Il non senso del Sarri desarrizzato

di Andrea Mangia |

Da dove veniamo, chi siamo, dove andiamo? Queste sono, sostanzialmente, le domande che ci poniamo oggi su questa sbiadita e confusa versione della Juve, molto meno bella, attualmente, rispetto al celebre quadro di Paul Gauguin.

Da dove veniamo? Veniamo da 8 scudetti di fila. E da un allenatore che fa del pragmatismo il suo credo di vita, ancor prima che calcistico.
Veniamo da una storia che dice che alla Juventus “vincere è l’unica cosa che conta” e Sarri non è certo esentato da questo compito.

Chi siamo? Oggi siamo una squadra impaurita, senza un’identità tattica e senza la giusta concentrazione e cattiveria. Né spettacolare né solida. Né Sarri né Allegri.

Dove vogliamo arrivare? Ovunque, come è lecito e doveroso che sia. Lo dice la nostra storia e lo dice il piano di crescita messo in atto dal presidente Agnelli.

Questa è la teoria. La pratica è un po’ diversa. A chi dice che Sarri non si sia calato bene nel mondo Juve rispondo con una fragorosa risata. Sarri si è calato nel mondo Juve fin troppo bene. E credo che sia proprio questo il problema.

Sarri è stato preso per apportare alla Juve qualcosa che alla Juve mancava. Uno spirito sempre propositivo che unisse vittorie e bel gioco.

L’equivoco sta proprio qui. Il Liverpool, attualmente miglior squadra europea per distacco, puntando su Klopp, ha aspettato 3 anni prima di sollevare al cielo un trofeo e, verosimilmente, aprire un ciclo vincente.

Il problema è che questo modello in Italia non è replicabile, men che meno lo è alla Juventus. Sarri ha il compito di cambiare mentalità ma senza nel contempo poter perdere di vista il suo dovere primario, quasi un obbligo…quello di vincere. Perché vinci da 8 anni, perché hai la rosa più forte, perché hai Ronaldo in squadra e soprattutto… perché sei la Juventus.

Sarri ha capito tutto ciò molto presto. Ha capito che senza trofei, sulla panchina della Juve l’anno prossimo non ci siederà. E così ha modificato sé stesso, creando un ibrido nel quale, a giudicare da gestualità e parole, nemmeno lui crede fino in fondo e che di riflesso non fa presa sulla squadra. Sarri appare smarrito. Desarrizzato. Ed in campo questa mancanza di identità si nota terribilmente.

Un po’ ce ne sta mettendo del suo. Dopo aver avuto il gran merito di rivitalizzare Dybala, nelle ultime 2 partite lo ha escluso dall’11 titolare. Mettere in discussione la titolarità di Dybala, in questo momento, con questi uomini a disposizione, per far giocare questo Higuain o per puntare sul malato cronico Douglas Costa è semplicemente un errore. Dybala e Ronaldo devono essere due punti fermi.
Sono gli altri, al limite, a dover girare loro attorno. Prima Ronaldo e Dybala trovano un’intesa solida e costante, a prescindere da chi sono gli altri interpreti, meglio è per tutti.

La domanda delle domande però è un’altra.
Perché scegliere Sarri, per poi snaturarlo? Perché, se proprio non è contemplato nel DNA Juve di “aspettare” un allenatore, almeno non metterlo nelle condizioni di far bene secondo il suo credo tattico?

E’ del tutto evidente che questo centrocampo sia totalmente inadatto ad esprimere ciò che l’allenatore chiede. Mancano almeno 2 interpreti su 3 per sviluppare la sua idea di calcio (3 su 4, se contiamo il trequartista).

Gli manca un metronomo davanti alla difesa (Pjanic sta oltremodo deludendo) e gli manca un incursore che gli garantisca 7 o 8 gol a campionato.

Come dobbiamo leggere questa lacuna, in sede di mercato? Sul capitolo Paratici/centrocampo si potrebbe scrivere se non un libro almeno un saggio breve.
Io denoto un po’ di supponenza. Ed un pizzico di superficialità. Come a dire: “con una squadra così vinci anche con Khedira e Matuidi a centrocampo”.

A prescindere da come terminerà questa stagione, delle riflessioni andranno fatte, a fine anno. Per dissipare dubbi, per ridefinire ruoli e per continuare a percorrere con decisione la via della crescita costante che, al momento, pare un po’ inceppata. Anche perché Ronaldo è super, ma non è eterno…

Non credo che Sarri “non centri nulla col mondo Juve” come alcuni sostengono con toni disfattisti. Credo invece che la Juve, prima di prendere Sarri, dovesse fare ampie ed approfondite valutazioni, e, se all’esito di tali valutazioni la risposta fosse stata ancora positiva, metterlo nelle condizioni per “fare il Sarri” e non “il Sarri travestito da Allegri”, che, ultimamente, sta riuscendo malino.


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