Douglas, attaccali sulle fasce e attenzione a Zapata

di Jacopo Azzolini |

Oltre a essere una delle maggiori sorprese del campionato, la Sampdoria di Giampaolo è una squadra i cui principi di gioco e le proprie peculiarità sono già ben definibili, probabilmente perché – nonostante diversi cambiamenti nella rosa causati dal mercato  –  si è data continuità al progetto tecnico della stagione passata.

Il 4312 blucerchiato non ama la difesa posizionale, anzi predilige un recupero piuttosto alto del pallone effettuato con tanti uomini e con un’elevata densità in zona palla. I compiti sono piuttosto chiari. Le due punte aggrediscono i difensori centrali, mentre il trequartista (Ramirez) va a inseguire il centrocampista che si abbassa in ricezione. Gli interni (Praet e Linetty i titolari, con Barreto prima alternativa) hanno invece il compito di uscire su terzino/ala quando il gioco viene allargato sulle corsie esterne.

 

 

Per una squadra senza grossi doti nella costruzione bassa, un atteggiamento così aggressivo può senza dubbio provocare difficoltà. Tuttavia, quando questi meccanismi di aggressione funzionano poco, la Sampdoria si trova molto attaccabile sulle fasce, perché si ha molto spazio per risalire il campo.

Il centrocampo, infatti, tende a lasciare parecchio spazio alle proprie spalle, con la difesa quindi non protetta a dovere. Torreira poi non è un giocatore compassato, bensì uno che si muove molto senza palla e che svolge un ruolo cruciale sia nell’intercetto che nell’andare in contrasto (quasi 3.5 tackle a partita), quindi non è incostante vedere a tratti grossi buchi davanti alla difesa.

 

In generale, a causa del gran lavoro richiesto in interdizione ai propri interpreti, si tratta di una squadra che fatica a coprire l’ampiezza del campo e a ripiegare all’indietro con i centrocampisti, lasciando di conseguenza la retroguardia spesso esposta e costretta a difendere in spazi larghi. Soprattutto sulle fasce, col lato debole (a causa della già citata densità in zona palla e del desiderio di Giampaolo che la squadra resti corta) sovente sguarnito.

In avanti, il gioco è invece fluido soprattutto grazie all’associatività e all’elevato movimento senza palla del rombo di centrocampo, formato da giocatori molto tecnici e bravi a coprire ampie porzioni di campo, in grado anche di interscambiarsi tra loro nella posizioni ricoperte.

A loro è quindi richiesto gran lavoro offensivo, soprattutto negli spazi intermedi. Le punte (Quagliarella soprattutto) si abbassano per consentire agli interni di aggredire la profondità. E’ quindi frequente vedere sia Praet che Linetty buttarsi con rapidità verso la porta.

via GIPHY

 

Quando però il Doria si trova davanti il centro del campo coperto, con gli interni non in grado di ricevere palla tra le linee, ecco che la presenza di Duvan Zapata può garantire la principale variabile tattica rispetto alla Samp 2016-2017. Ossia, il lancio lungo, visto che l’altezza e la forza fisica del colombiano gli consentono di prevalerei nei duelli aerei facendo così risalire la squadra.

Un chiaro esempio proviene dall’ultimo derby della Lanterna, dove i blucerchiati hanno effettuato ben 75 lanci lunghi nel corso dei 90′ per superare la pressione genoana. Da uno di questi, è nato il gol del vantaggio.

via GIPHY

Storicamente, la Juve di Allegri soffre sempre il ritorno in campo dopo la sosta. Va quindi cercato di non approcciare la gara sottoritmo contro un avversario che fa dell’aggressività in non possesso una delle proprie peculiarità. Servirà un Chiellini in formato San Siro per contenere la ricerca sistematica di Zapata, oltre che una copertura efficace degli half spaces per limitare il rombo doriano. Contro questa Sampdoria, i bianconeri avranno poi l’obbligo essere precisi sui palloni in uscita: già molti gol subiti in questa stagione sono avvenuti per una gestione lacunosa del possesso in zone arretrate.

In fase di possesso, invece, i bianconeri dovranno replicare la partita della stagione passata, quando – anche grazie a un Dani Alves stratosferico – si riuscì con continuità a superare la prima linea di pressione, sfruttando l’ampiezza del campo e arrivando nella (scoperta) porta rivale con relativa facilità.

Visto che Pjanic non dovrebbe essere della gara – la sua lucidità in costruzione sarebbe oro colato – bisogna approfittare l’elevato potenziale sulle corsie esterne, proprio ciò che la Sampdoria soffre. Non sembra la partita adeguata per lasciare Douglas Costa in panchina. Nazionale permettendo.