Sarri è davvero così anti-juventino?

di Sandro Scarpa |

Sarri è per i maggiori media italiani il nuovo tecnico della Juventus. Questione di ore, giorni, con l’accordo tra Chelsea e tecnico livornese che avrebbe già un accordo con la Juventus.

Al di là delle considerazioni sul valore tecnico, di campo e di gestione di un top club (le uniche cose che contano, per la Juve), Sarri è considerato da una parte dell’ambiente juventino un impresentabile, per una serie di fattori riconducibili a tre aspetti:

– Cultura dell’Alibi,

– Stile ed idee extra-calcistiche,

– Anti-juventinità.

 Cultura dell’Alibi  

Il primo aspetto è risibile: se Sarri è stato negli anni di Napoli davvero un iconico pioniere dell’alibi scientifico (il pallone, la penombra, il calendario, il campo, giocare prima, dopo, le feste, l’albergo, etc.), la quasi totalità degli allenatori sono dei totali “piagnoni”, senza scomodare altre macchiette alla Mazzarri, ricordiamo lamentele, complotti e scuse per qualsiasi mister si sia seduto su panchine anche meno portate a spingere sulla tavoletta del populismo come quella del Napoli, da Allegri, Conte, Spalletti in giù. Alibi magari indiretti, più eleganti, meno passibili di prese in giro. Spesso quelli di Sarri sono parsi scuse che il tecnico sentiva davvero come fattori distorcenti per la prestazione della squadra, non come prima scusa da tirar fuori. Spesso si è detto che questi alibi hanno de-responsabilizzato i suoi giocatori (in A come in Europa) anche se non c’è controprova. la sua schiettezza che diventa poca furbizia e diplomazia strategica ai microfoni non necessariamente significa che nello spogliatoio Sarri trasmetta quegli alibi o, al contrario, che la sua genuinità non sia valore aggiunto nella comunicazione con i calciatori.

 Stile e Idee  

La seconda questione, quella delle ripetute cadute di stile ed idee extra-campo ritenute eticamente poco consone allo stile Juve fa riferimento sia alla schiettezza e per certi versi rozzezza del personaggio: : l’epiteto “finocchio” a Mancini, la giornalista “carina per questo non ti mando a fanculo“, e così via. A questo si aggiunge la tuta, lo scaccolarsi, l’usare un linguaggio crudo, volgare. Sarri ha 60 anni. E’ relativamente giovane per il Calcio di vertice. Ha disputato 5 anni in prima divisione (Empoli, Napoli, Chelsea), partendo dai 55 anni. Basti pensare che alcuni mostri sacri della panchina, Ancelotti, Mou, siano più giovani del toscano e 20 anni fa erano già al vertice. Questa sua “gioventù” calcistica ad alti livelli da un lato implica la possibilità di margini di crescita, di esperienza, un Sarri che anno dopo anno impara a capire cosa vuol dire non solo gestire un top club, scontrarsi contro squadre diverse da Faellese e Sorrento allenate in 20 anni, avere a che fare con dinamiche di allenamenti, preparazioni, match frequenti, gestire super-stelle strapagate e non dilettanti, oligarchi russi e non piccoli imprenditori locali. Un margine di crescita che, tra varie complicazioni, Sarri dimostra comunque di avere, vista la reazione alle pressioni di Premier. Crescita più difficile in termini di idee e comportamenti radicati, ineleganti e dichiarazioni pubbliche. E’ difficile cambiare un uomo di 60 anni, molto. Puoi contenerlo, non modificarlo. Anche al Chelsea, in un ambiente davvero poco “gestito” ci sono stati attacchi frontali dei giocatori, esplosioni di rabbia, insubordinazioni. Puoi separare Sarri dalla sua “tuta” mentale, ma non puoi togliergliela definitamente. Eppure, la Juve è il miglior luogo per sgrezzare, contenere e proteggere.

 Anti-Juventinità  

L’ultimo aspetto è quello più irritante per molti tifosi: Sarri è AntiJuventino.

