Sarri, l’uomo che sostituì Cristiano in Champions

di Giacomo Nannetti |

Vittoria, 3 punti e qualificazione conquistata.

Fin qui tutto normale, ma non scontato. Nella piovosa serata di Mosca però c’è stato un qualcosa di anomalo. Al minuto 81, quando la gara era ancora in bilico sull’1-1, Sarri ha deciso, per la prima volta da inizio stagione, di sostituire uno spento Cristiano Ronaldo.

Per rendere meglio l’idea della portata di quanto avvenuto, va ricordato che Ronaldo da quando veste bianconero, in Champions non ha mai abbandonato il campo prima del triplice fischio (espulsione di Valencia a parte).

Per trovare una sostituzione dell’asso portoghese nella massima competizione europea bisogna riavvolgere il nastro fino al 2016, quando all’89° di Roma-Real Madrid, Zidane inserì al suo posto Casemiro, a punteggio però già acquisito. Per ripescare invece una sostituzione del pentapallone d’oro prima del minuto 85 allora bisogna addirittura tornare ad Anfield nel 2014 quando in Liverpool–Real Ancelotti richiamò, al 75esimo, Ronaldo in panchina per inserire Khedira.

Anche qui il risultato era già comodo con i blancos avanti di 3 reti grazie anche ad una firma dello stesso Cristiano. Insomma Ronaldo, vuoi per il suo killer instinct in area, vuoi per quella sua costante concentrazione fino al 90esimo inoltrato e vuoi soprattutto per la sua capacità di risolvere un partita in qualsiasi modo e momento, è sempre stato immune alla lavagnetta luminosa, soprattutto nelle notti di Champions. Infatti, quando Sarri ha deciso di inserire Dybala al suo posto, CR7 ha abbandonato il campo mostrandosi tutt’altro che felice, forse per la novità, forse per un dolorino agli adduttori.

Certo, Cristiano è rimasto in panchina alzandosi poi a festeggiare il gol vittoria di Douglas Costa (ci mancherebbe che non fosse così). Il tecnico bianconero a fine partita non si è tirato indietro e alle domande sull’ insolita, a dir poco, sostituzione del portoghese ha risposto così: “La sostituzione di Ronaldo è stata fatta per timore che il ragazzo si facesse male. Lo seguivo e ho notato che già alla fine del primo tempo era nervoso per il fastidio muscolare e mi sembrava preoccupato anche lui. Poi nella ripresa ho notato che la corsa si stava facendo meno fluida e così per evitare danni ho proceduto alla sostituzione”.

Sarri getta subito acqua sul fuoco, anche se quel che resta è che proprio nel momento del massimo sforzo l’allenatore toscano non ha puntato su mister 5 Champions, anche se ufficialmente è stato così per cause di forza maggiore. Di partite ce ne saranno ancora molte per capire se questo è stato solo un caso, o se invece a volte si può anche fare a meno di uno che ha segnato più di 700 gol in carriera. La certezza è una: la Juve prima di tutto.