Sampdoria-Juve 3-2: Consegnato il centrocampo, arrivata la sconfitta

di Mattia Demitri |

Sampdoria Juventus è stata una gara lineare nel suo sviluppo, non così sorprendente il risultato finale date le condizioni iniziali.
La Juventus si è presentata a Marassi con due cambi in vista della sfida di coppa col Barcellona, in difesa Asamoah al posto di Alex Sandro e Bernardeschi al posto di Dybala alle spalle di Higuain. I due chiamati in causa non hanno fatto particolarmente male, Bernardeschi ha svirgolato la palla sul primo gol della partita, ma è stato un avvenimento fortuito, Asamoah è risultato anche uno dei migliori, come del resto la difesa, che nonostante i 3 gol incassati non è sembrata traballante.

Le ragioni di questa sconfitta sono state per lo più tattiche. Tralasciando il primo gol, frutto di una serie di sfortunati eventi, tutte le altre occasioni della Sampdoria sono arrivate essenzialmente da situazioni in cui i blucerchiati riuscivano a portarsi stabilmente sulla trequarti ospite, imbastendo azioni elaborate e pericolose. La squadra di Giampaolo ha concluso metà delle volte della squadra di Allegri, trovando però la porta 5 volte, più dei bianconeri. II problema principale della Juventus è stato il centrocampo molle e in perenne inferiorità numerica contro i 4 giocatori stretti e ben coordinati dei liguri, Pjanic e Khedira inoltre non hanno giocato per niente bene, apparendo fuori forma. La Sampdoria incontrava un’adeguata resistenza solamente quando arrivava in prossimità della linea difensiva e riusciva a riconquistare le seconde palle respinte più spesso dei bianconeri, il gol di Torreira nasce proprio da un rimorchio impossibile da marcare per il centrocampo disabitato della Juventus.

In fase offensiva poi la scelta di schierare Bernardeschi si è rivelata infelice. Se da una parte il carrarino ha iniziato bene, dopo il primo quarto d’ora ha cominciato a defilarsi sempre più a destra, scambiandosi infine di posizione con Cuadrado. Non una brutta prestazione da parte del nuovo arrivato, ma sicuramente inadatta a sostituire la funzione tattica del ruolo, stesso problema poi occorso a Cuadrado al momento dello scambio di posizione. A orchestrare la manovra è toccato quindi principalmente ad un pimpante Higuain, che però così facendo è finito a orbitare troppo lontano dall’area di rigore. Questa confusione ha portato la Juve a concludere moltissime volte contro la non irreprensibile difesa blucerchiata, ma a produrre pericoli alquanto modesti.

Inspiegabile la scelta di Allegri di schierare i soli due Khedira e Pjanic, nelle condizioni in cui versavano, consegnando il centrocampo, ma ancor più inspiegabile la scelta di tenere fuori Douglas Costa in favore di un ectoplasmatico Mandzukic, moscio in pressing, pigro nei ripieghi, e peggio di tutto inoffensivo davanti e dannoso nella circolazione del pallone. Il brasiliano, entrato colpevolmente in ritardo, grazie alla sua qualità ha ribaltato la pericolosità offensiva della squadra. Se questa squadra non ha un gioco valido offensivamente, non può permettersi anche di lasciare gratuitamente fuori i giocatori migliori.

Per ridare sostanza e stabilità all’undici un ritorno al centrocampo a 3 può rappresentare una soluzione, per migliorare sia la fase difensiva che la prima costruzione.