza con in rosa due terzini destri di ruolo (Danilo e De Sciglio) e un terzino sinistro (Alex Sandro) oltre che lo stesso De Sciglio che può fare quel ruolo. Dopo un buon inizio di stagione Danilo fa crack (come ci si poteva aspettare) e Sarri, specificando che la difesa a 3 proprio no (magari il parmigiano sulla pasta al salmone ma la difesa a 3 no!) in quel ruolo ci mette Cuadrado che allo stato attuale sta disputando una delle sue migliori stagioni anche grazie alle istruzione di difesa individuale del prof. emerito Andrea Barzagli.

L’inserimento in pianta stabile del colombiano ha anche sconfessato il dogma secondo cui Sarri giocherebbe con un fluidificante ed un terzino bloccato.

Durante la conferenza stampa di presentazione, a precisa domanda, Sarri si spertica in complimenti rivolti a Bernardeschi facendo intuire che nel suo modo di vedere il calcio il suo presente-futuro potrà avere dimora sulla zona mediana del campo; morale della favola Bernardeschi gioca sempre (tranne una volta) o da ala o da trequarti (sempre con risultati modesti, ma questa è un’altra storia).

Avanti ancora. In diverse conferenze stampa Bentancur viene sempre identificato da Sarri come il vice-Pjanic: ammesso che al momento in Europa non c’è un giocatore in quella zona così a proprio agio nel far girare la palla e dettare i tempi come il bosniaco, il buon Rodrigo sta macinando minuti collezionando buone prestazioni coronate dall’assist contro l’Inter ma sempre da mezz’ala; addirittura nel gol partita di Higuain a San Siro l’uruguaiano si pone sulla verticale di Pjanic a dialogare con CR7 fornendo un assist clamoroso al Pipita partendo da una posizione di 3/4.

In tutto questo spicca la capacità plasticamente rappresentata dalla partita con l’Inter di cambiare modulo, schieramento ed atteggiamento all’interno dei 90′, addirittura provando seppur con risultati modesti l’attacco a 3 Dybala-CR7-Higuain.

Così come Sarri si sta dimostrando un allenatore ragionevole dal punto di vista comunicativo facendo intuire che fosse l’ambiente di Napoli ad indurlo alle esternazioni discutibili ben note al pubblico bianconero, al contempo bisognerebbe cominciare a rivalutare l’integralismo di Sarri all’ombra del Vesuvio come unica alternativa ad una rosa modesta e con pochi ricambi.

Ora che l’allenatore toscano (quello fumatore intendo, non quello appassionato di cavalli) ha a disposizione un ventaglio di giocatori maturi che sanno fare cose diverse ad alti livelli ecco che il suo buonsenso si trasferisce anche sul campo, applicando idee di gioco seppur precise a dinamiche di campo ineluttabili.
“Maledetti i fondamentalisti e quelli che interpretano tutto alla lettera!”

di Claudio Pellegrini