Sarri, il calendario e quel paragone impossibile

di Riceviamo e Pubblichiamo |

Di Michele Sabbatino

Dopo la sconfitta con il Napoli, e le dichiarazioni oneste di Sarri, tra i tifosi è rimontato lo scetticismo, i confronti con il precedente allenatore e la paura di non vincere niente.A destra e a manca si sprecano i confronti con l’ultima annata di Allegri 59 punti e 0 sconfitte, numeri impressionanti se visti senza approfondire.
La juve dell’ultimo anno di Allegri, anzi, secondo me la Juve del dopo Cardiff era una squadra che non offriva mai un bello spettacolo, ma in campionato era una schiacciasassi. E’ vero qualche sera, vuoi per la similitudine nei colori, vuoi per il gioco che latitava vi confesso che mi sembrava di vedere la Battipagliese, soffrire con Empoli, Udinese, Cagliari, e lo scorso anno a parte qualche partita di champions come con l’Atletico o con lo United mi sono davvero annoiato a morte.
Quest’anno seppure il gioco di Sarri ancora non si vede, o meglio si sia visto solo a sprazzi, gol con scambi stretti ne abbiamo già visti almeno tre, c’è un punto che non è stato sottolineato.
Il curioso calendario che ha visto l’Inter giocare quasi tutti gli scontri diretti in casa e la Juve giocarli tutti fuori. La juve targata Max Allegri (che chiaramente ringrazio per i trofei e per 5 anni comunque meravigliosi) nel 2018/2019, giocò nel girone di andata in casa con Lazio, Napoli, Roma e Inter.
La juve di Sarri ha giocato tutte queste partite fuori casa a cui aggiungo la trasferta con l’Atalanta con il Torino e con la Fiorentina, partite a noi sempre indigeste.
Ora ditemi nel girone di ritorno sarebbe plausibile vincerle tutte?
E’ davvero paragonabile l’ultimo anno di Allegri con quello di Sarri a metà stagione?
Sapevamo che per un cambio di mentalità ci sarebbe voluto tempo e ci sarebbe stato qualche inciampo.
Ma siete davvero sicuri che con questo calendario un altro avrebbe fatto meglio?

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