Ora Sarri ha bisogno di tutti

di Sandro Scarpa |

Sarri è l’allenatore dell’anno più incredibile della storia Juventus. Il primo che subentra ad un allenatore vincente, in un ciclo agli sgoccioli per età e condizioni fisiche, per trofei alzati e ambizioni. Il primo che arriva in un mercato estivo schizofrenico, in cui la Juve conferma potere ed appeal europeo (de Ligt, Ramsey, Rabiot) e nazionale (Demiral), ma cerca -invano- di vendere il suo 10 (Dybala), il suo 9 (Higuain) e altri due che partono titolari (Matuidi, Khedira), dopo aver venduto il suo “futuro” (Cancelo e Kean).

Il primo che trova una rosa gigante (con i problemi Emre Can, Mandzukic) eppure zeppa di uomini in precarie condizioni (Rabiot, Ramsey, Khedira, Douglas, Danilo, De Sciglio), il primo con 15 uomini sopra i 30 anni (palloni d’oro, campioni del Mondo, campioni d’Europa) e pochissimi under 25. Il primo ad ammalarsi in pre-season e stare fuori per oltre 40 dei fondamentali giorni di preparazione, che ha due punti fermi – Chiellini e Dougie- rotti da subito. Il primo ad affrontare non una sola rivale a mille (era già successo ad Allegri), ma un’Inter che all’andata segna record di club e Lazio che fa vittorie, gol e risultati utili storici. Il primo dai tempi di Lippi con 16 punti nel girone UCL, perdendo gli unici due avanti 0-2 all’esordio in uno degli stati più ostici del decennio.
Infine, il primo che affronta il rush decisivo dopo 3 mesi di inattività da pandemia e che giocherà un terzo di stagione, decisivo, senza la spinta dello Stadium, fattore degli ultimi successi.

Da tre giorni Sarri è anche il primo ad aver perso la doppietta Supercoppa-Coppa Italia. Coppa persa ai rigori con 1 solo gol preso in 5 gare.

Dei difetti di Sarri sappiamo, compreso il suo ondivago progetto (433 poi trequartista, poi tridente pesante, centrocampo vintage Pjanic-Khedira-Matuidi, poi Bentancur-Ramsey-Rabiot, trequarti Berna, Benta, poi Ramsey, Pipa inamovibile, poi messo da parte, per tacere dei terzini). Sarri è passato da “non è juventino, faremo tutte gare da 4-4, non sa gestire rosa” a “abulico, monocorde, supremazia sterile, non ha piano B”.

Soprattutto, la litania è “ricordiamo poche belle gare in stagione”.
Intanto Sarri, nonostante trasferte deprecabili (su tutte il trittico horror Napoli, Verona e Lione) arriva al solito Marzo in corsa su tutti i fronti.

Poi la Coppa Italia diventa un trofeo Birra Moretti di riavvicinamento al campionato e chi è più pronto, deciso ed efficace ce lo alza sotto lo sguardo deluso.

Ora Sarri ha 66 punti in 27 gare. Ad oggi miglior ruolino di A per un allenatore al primo anno in un club. Capello al primo anno di Juve era a 60 punti alla 27sima.
Ecco il confronto (solo un giochino) con gli ultimi anni alla 27° giornata:
CONTE I: 53 punti
CONTE II: 59 punti
CONTE III: 72 punti
ALLEGRI I: 64 punti
ALLEGRI II: 61 punti
ALLEGRI III: 67 punti
ALLEGRI IV: 71 punti
ALLEGRI V: 75 punti

Sarri ora ha bisogno di tutti. Difficile pensare che uno dei motivi per cui è stato assunto (cambiare filosofia tattica e coniugare supremazia, solidità, pressing e trame efficaci) sbocci in modo tardivo, in una situazione inadatta al calcio, a Luglio, ogni 3 giorni, a porte chiuse.

Ce la si gioca quindi sulla tenuta mentale, fisica, sugli episodi, sugli infortuni il cui impatto è triplicato, sul calendario con squadre in vacanza o assatanate, compatte o sfasciate. I principi resteranno palleggio e baricentro alto, che a volte ti cavano fuori dai pasticci (se tieni palla gli altri si stancano e restano lontani), altre volte ti strozzeranno (squadra alta e condizione “estiva” porta spazi intasati avanti, con gli altri che ti bucano), ma la stagione si deciderà su un piano in cui la Juve è Maestra e Sarri è un novizio: un testa a testa fatto di mente, nervi, cuore e gambe.

Per questo ora ha bisogno di tutti e tutti devono aiutarlo: Cuadrado cuore pulsante, Bentancur punto fermo, Dybala avvelenato, perfino Buffon tornato meno svagato di Szczesny. Per questo è fondamentale recuperare la qualità di Bernardeschi, così come il tentativo incoraggiante, ma naufragato, con Danilo e De Sciglio. Per questo Rabiot deve essere utile ora o mai più, con un Matuidi che gli mangia in testa sul piano della costanza ferrea; per questo Pjanic non può nascondersi o Ramsey non può subentrare peggio di un 17enne; per questo ci aggrappiamo anche ai muscoli e alle articolazioni di Higuain, Chiellini e Demiral.

Sarri ha bisogno di tutti e noi abbiamo bisogno di un Sarri che diventi, alla svelta, bravo ad azzannare l’osso e non mollarlo più. Da questo dipenderà anche la possibilità per lui di avere una benedetta prossima stagione normale.