Sarri Mr. Europa e quel tridente tentatore

di Sandro Scarpa |

La Juventus di Sarri vince in casa del Bayer Leverkusen, 0-2 rotondo con Ronaldo e Higuain serviti da Dybala, subentrato all’ora di gioco. 16 punti nel girone la Juve non li faceva da tempo immemore. Sarri quindi le vince tutte, tranne quell’esordio al Wanda in cui era sopra 0-2.

Il toscano arriva a 22 gare di fila da imbattuto in Europa, terzo posto solitario dopo Eriksen (23, tra Goteborg e Benfica) e Sir Alex Ferguson, ovviamente tutte col Man United.

Eppure, fino all’entrata in campo di Dybala per il solito generoso, arruffone, anonimo Bernardeschi, la Juve aveva tirato 4 volte, 1 sola volta in porta, corricchiando in modo compassato contro il solito Leverkusen dai tanti passaggi, dal tanto possesso e dal solito fumo davanti, con Havertz ancora non pervenuto e Bailey che inizia in panca.

Nella prima sbadigliante ora bianconera si segnala solo un Demiral tonico, attento e preciso, i due terzini senza sbavature (Danilo e De Sciglio) e un volitivo Higuain. E’ il centrocampo il solito meccanismo del motore Juve che gira a ritmo ridotto: Pjanic sembra non venire più fuori dall’apnea degli ultimi mesi, Cuadrado fa il suo da interno adattato senza infamia e senza lode e Rabiot, forse il più atteso, continua con un ritmo troppo indolente per essere vero. Ronaldo e Pipa si muovono, si cercano, si impegnano ma dietro hanno il solito Bernardeschi dalle 99 scelte sbagliate e 1 pessima.

Così, lo sbadiglio diventa sospiro -di illusione, di tentazione, perché no, anche di sogno- quando il tridente CR7-HD ritorna in campo (dopo il finale dell’andata col Lokomotiv). Tempo 5 minuti e un Rabiot in crescita (quando gli altri calano e vanno al suo ritmo) e un De Sciglio sempre più positivo (a sinistra) costruiscono una palla interessante per la superiorità numerica del tridente contro la difesa tedesca: Dybala scappa a sinistra e serve facile Ronaldo che sbuca tra i centrali: tac, gol! Il Bayer attacca per l’inerzia del saluto alla Champions e la Juve regge con la difesa B decisamente promossa, ci abbassiamo perché il tridente davanti aiuta ma a folate eppure, basta una seconda fiammata, questa volta da destra (Danilo guizzi pregevoli in una gara sufficiente) e ancora Dybala (questa volta a destra) mette quella qualità di aggancio, visione e tocco che consente ad Higuain, dopo un rimpallo, di staffilare un bel destro nel sacco.

Il riassunto è fin troppo banale, scontato e pericoloso: la Juve col tridente trasforma il possesso, la Juve col tridente ha quella qualità negli ultimi 20 metri e quella pericolosità che disarma difese e concretizza occasioni, la Juve col tridente esalta anche terzini e centrocampisti che si “divertono” a correre, inventare ed osare, la Juve col tridente espone la difesa agli 1 contro 1 che la tengono sull’attenti e la ringalluzziscono.

E’ solo un sogno di una notte di fine autunno o è quell’evoluzione in farfalla a tre punte alla quale porterà questo lungo stato di crisalide bianconera in cui né Bernardeschi, né Ramsey, né Douglas Costa, per diversi motivi hanno convinto?

Le altre big europee segnano a grappoli, noi nel nostro piccolo bissiamo il record di punti nel girone che fu di Lippi 96-97 e Capello 03-04. Ora sotto con le cose concrete, l’Europa è solo un sogno lontanissimo.

A proposito di sogni, in porta c’era un certo Gigi Buffon. L’ultima volta era uscito col rosso, senza poter parare il rigore di CR7.