Sandro-Mandzukic, il (nuovo) binario cingolato

di Alex Campanelli |

Alzi la mano chi aveva previsto, alla lettura delle formazioni a circa un’ora dal match, lo schieramento della Juventus in campo. Pur con Barzagli titolare, era facile presumere il classico 4-2-3-1, con Dani Alves alto in vece di Cuadrado, oppure una difesa a 3 in fase di non possesso, ma pochissimi avrebbero azzardato un 3-4-3 (o 3-4-2-1, che dir si voglia) con Mandzukic e Dybala larghi a duettare con gli esterni di centrocampo e pronti al rientro per dare copertura. Questo per quanto riguarda i freddi numeri, dato che la gara ha raccontato una storia ancora diversa, soprattutto per quanto riguarda il binario di sinistra formato da Alex Sandro e Mario Mandzukic, comportatisi in maniera decisamente inedita.

No, le didascalie non sono errate; al Louis II l’applicazione di Mandzukic in fase difensiva ha superato i già elevati standard, e il croato ha occupato in media una posizione decisamente più bassa rispetto ad Alex Sandro. Sempre presente in area di rigore sugli sviluppi dei piazzati, sia contro che a favore, Mario ha duellato con il dinamico duo composto da Lemar e Bernardo Silva prevalentemente stazionando nella sua metà campo, e favorendo con tocchi lungolinea le progressioni del compagno di corsia Sandro. Per contro, Alex Sandro si è occupato molto poco della fase di copertura nell’ultimo terzo di campo, ma nello stesso tempo più che cercare il fondo ha preferito cercare il cross dalla trequarti o il dialogo stretto, centellinando le progressioni.

Questo nuovo tipo di collaborazione ha dato i frutti sperati? In fase difensiva sicuramente sì, dato che Mandzukic è stato il dominatore assoluto del gioco aereo con 7 duelli vinti su 7, nettamente il migliore in campo, portando a casa addirittura 11 duelli sui 14 totali e 8 respinte difensive, numeri da stopper più che da attaccante, termine ormai quasi offensivo se si vuole descrivere il numero 17. Anche Alex Sandro ha presidiato bene l’area di competenza, portando a casa 4 tackle positivi sui 6 tentati e 8 duelli vinti su 16, con l’appunto dei 2 dribbling subiti, giustificabili dalla presenza di un furetto instancabile come Bernardo Silva.

Missione compiuta per quanto riguarda la fase di non possesso dunque, mentre va mossa qualche critica a quella di costruzione: forse condizionati dal nuovo e probante lavoro richiesto da Allegri, Mandzu e Sandro sono stati i giocatori meno precisi in fase d’appoggio, rispettivamente col 68% e 74% di passaggi completati. Il croato ha giocato appena 13 palloni nell’ultimo terzo di campo, dei quali solamente 8 andati a buon fine, mentre Sandro ha dovuto rinunciare agli scambi in posizione avanzata riuscendo per l’appunto ad andare al cross quasi solamente dalla trequarti, collezionando 2 traversoni positivi sui 6 tentati.

In generale, poi, i due si sono cercati meno del solito, come evidenziato dal grafico di 11tegen11 relativo alle combinazioni tra i giocatori in campo. Da qui è facile evincere (dato che vengono riportate le posizioni medie), ancor più che dalle heatmap, come i due si siano praticamente scambiati di posto rispetto a quanto illustrato dalle grafiche prepartita.

La mossa di Allegri ha dunque funzionato? Possiamo dire di , dato che l’abbassamento di Mandzukic ha regalato alla Juve forza e centimetri nella propria trequarti, ha permesso ad Alex Sandro di guadagnare campo e allargare il campo con più libertà e in generale ha creato problemi a un binario monegasco molto offensivo, la cui produzione è stata ridotta ai minimi termini. Tale accorgimento tattico ha però limitato all’osso la presenza di Mario in fase offensiva e di conseguenza ha lasciato solo Alex Sandro, non a caso meno coinvolto nel gioco rispetto al solito. Non sappiamo se rivedremo mai in campo il 3-4-3 messo in piedi al Louis II, ma nel caso è lecito pensare che Allegri stia già lavorando per risolvere i due problemi sopra citati,i quali non macchiano comunque una prestazione tatticamente eccelsa da parte dei due cingolati bianconeri.