La Juve di Sarri è il cortocircuito-Paratici

di Fabio Giambò |

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Il pesce puzza sempre dalla testa: ci torniamo in chiusura, andiamo per gradi.

Il primo grado dice che la Juventus ieri sera, in casa della Lazio, ha dominato il primo tempo, meritava di andare al riposo in vantaggio anche superiore ad un gol, ed invece si è ritrovata sull’1-1 e quasi svuotata praticamente da ogni punto di vista.

Quanto successo nella ripresa, però, è un qualcosa che desta poca meraviglia perché già da un po’ di tempo certe dinamiche sembravano o evidenti o sul punto di mostrarsi nella loro interezza.

Sarri ha perso la bussola dopo la partita con l’Inter, come se pensasse di aver trovato già il bandolo della matassa. Da lì in avanti una impressionante serie di prestazioni globalmente desolanti e situazioni tattiche imbarazzanti: guardare l’azione dell’espulsione di ieri per farsi un’idea cronologicamente fresca.

De Ligt è un campioncino e si vede, ma il suo essere acerbo sta creando qualche problemino di troppo ad una difesa comunque lasciata scoperta da un centrocampo inadeguato, forse quello peggio assortito negli ultimi 9 anni.

Danilo-De Sciglio è come sparare sulla croce rossa, non basta mica l’impegno e la serietà per fare la differenza in positivo: si sommino i cartellini e/o si dia in affiancamento fiducia ad un primavera nel caso.

Cuadrado sta seguendo la stessa parabola della squadra, ieri una serie di baggianate clamorose (sempre le stesse tra interventi pericolosi a ridosso dell’area e palle scodellate in orizzontale), ultima in ordine cronologico l’entrata senza senso che porta al rosso, con conseguente scenata successiva.

Khedira, al di là del lungo infortunio, ha dimostrato di agire a migliaia di giri di motore in meno rispetto a chiunque. Se il sostituto naturale è questo Can, però, si capisce come mai è sempre titolare.

Matuidi è arrivato: sempre generoso, sempre a sbattersi a destra e a manca, ma è fisicamente arrivato. Tecnicamente sopperiva, ora non riesce più per ovvi motivi di fiato.

Bernardeschi non può essere il trequartista della Juve: non è un accanimento particolare, semplicemente non ha le caratteristiche per fare la differenza in quella zona di campo a certi livelli.

Ronaldo deve farci capire se vuole continuare ad essere Ronaldo, al netto dei problemi fisici delle ultime settimane, o se è già entrato nell’ottica di essere fra i migliori si, ma non fra i top-5.

Capitolo infortuni: che siano traumatici o muscolari poco importa, anche perché spesso un traumatico può essere accentuato da un contesto muscolare inidoneo. È un handicap che non si può sopportare, a maggior ragione quando si presentano recidive a chiedere il conto alla cassa.

Gestione esuberi: non si tratta di volersi lamentare dell’allontanamento di un Mandzukic, o della partenza di un Kean, ma un attaccante un po’ più pesante anziché gente che il campo non lo vede neanche in allenamento pare ovvio che sarebbe stato meglio averlo in rosa.

Tornando alla considerazione iniziale: Paratici, grandissimo intenditore di calcio, non è che ultimamente qualche leggerezza l’ha commessa scatenando a cascata il resto? Per esempio, in aggiunta a quanto già detto, avere i conti a posto è fondamentale, ma se vendi male e acquisti a 0 calciatori che quasi non ci si accorge di avere o che peggio ancora fanno danni, non è che stai facendo qualcosa che insegue con successo la tua fama ben costruita nel tempo.

N.B.: Szczesny, Bonucci, Alex Sandro, Pjanic, Bentancur, Dybala, Higuain, per sottolineare, solo citandoli, che qualche nome che fa vedere la metà del bicchiere mezza piena c’è!

P.s.: chi se la prende con la Joya per il gol mangiato ieri sera dimostra che col calcio c’entra poco. L’errore è evidente e grave, ma sputare fango contro chi ha tenuto a galla la squadra nelle ultime settimane, nascondendo la polvere in ogni angolo adatto a mascherarla, è per lo meno ingeneroso.