Questa è la definizione di “Sarrismo”, termine inserito ufficialmente dalla Treccani tra i neologismi:

Sarrismo s. m. La concezione del gioco del calcio propugnata dall’allenatore Maurizio Sarri, fondata sulla velocità e la propensione offensiva; per estensione, l’interpretazione della personalità di Sarri come espressione sanguigna dell’anima popolare della città di Napoli e del suo tifo. 

L’ultima parte è decisiva “espressione sanguigna dell’anima popolare del tifo di Napoli“.

E’ Sarri antijuventino o è Sarri assurto a personaggio emblema dell’anti-juventinità (in cui si è comunque trovato benissimo, come dimostra anche la dedica dopo la vittoria dell’Europa League)? Molti dicono, de relato, che Sarri, privatamente, sia statovisceralmente anti-juventino, e per esteso anti-palazzo, anti-potere e bla bla. Un mischione tra simpatie e odi calcistici e ideologie politiche che non ha luogo d’essere (basti pensare storicamente agli juventinissimi Togliatti e Berlinguer, o al tifo storicamente “popolare” del Milan che vive la sua magica epopea con Berlusconi).

Nell’accusa a Sarri di anti-juventinismo ci sono dichiarazioni come questa:

“La Juve dal punto di vista dei risultati rappresenta il potere, perché viene da sei campionati vinti e sono in testa nel settimo. La Juve rappresenta per questo motivo il potere tecnico, ma secondo me anche qualche altro…. Ma questa è una mia considerazione personale”.

Dichiarazioni pesanti e allusive. Inaccettabili, come quelle sulla “sensibilità” degli arbitri alle strisce. Ma sono davvero difformi da quelle sentite da altri allenatori “insospettabili” che non erano da 3 anni in una città in cui 7 rettori universitari organizzano convegni AntiJuve, in cui scrittori, giornalisti, Sindaco e Presidente rivolgono ogni giorno accuse ignobili, dirette, infamanti nei confronti della Juve?

“La nostra forza è il gruppo, la forza della Juve è la Società…hanno una società molto potente…“. Diego Simeone

“I dirigenti della Juventus hanno messo pressione all’arbitro. Sono degli specialisti a vincere e a mettere pressione all’arbitro. Sono abituati ad avere i loro dirigenti nel tunnel, a ridosso del campo, prima e durante la partita. Hanno una cultura per cui sono abituati a fare di tutto per aiutare la loro squadra in campo. Volevo solo dire…prima della partita e durante ho visto Agnelli e Marotta, mettere pressione all’arbitro. Nel primo tempo c’erano due rigori per falli di mano…“. Mauricio Pochettino

“Banti ha avuto una gestione superficiale dei cartellini, arbitraggio davvero non all’altezza. La Juve è forte, hanno giocatori che hanno vinto tanto che hanno qualità e hanno più soldi e qualche volta è anche questa la differenza, questa volta anche l’arbitraggio. Mi hanno dato più fastidio i cori verso la città che quelli contro di me, comunque mi consolerò guardando in bacheca la coppa del 2003”. “Meret non tocca Ronaldo. Abbiamo il VAR, bisogna rivederlo, capita…”. Carlo Ancelotti

“Tutti sappiamo che la Juve è fortissima, e mi hanno insegnato che contro di loro qualche errore strano come questo ‘ci può stare’. Noi abbiamo parlato sempre con massimo rispetto. Si può mettere la parola chiave nei siti “Buffon Parma arbitri”, “Allegri arbitri Muntari”, “Marotta Samp arbitri” e vedere cosa dicevano loro contro la Juve, noi non siamo nati ieri, ma ci può stare…”. Rafa Benitez

C’è profonda delusione e profonda amarezza, rispetto tanto i tifosi juventini ma ho poco rispetto per la squadra. Retrocedere (con l’Arezzo ndr) così fa male però mi fa capire cose che già sapevo… Nel calcio si parla tanto, tutti sono bravi a parlare, adesso sembrava che i cattivi fossero fuori e che ci fosse un calcio pulito, infatti siamo contenti tutti, evviva questo calcio pulito…Antonio Conte

E se le avesse dette un becero antijuventino inelegante e impresentabile come Sarri queste cose qui?